JAURÈS, Jean. - Uomo politico e storico, n. a Castres il 3 sett. 1859, m. a Parigi il 31 luglio 1914. Varie volte deputato al Parlamento, è il rappresentante più tipico del socialismo francese della fine del secolo e degli anni anteriori alla prima guerra mondiale.
Fondò l'Humanité nel 1904. Fu uno dei più accaniti sostenitori della revisione del processo Dreyfus. Ha lasciato un'orma notevole nella storia della storiografia con l'Histoire socialiste de la Révolution Française (3a ed., Parigi 1939), nella quale ha svolto il tema, contro l'interpretazione del Michelet, che la rivoluzione non è stata il prodotto della miseria, ma la maturazione della borghesia e quindi la rivendicazione politica di una nuova ricchezza. Nella sua opera di oratore e di storico J. è ancorato all'idea di un socialismo «riformistico». Egli sente più le esigenze del «ruralismo» che quelle dell'«operismo», ma comunque non sa risolvere le aporie della convivenza della tradizione marxista e del positivismo, nonché di notevoli depositi blanquisti; del «popolo» crea quasi un feticcio; su un piano religioso è sostanzialmente un panteista e un ammiratore della «religione» della natura.