LA MENNAIS, JEAN-MARIE-ROBERT de, Vene-rabille. - Benemerito educatore e temuto avversario del gallicanesimo, n. a St-Malo (Francia) l'8 sett. 1780, m. a Ploërmel in concetto di santità il 26 dic. 1780. Durante la Rivoluzione aiutò i sacerdoti proscritti, e da uno di essi, nascostamente ospitato nella casa paterna, fu avviato agli studi teologici. Ordinato nel 1804, esercitò le mansioni di viceparroco e di professore. Ritiratosi per malattia nella casa di campagna, detta La Chesnaie, orientò il fratello Félicité allo studio delle scienze ecclesiastiche.
Opere notevoli nacquero dalla collaborazione dei due fratelli: Réflexions sur l'état de l'Eglise en France au XVIIIe siècle (1808), Guide spirituel (1809), Tradition de l'Eglise sur l'institution des évêques (1814). In linea di massima, a Jean-Marie deve attribuirsi la ricerca, a Félicité l'ordi-

namento della materia e la redazione. Nel 1814 divenne segretario di mons. Caffarelli, vescovo di St-Brieuc, e, dopo la morte di lui, vicario capitolare. Nel 1816 fondò le Figlie della Provvidenza e nel 1817 i Fratelli dell'Istruzione cristiana, che unì, lo stesso anno, con quelli DESHAYES, GABRIEL (v.). Costretto ad allontanarsi da St-Brieuc poco dopo l'arrivo di mons. de la Romagnère, nel 1822 fu chiamato a Parigi, quale vicario generale della Grande Aumônerie. In quell'alta posizione, contribuì alla nomina o al trasferimento d'una quaranterna di vescovi, ripetutamente ricusando per sé l'episcopato. Tornato in Bretagna nel 1824, fissò in Florenz il centro della sua vasta operosità. Fondò un nuovo istituto, i Sacerdoti di St-Méen (1825), poco dopo trasformato in Congregazione di S. Pietro, di cui nel 1828 lasciava la guida al fratello, mantenendo l'alta direzione del noviziato di Malestroit. Rielletto superiore generale dopo la dimissione di Félicité (1833), biasimò, non appena edito, il libello Paroles d'un croyant, in una lettera confidenziale, imprudentemente pubblicata da mons. de Lesquen. Allora ebbe inizio per lui il martirio del cuore. La prima condanna di Félicité (1832) aveva scosso la Congregazione di S. Pietro; la seconda (1834) finì col gettarmi scompiglio e discordia. Il Superiore venne condannato e respinto senza convocazione né deliberazione della Curia di quella società, cui regolarmente eletto presiedeva. In tanto Félicité gli voltava le spalle, inabissandosi nell'apostasia. Umiliato, affranto, ma non avvilito, Jean-Marie seguitò a dedicarsi con tutta l'anima all'opera educativa.
Dottò la Bretagna di scuole e convitti; i Fratelli, invitati dal ministro della Marina, varcarono i mari, evangelizzarono i negri in diverse colonie francesi, contribuendo notevolmente alla pacifica abolizione della schiavitù nelle Antille. La causa di beatificazione e canonizzazione di L. M. è stata introdotta il 22 maggio 1911.