ILDEFONSO DA TOLEDO, SANTO

ILDEFONSO da TOLEDO, santo. - Arcivescovo di Toledo, n. a Toledo nel 617, m. ivi il 23 genn. 667. Fu chiamato El Capellán de la Virgen, nella commedia di questo titolo, che Lope De Vega compose su di lui, e deve questo soprannome alla sua opera principale, De virginitate Sanctae Mariae contra tres infideles, che è alla base di tutta la letteratura mariana in Spagna.

Fu monaco e abate nel monastero dei SS. Cosma e Damiano di Agali, nei dintorni di Toledo, celebre per aver dato alla Chiesa spagnola una serie di vescovi e abati, figure che emergono nella storia. Verso la fine del 657 un ordine di Recesvinto venne a strapparlo da questo suo ritiro per elevarlo al seggio metropolitano di Toledo. La sua attività episcopale e letteraria durò un decennio. Il suo successore al vescovato, s. Giuliano da Toledo, tracciò con amorevole mano il catalogo delle sue opere: la prima è quella a cui già si è accennato, il Libellus de virginitate Sanctae Mariae contra tres infideles, controversia teologica indirizzata specialmente contro gli Ebrei. Seguono il Liber in cognitione Baptismi unus, di eccezionale importanza per la storia del catecumenato e della liturgia del Battesimo in Spagna; il De progressi spiritualis deserti, complemento dell'opera precedente, che espone il progresso del battezzato attraverso la vita spirituale fino al regno di Dio, mediante l'allegoria del popolo ebreo peregrinato nel deserto fino alla terra promessa; De viris illustribus, quattordici biografie consacrate a personalità spagnole, ed in particolare toledane; con questa opera I, continuava l'opera di s. Isidoro dallo stesso titolo; essa è

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(da V. JALABERT, LOUIS, Les bréviaires mss. des bibliothèques publiques... Parigi 1851, tab. 17)
ILDEFONSO DA TOLEDO, santo - I. da T. vestito degli abiti pontificali dalla Vergine aiutata da un angelo, Breviario francescano spagnolo (2ª metà sec. XV) - Parigi, Biblioteca nazionale, ms. lat. 1064, f. 285.

importante perché sotto diversi aspetti è l'unica fonte per la vita e la storia ecclesiastica in Spagna. Si conoscono pure due lettere indirizzate a Quirico, vescovo di Barcellona, in occasione del Libellus de virginitate.

La teologia di I. rientra nel patrimonio tradizionale dei grandi Padri della Chiesa, principalmente di s. Girolamo, s. Agostino, s. Gregorio Magno. Caratteristico è lo stile dei sinonimi, adottato nel Libellus de virginitate e spinto fino all'estremo: fervida effusione di affetto traboccante. Nelle altre opere l'esposizione è più serena ed equilibrata.

Il Libellus de virginitate fu tradotto in castigliano nel sec. XV da Alfonso Martínez di Toledo, arciprete di Talavera.

BIBL.: Opere: a cura di F. De Lorenzana, SS. pp. Toletanorum quotquot extant opera, I, Madrid 1782, pp. 94-200; riprodotta in PL 96, 195-206; si pubblicarono in seguito varie opere col suo nome, ma dubbie o apocrife. Del Libellus de virginitate si ha un'edizione critica e uno studio filologico di V. Blanco García, San I. « De virginitate Beatae Mariae », Madrid 1937. Studi: Acta SS. Ianuarii, II, Anversa 1643, p. 535 sgg.; Manitius, I, pp. 234-36; Z. García Villada, Historia eclesiástica de España, II, 2, Madrid 1933; S. Athanasius Braegelmann, The life and writings of saint I. of Toledo, Washington 1942; J. Madoz, S. I. de Toledo a través de la pluma del Arciprete de Talavera, Madrid 1943; id., Escritores de la época visigota, in Historia general de las literaturas hispánicas, Barcellona 1949, p. 126. Giuseppe Madoz
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“ILDEFONSO DA TOLEDO, SANTO.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 940. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/ildefonso-da-toledo-santo.