Dalla rivoluzione del 1830 comprese la gravità del travaglio sociale ed allora si diede allo studio del progresso della vita operaia e specialmente della famiglia, conducendo un'inchiesta su 300 famiglie-tipo, dal 1820 al 1853 (*Les ouvriers européens*, 1855). A partire dal 1860 soprattutto egli allargò il suo orizzonte entrando in pieno nell'azione riformatrice. Le idee contenute nella *Réforme sociale en France* (1867), nell'Organisation du travail (1870) in *La méthode sociale* (1879) e in molte altre opere furono applicate dall'Union de la paix sociale e propagate dopo il 1881 dalla rivista *La réforme sociale*. Il suo piano era soprattutto morale: egli rimproverava alla Rivoluzione tre grandi errori: quello della perfezione originaria dell'uomo, dell'infallibilità individuale, dell'uguaglianza assoluta. Il rimedio da lui proposto consistava nel restaurare il rispetto sotto tre forme: rispetto di Dio e della religione; rispetto del padre ed obbedienza; rispetto della donna o castità morale. Le P. è poco favorevole alle associazioni: egli attende la riforma dell'autorità, il che lo conduce al paternalismo.
La sua opera fu continuata da due scuole: l'opera riformatrice dalla «Ecole de la paix sociale» e l'opera positiva di osservazione e di ricerca dalla «Ecole de la science sociale», fondate nel 1885 da M. Demolins e dall'abate de Tourville.