HAROSETH. - Simbolica composta di frutta, di rito nella cena pasquale giudaica. La Mišnah prescrive (Pōšāhîm, II, 8; X, 3), che per la cena pasquale si prepari una polta o pasta semiliquida, che si chiama hārōseth (da hāres neoebraico «fango»). Questa pasta veniva cotta a base di «datteri, fichi, mandorle», cui si mescolavano vino, aceto, cinnamomo. Per il suo colore biondo-rossastro essa richiamava alla memoria quel fango, con il quale gli Israeliti nella terra d'Egitto erano costretti a preparare i mattoni (Ex. 1, 14). Era abitudine che il capo della famiglia nella cena pasquale intingesse in questa composta azimi ed erbe amare e le porgesse ai commensali. Non vi è dubbio che Gesù Cristo abbia seguito quest'uso: offrendo a Giuda «il boccone» o parte dell'agnello dopo averlo «intinto» (Io. 13, 26) allude ad un'abitudine, di cui tacciono le fonti storiche (Talmud, 116a; ed. L. Goldschmidt, II, Berlino 1901, p. 726).
HAROSETH
BIBL.: H. L. Strack-P. Billerbeck, Kommentar zum N. Test., IV, Monaco 1928, p. 65 sg.). Urbano Holzmeister
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“HAROSETH.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 807. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/haroseth.