LUGO, JUAN de. - Cardinale e teologo gesuita, n. a Madrid il 25 nov. 1583, m. a Roma il 20 ag. 1660. La sua famiglia era nobile e risiedeva abitualmente a Siviglia, dove ritornò nel 1588.
Alunno dei Gesuiti, entrò nella Compagnia a Villagarcia (1603). Compiuti gli studi a Pamplona e a Salamanca, insegnò filosofia a Menforte in Lemos (1612-13), a Medina del Campo (1613-14) ed a León (1614-16), poi teologia a Salamanca (1617) e a Valladolid (1617-21). Chiamato a Roma dal generale Muzio Vitelleschi, tenne la cattedra di dogmatica al Collegio Romano dal 1621 al 1643, anno in cui fu creato cardinale da Urbano VIII.
Già dal 1633 L. aveva iniziato le sue pubblicazioni; la prima opera stampata furono le Disputaciones scholasticae de Incarnatione dominica (Lione 1633), poi quelle
(da Almanacco di Gotha, maggio 1866) LUIGI II, RE DI BAVIERA - Ritratto.De Sacramentis in genere, de venerabili Eucharistiae Sacramento et de sacrosancto Missae sacrificio (ivi 1636), De virtute et Sacramento Poenitentiae, de suffragiis et indulgentiis (ivi 1638), nelle quali rivelò la sua forza di teologo speculativo, mentre nel De iustitia et iure (ivi 1642) si impose come moralista. Ancor oggi quest'opera è ritenuta un modello del suo genere e s. Alfonso (Theol. mor., III, 552) da questa giudicò il L. principe dei moralisti dopo s. Tommaso. Da ricordare inoltre: De virtute fidei divinae (Lione 1646) e Responsorum moralium libri VI (ivi 1651). Parecchi suoi scritti uscirono postumi, tra cui il De Deo, de angelis, de actibus humanis, de divina Gratia (Colonia 1716), finché tutti gli scritti vennero raccolti in Opera omnia (7 voll., Venezia 1718; poi in 8 voll., Parigi 1868-69). Parecchi però rimasero manoscritti.
Le opere di L., nel loro imponente complesso, offrono soluzioni nuove e geniali, di cui molte sono passate in dominio comune, mentre alcune (p. es., sull'essenza del sacrificio della Messa e sul motivo formale della fede) sono rimaste a lui personali.
(fot. Centrerus - Madrid) LUGO, DIOCESI di - Monastero di Samos.Come cardinale lavorò in molte Congregazioni, stimato dai papi Urbano VIII, Innocenzo X e Alessandro VII. La condanna delle proposizioni di Giansenio tratte dall'Augustinus, fu fatta con le censure da lui proposte (cost. Cum occasione del 31 maggio 1653 e Ad sacram beati Petri sedem del 16 ott. 1656). L. fu benemerito del Collegio Romano nel quale costituì borse di studio per gli studenti poveri, e che, insieme con la Casa professa del Gesù lasciò erede dei suoi beni. A lui si deve inoltre l'introduzione in Europa della china (pulvis iesuiticus). La salma del L. per suo volere giace nella chiesa del Gesù in Roma, ai piedi di s. Ignazio.
BIBL.: Sommervogel, V, coll. 176-80; IX, coll. 619-20; A. Giaconius, Vitae et gesta Pont. Rom. et S. E. cardinalium, IV, Roma 1601, coll. 634-36; A. Andrade, Varones illustres... de la C. de J., V, Madrid 1666, pp. 637-77; J. Kompel, Kardinal de L. als Mäzen der Chinarinde, I, Aus dem Lebens des Kardinals, Feldkirch 1931; F. Alcañiz, De autographo tractatus inediti card. J. de L. « De Anima », Madrid 1936; L. Gomez Hellin, Praedestinatio apud I. de L. Doctrinae de electione ad gloriam in theologis S. I. saec. XVI-XVII historica evolutio, Roma 1938.
Arnaldo M. Lanz
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“LUGO, JUAN DE.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 992. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/lugo-juan-de.