LEOVIGILDO, RE DEI VISIGOTI

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LEOVIGILDO, re dei Visigoti. - Fratello dei re Atanagildo e Liuva I, fu da quest'ultimo associato al trono nel 568, restando unico sovrano alla morte di lui (573). Dalla prima moglie Teodisia ebbe Ermenegildo (v.) e Recaredo. Essendosi Ermenegildo convertito al cattolicesimo, L. fu spinto dalla seconda moglie Goswinda ad una lotta lunga e penosa contro il figlio, trucidato nel 585. In un Concilio adunato a Toledo nel 580, L. tentò di attrarre all'arianesimo i cattolici del suo regno, ma non essendovi riuscito prese a perseguitarli, esiliando i capi dell'opposi

zione tra cui Leandro di Siviglia, Fulgenzio di Astigi e Giovanni di Biclaro.

Durante il suo regno L. compì gloriose imprese contro gli Svevi, i Cantabri e i Baschi e per i suoi discendenti ottenne l'ereditarietà del trono, fino allora elettivo. Si deve a lui anche la revisione del Codice Euridiano pro-mulgato un secolo innanzi dal re Eurico. Morendo, nel 586, sembra che raccomandasse al vescovo Leandro, richiamato dall'esilio, il figlio Recaredo che gli successe.

BIBL.: Gregorio di Tours, Hist. Franc., V, 38, in MGH, Schriftenreihe Merovingianum, I, 1, pp. 220-231; Gregorio Magno, Dial., III, 31; PL 77, 289-93; Isidoro di Siviglia, De viris illu-tribus, cap. 44; PL 83, 1105 sgg.; L. Duchesne, L'Eglise au Vie siècle, Parigi 1925, 569-74.

LEPANTO. - L., in greco Naúpaktos, è città e porto della Grecia, sulla costa settentrionale dello stretto che divide il golfo di Patrasso da quello di Corinto; rimasta celebre nella storia ecclesiastica per la battaglia ivi avvenuta, il 7 ott. 1571, tra l'armata cristiana e quella turca.