LEOPOLI (Lwów, Lviv, LEMBERG), DIOCESI di. - Sede di tre arcivescovi-metropoliti, dei Latini, degli Armeni, dei Ruteni.

Diocesi suffraganee attuali sono Przemyśl e Łuck. Primo arcivescovo (di Halicz) fu Maciej, m. nel 1377. Nel 1412-14 la sede vescovile fu trasferita a Lwów. Superficie: 2215 kmq. (i 9/10 dell'arcidiocesi stanno attualmente sotto l'occupazione sovietica). Le statistiche seguenti si riferiscono al 1939. Cattolici: 81.000 (987.800). Parrocchie: 29 (416). Sacerdoti incardinati nella diocesi: 57 (795). Sacerdoti regolari: 4 (279). Religiose: 38. Seminario maggiore. Nel 1939 si avevano 69 case religiose maschili, con 543 membri; 292 femminili, con 2470 membri. Istituzioni di istruzione ed educazione: 6 maschili, con 630 alunni; 16 femminili, con 1835 alunne. Istituzioni di beneficenza, assistenza e cura: 138, con 1532 ricoverati. Sacerdoti diocesani periti durante l'occupazione sovietica e tedesca: 81, trucidati o morti in prigione o in campi di concentramento.
Arcivescovi eminenti: b. Jakób Strepa, m. nel 1411, sepolto nella Cattedrale, culto confermato l'11 sett. 1790; Mikołaj Traba (1358-1422), poi primo primate di Polonia; Jan Rzeszowski, primo arcivescovo di Lwów, m. nel 1436; Grzegorz z Sanoka, scrittore, m. nel 1477; Jean Długosz (1415-80), storico; Wilczek h. Poraj, m. nel 1540; Jan Dymitr Solikowski, m. nel 1603; Mikołaj

Chiese notevoli: la Basilica cattedrale, gotica, del 1350-1479, con l'immagine miracolosa della Madonna della Mercede; davanti a questa immagine nel 1656 Giovanni Casimiro, re di Polonia, fece voto solenne eleggendo Maria a regina del Regno di Polonia; presso la Cattedrale, la cappella dei Boim del 1610, stile Rinascimento; chiesa e convento dei Domenicani del 1749-64, in luogo della vecchia del sec. XIII; nella chiesa una statuetta miracolosa di Maria; chiostro e chiesa dei padri Bernardini del 1600-1609, nella quale trovansi le reliquie del b. Jan z Dukli (1411-84), culto confermato il 21 genn. 1733, patrono di Polonia e Lituania, che nel 1648 salvò Lwów dall'assedio dei Cosacchi e Tartari; chiesa dei pp. Gesuiti, del 1608; chiesa di S. Giovanni Battista del sec. XIII-XIV.
La città di Lwów «antemurale totius christianitatis», «semper fidelis», fondata nel sec. XIII, fu ricostruita da Casimiro il Grande re di Polonia nel 1340. Vi è una accademia (università), fondata da Giovanni Casimiro re di Polonia nel 1661. L'Istituto nazionale Ossolineum, fondato nel 1817, contava oltre 600.000 volumi e 7500 manoscritti; possedeva un museo, una galleria d'arte, ecc., in gran parte devastato dai Sovieti. A Halicz vi è una cattedrale rutena del sec. XII e una chiesa dei pp. Francescani del 1596. A Tarnopol una chiesa ex-domenicana del 1623 e una chiesa parrocchiale rutena con l'immagine miracolosa della Madonna.
J. Długosz, Opera omnia, II-V, Cracovia 1863-87, passim; F. Pawłowski, Premisia sacra sive series et gesta episcoporum r. l. Premisiensium, ivi 1869, pp. 11-34, 73-76; A. Bielowski, Monumenta Poloniae historica, II, Leopoli 1872, pp. 550, 573, 629, 664-65; VI, ivi 1872, pp. 163-216; Akta Grodshie i Ziemskie z czasów Rzeczypospolitej Polskiej, II-VII, ivi 1873, passim; X. M. Baliński, Historia Kościoła Polskiego, I-III, Cracovia 1873, passim; L. Finkel-S. Starzyński, Historia Uniceryteta Lwowskiego, Leopoli 1894, pp. 3-44; M. Gębarowicz-K. Tyszkowski, Zakład Narodowy imienia Ossolińskich we Lwowie, ivi 1926; M. Bobrzyński, Dzieje Polski w zarysie, I, Varsavia 1927, passim; M. Pirozyński, Statystyka Kościoła Katolickiego w Polsce, in Homo Dei, 1946, II, pp. 80-82; id., Seminaria duchovne w Polsce, ibid., 1948, I, p. 84; id., Ze statystyki Kościoła w Polsce, ibid., 1948, IV, pp. 464-67; id., Ze statystyki Kościoła w Polsce, ibid., 1948, V, pp. 578-79.
II. L. DEGLI ARMENI. - Nei secc. XI e XVI, colonie di fuggiaschi armeni si stabilirono in Polonia e vennero riconosciuti dal governo locale come minoranza etnica. Sino dal 1365 in cui l'arcivescovo Gregorio fece l'unione con Roma, gli arcivescovi armeni di L. erano i sostituti dei patriarchi di Egmiadzin, e la loro giurisdizione includeva anche gli Armeni di Valacchia e di Moldavia.
Nel 1625 il fuggiasco katholikós Melchisedek si stabilì a L., ed essendo cattolico fece fare la professione cattolica anche ai suoi vescovi novelli. Gli Armeni non cattolici disapprovarono l'operato e scatenarono una persecuzione.
Nel 1632 Mikołaj Torossowicz, ordinato dal katholikós Melchisedek, veniva nominato dal papa Urbano VIII e riconosciuto arcivescovo di L. Nel 1652, dopo varie trattative, riusciva ad essere riconosciuto anche dal katholikós Filippo; e con ciò veniva ammesso come arcivescovo anche dagli Armeni non cattolici.
Arcivescovi eminenti: Humanian Wartan (m. nel 1715); Samuel Cyryll Stefanowicz (m. nel 1858); Józef Teodorowicz, scrittore (m. nel 1938). Nel 1939 l'arcidiocesi contava: 8 parrocchie, cattolici 5000; sacerdoti diocesani 19. Sotto l'occupazione sovietica la Chiesa armena fu quasi completamente distrutta.
III. L. DEI RUTENI. - Fu fondata nel 1539 dal re polacco Sigismondo. Il suo titolare fu nel 1595 uno dei più accaniti avversari dell'unione con Roma alla quale si oppose anche quando questa ebbe luogo a Brest-Litowsk nel 1596. Soltanto nel 1701 ebbe luogo l'unione di L. alla S. Sede per opera del vescovo Józef Szumlański il quale già dal 1680 si era occultamente unito a Roma.


(fot. Enc. Catt.)