LEOPOLI (LWÓW, LVIV, LEMBERG), DIOCESI DI

LEOPOLI (Lwów, Lviv, LEMBERG), DIOCESI di. - Sede di tre arcivescovi-metropoliti, dei Latini, degli Armeni, dei Ruteni.

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(fot. Alina I) LEOPOLDO II, granduca di Toscana - Busto in n.1110, opera di O. Giovannozzi (1846) - Firenze, Uffizi.
I. L. DEI LATINI. - L'arcivescovato-metropoli dei Latini, con sede a Halicz, fu fondato con bolla di Gregorio XI Debitum pastoralis officii, del 13 febbr. 1375, con le diocesi suffraganee di Przemyśl (Premislia), Łuck (Luceria), Chelm (Chelm), Kamieniec di Podolia (qui il vescovato fu fondato nel 1375 con il primo vescovo Wilhelm, m. nel 1375), Kijów (Kiev), dove il primo vescovo fu il suddetto abate di Opatow Gerard nel 1234-41 (la diocesi fu soppressa nel 1795 dopo lo smembramento della Polonia), Ceret o Seret, fondata nel 1370 con il primo vescovo Andrzej, poi vescovo di Wilna.

Diocesi suffraganee attuali sono Przemyśl e Łuck. Primo arcivescovo (di Halicz) fu Maciej, m. nel 1377. Nel 1412-14 la sede vescovile fu trasferita a Lwów. Superficie: 2215 kmq. (i 9/10 dell'arcidiocesi stanno attualmente sotto l'occupazione sovietica). Le statistiche seguenti si riferiscono al 1939. Cattolici: 81.000 (987.800). Parrocchie: 29 (416). Sacerdoti incardinati nella diocesi: 57 (795). Sacerdoti regolari: 4 (279). Religiose: 38. Seminario maggiore. Nel 1939 si avevano 69 case religiose maschili, con 543 membri; 292 femminili, con 2470 membri. Istituzioni di istruzione ed educazione: 6 maschili, con 630 alunni; 16 femminili, con 1835 alunne. Istituzioni di beneficenza, assistenza e cura: 138, con 1532 ricoverati. Sacerdoti diocesani periti durante l'occupazione sovietica e tedesca: 81, trucidati o morti in prigione o in campi di concentramento.

Arcivescovi eminenti: b. Jakób Strepa, m. nel 1411, sepolto nella Cattedrale, culto confermato l'11 sett. 1790; Mikołaj Traba (1358-1422), poi primo primate di Polonia; Jan Rzeszowski, primo arcivescovo di Lwów, m. nel 1436; Grzegorz z Sanoka, scrittore, m. nel 1477; Jean Długosz (1415-80), storico; Wilczek h. Poraj, m. nel 1540; Jan Dymitr Solikowski, m. nel 1603; Mikołaj

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LEOPOLI, DIOCESI di - Chiesa in legno - Na Zmęzieniu.
Ignacy Wyżycki, m. nel 1757; Wacław Hieronim Sierakowski (1699-1780); Łukasz Baraniecki, m. nel 1858; Józef Twardowski (1864-1944), espulso dai Sovieti.

Chiese notevoli: la Basilica cattedrale, gotica, del 1350-1479, con l'immagine miracolosa della Madonna della Mercede; davanti a questa immagine nel 1656 Giovanni Casimiro, re di Polonia, fece voto solenne eleggendo Maria a regina del Regno di Polonia; presso la Cattedrale, la cappella dei Boim del 1610, stile Rinascimento; chiesa e convento dei Domenicani del 1749-64, in luogo della vecchia del sec. XIII; nella chiesa una statuetta miracolosa di Maria; chiostro e chiesa dei padri Bernardini del 1600-1609, nella quale trovansi le reliquie del b. Jan z Dukli (1411-84), culto confermato il 21 genn. 1733, patrono di Polonia e Lituania, che nel 1648 salvò Lwów dall'assedio dei Cosacchi e Tartari; chiesa dei pp. Gesuiti, del 1608; chiesa di S. Giovanni Battista del sec. XIII-XIV.

La città di Lwów «antemurale totius christianitatis», «semper fidelis», fondata nel sec. XIII, fu ricostruita da Casimiro il Grande re di Polonia nel 1340. Vi è una accademia (università), fondata da Giovanni Casimiro re di Polonia nel 1661. L'Istituto nazionale Ossolineum, fondato nel 1817, contava oltre 600.000 volumi e 7500 manoscritti; possedeva un museo, una galleria d'arte, ecc., in gran parte devastato dai Sovieti. A Halicz vi è una cattedrale rutena del sec. XII e una chiesa dei pp. Francescani del 1596. A Tarnopol una chiesa ex-domenicana del 1623 e una chiesa parrocchiale rutena con l'immagine miracolosa della Madonna.

