LATASTE, MARIE. - Mistica, sorella coadiutrice delle Dame del S. Cuore, n. a Mimbaste (Landes) il 21 febbr. 1822, m. a Rennes il 10 maggio 1847. Subito dopo la prima Comunione sentì vivo trasporto per il Tabernacolo, e, dopo un periodo di turbamenti e aridità, dall'autunno 1839 al 1842 ebbe frequenti visioni mistiche e colloqui con il Salvatore. In tal modo, ella dice, conobbe le più alte verità teologiche. Nell'apr. 1844 entrò nel convento del S. Cuore di Parigi, fece il suo noviziato a Conflans, poi per motivi di salute fu trasferita a Rennes (9 maggio 1846), dove morì dopo aver emesso i voti.
In obbedienza al suo direttore spirituale, l'abbé Pierre Darbins, scrisse una serie di lettere (87), nello quali narra la sua vita e le sue esperienze interiori, e 14 opuscoletti di materia ascetico-teologica «per render conto di ciò che ogni giorno le veniva detto da Gesù».
I suoi scritti furono variamente giudicati: P. Toulemont, Les écrits de M. L., in Etudes, nuova serie, 2 (1863), pp. 66-91, fu favorevole, mentre il rapporto di mons. de Ladoue al vescovo d'Aire Epivent (probabilmente 1863), pubblicato in Revue de Gascogne, 60 (1924), pp. 69-78, è molto sfavorevole.
LAȚCU VODĂ. - Principe di Moldavia, figlio del fondatore del principato stesso, Bogdan Vodă. Salito sul trono nel 1365, m. nel 1373. A L. si riferiva Urbano V quando scriveva da Montefiascone il 24 luglio 1370 all'arcivescovo di Praga e ai vescovi di Bratislava e Cracovia che «robil vir Latco, dux Moldaviae» gli aveva comunicato il suo desiderio di farsi cattolico insieme al suo popolo e di ottenere che un suo borgo, Seret, ricevesse nome e dignità di città e un vescovo; il Papa incaricava i suddetti prelati di indagare e, in caso affermativo, costruire una cattedrale a Seret, mentre il paese doveva rimanere un ducato dipendente direttamente dalla S. Sede. In un'altra lettera il Papa disponeva che gli stessi tre vescovi indagassero anche sul candidato di Lațcu alla nuova sede vescovile. Andrea di Cracovia, e di ordinarlo; ciò che venne fatto.
Andrea era un religioso francescano di famiglia nobile, già confessore di Elisabetta, sorella di re Casimiro di Polonia. Sembra ch'egli non sia mai venuto in Moldavia e che neanche la cattedrale sia stata costruita. Sicuro è che non solo il popolo, ma persino la moglie e la figlia del principe, Anna e Anastasia, non hanno seguito l'esempio di L., a cui il papa Gregorio XI scriveva il 25 genn. 1372 di non lasciarsi trascinare dalla moglie rimasta pertinace nei suoi errori, ma neanche di separarsene, e che i loro figliuoli dovevano esser riconosciuti legittimi.
L. fu sepolto nella chiesa «ortodossa» di Radauti, accanto a suo padre che l'aveva fatta edificare.