IMBRIANI, VITTORIO. - Scrittore, n. a Napoli il 27 ott. 1840, m. a Pomigliano d'Arco il 1 genn. 1886. Fu critico d'arte e di letteratura, raccoglitore di canti e fiabe popolari, verseggiatore, novelliere.
Incapace di una equilibrata visione di interessi morali, concepì la religione quale un prodotto della «potenza immaginativa allucinata» (lett. al De Meis in Critica, 5 [1936], pp. 380-85). Il suo Libro di preghiere muliebri è una frigida esercitazione stilistica. Assertore di uno Stato italiano di forme assolutistiche (cf. La croce sabauda ed altri scritti inediti, Bari 1938), ne postulò, quale uno dei coefficienti essenziali di consolidamento, la conciliazione con la Chiesa.