BIBL.: M. Baliński-T. Lipiński, Starożytna Polska, II, Varsavia 1844, pp. 550-63, 733-35, 934-40; X. J. T. Józefowicz, Kronika Miasta Lwowa, Leopoli 1854, pp. 79-131, 215-23, 254-55; A. Theiner, Vetera monumenta Poloniae et Lithuaniae, 4 voll., Roma 1860, passim; M. Harasiewicz, Annales Ecclesiae Ruthenae, Leopoli 1862;

J. Długosz, Opera omnia, II-V, Cracovia 1863-87, passim; F. Pawłowski, Premisia sacra sive series et gesta episcoporum r. l. Premisiensium, ivi 1869, pp. 11-34, 73-76; A. Bielowski, Monumenta Poloniae historica, II, Leopoli 1872, pp. 550, 573, 629, 664-65; VI, ivi 1872, pp. 163-216; Akta Grodshie i Ziemskie z czasów Rzeczypospolitej Polskiej, II-VII, ivi 1873, passim; X. M. Baliński, Historia Kościoła Polskiego, I-III, Cracovia 1873, passim; L. Finkel-S. Starzyński, Historia Uniceryteta Lwowskiego, Leopoli 1894, pp. 3-44; M. Gębarowicz-K. Tyszkowski, Zakład Narodowy imienia Ossolińskich we Lwowie, ivi 1926; M. Bobrzyński, Dzieje Polski w zarysie, I, Varsavia 1927, passim; M. Pirozyński, Statystyka Kościoła Katolickiego w Polsce, in Homo Dei, 1946, II, pp. 80-82; id., Seminaria duchovne w Polsce, ibid., 1948, I, p. 84; id., Ze statystyki Kościoła w Polsce, ibid., 1948, IV, pp. 464-67; id., Ze statystyki Kościoła w Polsce, ibid., 1948, V, pp. 578-79.

II. L. DEGLI ARMENI. - Nei secc. XI e XVI, colonie di fuggiaschi armeni si stabilirono in Polonia e vennero riconosciuti dal governo locale come minoranza etnica. Sino dal 1365 in cui l'arcivescovo Gregorio fece l'unione con Roma, gli arcivescovi armeni di L. erano i sostituti dei patriarchi di Egmiadzin, e la loro giurisdizione includeva anche gli Armeni di Valacchia e di Moldavia.

Nel 1625 il fuggiasco katholikós Melchisedek si stabilì a L., ed essendo cattolico fece fare la professione cattolica anche ai suoi vescovi novelli. Gli Armeni non cattolici disapprovarono l'operato e scatenarono una persecuzione.

Nel 1632 Mikołaj Torossowicz, ordinato dal katholikós Melchisedek, veniva nominato dal papa Urbano VIII e riconosciuto arcivescovo di L. Nel 1652, dopo varie trattative, riusciva ad essere riconosciuto anche dal katholikós Filippo; e con ciò veniva ammesso come arcivescovo anche dagli Armeni non cattolici.

Arcivescovi eminenti: Humanian Wartan (m. nel 1715); Samuel Cyryll Stefanowicz (m. nel 1858); Józef Teodorowicz, scrittore (m. nel 1938). Nel 1939 l'arcidiocesi contava: 8 parrocchie, cattolici 5000; sacerdoti diocesani 19. Sotto l'occupazione sovietica la Chiesa armena fu quasi completamente distrutta.

BIBL.: G. Jesianz, L'unione forzata degli Armeni di Polonia con la Chiesa romana (armeno), Pietroburgo 1884; L. Alijan, Kamenitz. Annali degli Armeni di Polonia e di Romania (armeno), Venezia 1896; Gams, Series episcop. Eccl. catt., I, Ratisbona 1873, p. 351; supplem. LXXXIII; S. Obertynski, Die Florentiner Union der polnischen Armenier, Roma 1934, appendice; G. Hofmann, Documenta Concilii Florentini de unione Armenorum, II, ivi 1935, V. indice.

III. L. DEI RUTENI. - Fu fondata nel 1539 dal re polacco Sigismondo. Il suo titolare fu nel 1595 uno dei più accaniti avversari dell'unione con Roma alla quale si oppose anche quando questa ebbe luogo a Brest-Litowsk nel 1596. Soltanto nel 1701 ebbe luogo l'unione di L. alla S. Sede per opera del vescovo Józef Szumlański il quale già dal 1680 si era occultamente unito a Roma.

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LEOPOLI, DIOCESI di - Cattedrale di S. Giorgio (sec. XVIII) e Municipio.
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LEPANTO - Piano di schieramento dell'armata cristiana, per la battaglia di L. Disegno a penna - Biblioteca Vaticana, fondo Borghese, 4ª serie, 228 f. 42.
(fot. Enc. Catt.)
Nel sec. XVII L. diventò quasi un patrimonio della famiglia Szeptyckyj dalla quale uscirono tre eccellenti vescovi. Dopo che in occasione della prima spartizione della Polonia (1773), L. divenne territorio austriaco e tutta la metropolia degli uniti scomparve, papa Pio VII eresse nel 1807 la nuova metropolia, L.-Halisch con sede a L. Il suo titolare diventò quindi il capo di tutta la vita culturale e religiosa degli Ucraini residenti in Austria. Due di essi furono creati cardinali, Micbat Lerwicki (m. nel 1858) e Sylwester Sembratowicz (m. nel 1898); grande fama si è acquistata anche Andrea Szeptyckyj (m. nel 1944). Il suo successore Giuseppe Slipyj è stato condannato nel 1946 a 8 anni di lavori forzati dai sovietici diventati padroni del territorio. Contemporaneamente le autorità comuniste soppressero con violenza brutale l'unione dei cattolici con la S. Sede e installarono nella sede un vescovo dissidente sotto l'ubbidienza del patriarcato di Mosca.

BIBL.: C. Gatti-C. Korolevskii, I riti e le Chiese orientali, I, Il rito bizantino e le Chiese bizantine. Genova 1942, V. indice; A. M. Ammann, Storia della Chiesa russa e dei paesi limitrofi. Torino 1948, V. indice. Alberto M. Ammann
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“LEOPOLI (LWÓW, LVIV, LEMBERG), DIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 715. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/leopoli-lwow-lviv-lemberg-diocesi-di.