Enciclopedia Cattolica vol. VI, 1951 Sacra Scrittura

HALLĒL

English Cita

HALLĒL. - Termine rabbinico, che significa «inno, lode» (ebr. hallēl «lodare», donde alleluia [v.]), usato per indicare dei gruppi di Salmi a scopo liturgico. Celebre è il «h. egiziano» (h. miṣrī: cf. Bērākhāth, 56a), composto dai salmi 113-18 (Volgata 112-17), che gli Ebrei cantavano nelle neomenie, nelle tre grandi solennità (Pasqua, Pentecoste, Tabernacoli) e nella festa della Dedicazione.

Era questo il h. per eccellenza. Si chiamava così per il suo contenuto laudativo (cf. il primo versetto ebraico) e per il fatto che si iniziava al canto del hallēlā Jāh; si diceva «egiziano», perché caratteristico della Pasqua ebraica; si cantava nel Tempio durante l'immolazione dell'agnello, simbolo della liberazione dalla servitù d'Egitto (cf. 114, 1 ebr.), e si recitava in casa nella cena pasquale. Durante la quale, il h. si divideva in due parti: la prima (113-14 ebr.) si recitava o si cantava all'inizio, la seconda (115-18 ebr.) alla fine, quando si passava la quarta ed ultima coppa rituale (cf. 116, 12-13 ebr.). Volendo aggiungere una quinta coppa di vino, si cantava il salmo 136 (Volg. 135), chiamato, per il suo contenuto, «il grande h.» (h. hagādhāt: cf. Pāsāhīm, 118a).

L'uso del h. è molto antico, come si può arguire dal Talmud, in cui si fa questione del suo autore (Pāsāhīm, 117a), ma non è possibile precisarne le origini.

Sembra che si cantasse già al tempo del re Iosia (II Par. 35,15) ed anche del re Ezechin (II Par. 30,21). Accenna poi a quest'uso Sap. 18, 9, dove aḫvouç (laudes) è traduzione di h. Anche Gesù e i suoi Apostoli cantarono il h. nell'ultima Cena (Mt. 26, 30; Mc. 14, 26; iṣuṣiṣavruç, [*hymno dicto*] cioè la seconda parte del h.).

Il nome di «grande h.» si estendeva pure all'intero gruppo di salmi 120-36 (Volg. 119-35); mentre un h. speciale, detto anche «piccolo h.», era costituito dalla serie degli ultimi cinque salmi, inni di lode contraddistinti dal duplice Alleluia (146-50; Volg. 145-50): faceva parte integrante della preghiera del mattino.

I discepoli di Hillèl invece chiamavano « piccolo h. » il primo salmo del « h. egiziano », e i discepoli di Sammaj l'intera prima parte di esso (113-14), forse in relazione alla seconda, più lunga (115-18). È da notare che la composizione dei h. non è sempre stata la stessa; variò, anche nel nome, secondo i tempi e le scuole rabbiniche.

Si distingue dunque un triplice h.: l'ordinario o egiziano, il grande e il piccolo. Forse il prestigio del termine influì sulla versione Volgata di I Par. 16,36.

Dato l'uso che ne fece il Signore nell'Ultima Cena, il h. ha avuto importanza anche nello sviluppo della liturgia cristiana, della Messa e dell'ufficiatura: cf. i Vespri del Giovedì Santo, del Sabato Santo, e i Vespri domenicali; il salmo poi 118 (Volg. 117) è il salmo pasquale per eccellenza, e conseguentemente il salmo della domenica (1 salmo a Prima, soggetto a varie norme per questa sua natura liturgica).

Bibliografia8 opere
BIBL.: J. Buxtorf, Lexicon Chald. talm. et rabb., Basilea 1640, pp. 613-16; H. Grätz, Die Halleluja und Hallel-Psalmen, in Monatsschrift für Geschichte und Wissenschaft des Judenthums, 28 (1897), pp. 193-215; G. King, The Hallel, in The expositor, 9 (1889), 1), pp. 121-35; C. A. Briggs, The book of Psalms, Edimburgo 1906, introd., § 35; E. D'Auguroux, in DB, III, col. 404; la Jewish Encyclopedia (VI, coll. 176-78), l'Encyclopedia Judaica (VII, coll. 875-78) forniscono esempi di melodie ebraiche; J. Calès, Le livre des Psaumes, I, Parigi 1936, pp. 31, 61; II, ivi 1936, pp. 369-531. Per i rapporti tra il rituale ebraico della Pasqua e la primitiva liturgia eucaristica: M. Righetti, Le origini della liturgia cristiana, § xiv, in La scuola cattolica, 44 (1916, 1), pp. 590-95.

Igino Cecchetti

Informazioni sulla voce

Di Igino Cecchetti

Fonte firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), coll. 1340–1341.

Pagine a stampa Apri nel visualizzatore
Pagina 792
vol. 6, coll. 1339–1340
Pagina 793
vol. 6, coll. 1341–1342

Altre voci di Igino Cecchetti: HETZENAUER, MICHAEL · GRIMLAICO (GRIMLAICUS) · IMITAZIONE DI CRISTO (DE IMITATIONE CHRISTI) · GIOVANNI ARCICANTORE · LAURA (Ἡ ΛΑΎΡΑ)

Cita questa voce

Chicago

Cecchetti, Igino. “HallĒL.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VI, coll. 1340–1341. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/hallel.

MLA

Cecchetti, Igino. “HallĒL.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 1340–1341. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/hallel.

BibTeX

@incollection{ec6_hallel,
  author    = {Cecchetti, Igino},
  title     = {HallĒL},
  booktitle = {Enciclopedia Cattolica},
  volume    = {VI},
  pages     = {1340--1341},
  note      = {Cited by column},
  publisher = {Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico},
  address   = {Città del Vaticano},
  year      = {1951},
  url       = {https://azioneromana.com/it/article/hallel}
}

Una delle circa 20.000 voci recuperate dai dodici volumi a stampa (1948–54). Hai notato qualcosa? Aiutaci a migliorarla.

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.