LICINIANO
di CARTAGENA. -
Fiorito negli aa.
582-602. Secondo
le scarse notizie
raccolte presso s.
Isidoro e negli
scritti di L. egli fu
veseovo di Cartago
Spartaria (oggi Car-
tagena nella Spa-
gna).
Fra le sue lette-
re ne rimangono tre:
De libro regularum
ad s. Gregorium pa-
pam urbis Romae; ad Epiphianium diaconum; ad Vincenti-
um episcopum Ebositanae Insulae. L. fu espulso e costretto
ad andare a Costantinopoli, non si sa se con qualche
missione ufficiale, e morì in circostanze misteriose «av-
velenato, così dicono, dai suoi cimuli» (Isidoro) nei
giorni di Maurizio Augusto.
L., dotto nella Scrittura e nella tradizione, difende la
spiritualità dell'anima umana, distingue negli angeli una
parte spirituale e una corporea e si ispira nella sua dot-
trina a Claudiano Mamerto. L. loda la Regula Pastoralis
di s. Gregorio.