HÜLSEN, CHRISTIAN. - Archeologo ed epigrafista protestante, n. a Charlottenburg il 29 nov. 1858, m. a Firenze il 19 genn. 1935. Discepolo di Th. Mommsen, fu uno dei suoi collaboratori per l'edizione del Corpus inscriptionum Latinarum.
Dal 1887 fu primo segretario dell'Istituto archeologico germanico in Roma. La sua attività scientifica testimonia la sua predilezione per Roma, per i suoi monumenti, per le sue chiese e per le opere del Rinascimento. Visse quasi sempre in Italia, per oltre venti anni a Roma, dopo il 1909 a Firenze, tranne un breve periodo a Heidelberg.
L'elenco dei suoi scritti fu dato da A. M. Colini (v. BIBLICA). Vanno tra questi ricordati in primo luogo il volume di aggiornamento a H. Jordan, Topographie der Stadt Rom im Altertum (I, III, Berlino 1907); il suo volume Das Forum Romanum (ivi 1904), che ebbe più edizioni e traduzioni in italiano, francese e inglese; lo studio su Die römischen Skizzenbücher von Marten van Heemskerk im königlichen Kupferstichkabinett zu Berlin (ivi 1916), e su Das Skizzenbuch des Giannantonio Dosio im staatlichen Kupferstichkabinett zu Berlin (ivi 1933); i suoi studi su architetti, quali Il libro di Giuliano da Sangallo, cod. Vat. Barb. lat. 448 (Lipsia 1910); inoltre il Saggio di bibliografia ragionata delle piante iconografiche e prospettiche di Roma dal 1551 al 1748 (Firenze 1933). Lasciando da parte l'opera del topografo e dell'epigrafista, C. H. va qui ricordato in special modo per le sue pubblicazioni relative ai monumenti cristiani di Roma. In collaborazione con Th. Kiepert egli pubblicò il Codex urbis Romae topographicus, con annesso Nomenclator topographicus (2e ed., Berlino 1912), nel quale sono elencate tutte le chiese antiche di Roma. Fra gli altri suoi scritti si ricordano: La pianta di Roma dell'anonimo Einsiedlense, in Dissertazioni della Pont. Accademia romana di archeologia, 2ª serie, 9 (1907), pp. 379-424; Il fondatore della basilica di S. Andrea sull'Esquilino, in Nuovo bullettino di arch. crist., 5 (1899), pp. 171-76; Die Basilica des Iunius Bassus und die Kirche S. Andrea cata Barbara auf dem Esquilin, in Festschrift
für J. Schlosser (Berlino 1926), pp. 53-67; Osservazioni sulla biografia di Leone III nel Liber pontificalis, in Rendiconti della Pont. Accademia romana di archeologia, 2ª serie, 1 (1923); Die Kirchen des heiligen Caesarius in Rom, in Miscellanea F. Ehrle (Studi e Testi, 38), Roma 1924, pp. 377-403.
Ma la sua opera fondamentale è Le Chiese di Roma (Firenze 1927), edita per munificenza del papa Pio XI, al quale è dedicata con gratitudine dall'autore, dopo trenta anni di ricerche.
Da profondo conoscitore della topografia dell'Urbe attraverso i secoli, il lavoro di C. H. è d'indole storica e topografica; egli ricerca la forma genuina dei nomi e l'esattezza dell'ubicazione dei santuari, la loro cronologia dagli antichi tituli al sec. xiv. Fondamentale importanza assumono i capitoli consacrati agli antichi cataloghi delle chiese di Roma dal sec. VII al xvi; alle indicazioni tratte dai Libri anniversariorum, ai codici di varie biblioteche d'Europa con indicazioni relative a chiese urbane.