LIEBERMANN, BRUNO FRANZ LEOPOLD. - Capo della Scuola teologica di Magonza, n. a Molsheim (Alsazia) il 12 ott. 1759, m. a Strasburgo l'11 nov. 1844. Ordinato sacerdotente nel 1783, ebbe subito l'ufficio di direttore spirituale del Seminario e di predicatore di lingua tedesca nella Cattedrale. Nominato parroco di Ernolsheim (1783), adempi il suo ufficio con zelo e coraggio durante la Rivoluzione Francese. Imprigionato da Napoleone, sotto falsa accusa di cospiratore regalista, gli fu concessa la libertà dopo otto mesi (1805) a condizione di non ricomparire più a Strasburgo.
Invitato dal suo amico Giuseppe Colmar, divenuto vescovo di Magonza auspice Napoleone, accettò la direzione del Seminario, allora riaperto. L. creò intorno ai giovani un'atmosfera di pietà e di fede, sviluppando nel loro animo sentimenti di rispetto per il Papa e per il vescovo, il vero «sentire cum Ecclesia», in opposizione alle tendenze illuministiche della teologia in voga e al febriniano imperante. Il suo insegnamento incideva negli animi giovanili per la vastità della cultura (insegnò successivamente storia ecclesiastica, diritto canonico, teologia dogmatica) e soprattutto per la chiarezza e l'interno calore dell'esposizione. Raccolse le sue lezioni di teologia nelle Institutiones theologiae dogmaticae (5 voll., Magonza 1818-27), che ebbero molte edizioni, tra le quali è notevole quella romana, lodata dal card. Cappellari che, divenuto Gregorio XVI, la fece adottare nel Collegio di Propaganda Fide, esigendo però una più decisa affermazione dell'infallibilità pontificia. Le sue Institutiones iuris canonici si conservano inedite nel Seminario maggiore di Strasburgo. Le Predigten furono stampate in 3 voll. (Magonza 1851-53).
Intorno a L. si sviluppò spontaneamente quella che fu poi detta la scuola di Magonza, la quale attraverso la rivista Der Katholik, il cui motto era «Christianus mihi nomen, catholicus cognomen», ingaggiò, con tono più popolare che scientifico, una vittoriosa lotta contro lo spirito del tempo, facendo alitare sulla Germania un soffio di fede romana. I migliori discepoli del L. furono Raess, vescovo di Strasburgo, Weis, vescovo di Spira, il card. Geissel, che dalla sua sede di Colonia guidò la Chiesa tedesca, Lenning, canonico di Magonza, che preparò l'unificazione delle energie cattoliche di Germania, il Klee, dottor teologo, che a Bonn si oppose decisamente agli hermestiani. Nel 1823 il L. rifiutò la sede vescovile di Metz, ma accettò l'ufficio di vicario generale del vescovo di Strasburgo, mons. Tharin. Sotto mons. Trevern presiedette la commissione BAUTZEN (v.).
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