MAKHPĒLĀH (= « COSA DUPLICE »)

MAKHPĒLĀH (= « cosa duplice »). - Terreno con piante e una grotta, situato di fronte Hebron (v.). Abramo (v.) lo comprò come sepolcreto familiare (Gen. 23, 9-19). Vi furono sepolti Sara (ibid. 23, 19), Abramo (ibid. 25, 9), Isacco, Rebecca, Giacobbe e Lia (ibid. 49, 50; 50, 13).

La grotta fu sempre in venerazione; Erode il Grande vi eresse sopra un grandioso recinto. Dentro di esso nel periodo bizantino fu costruita una chiesa, di cui rimangono poche tracce. I Crociati nel 1115 la ricostruirono e la loro fabbrica, ridotta in moschea, è assai ben conservata. Gli Arabi vi hanno aggiunto vari cenotafi. Con

la rioccupazione araba della Palestina (1187), la grotta divenne inaccessibile ai cristiani, i quali per parecchio tempo, cioè dal sec. XIV al XIX, furono esclusi anche dal recinto; tale proibizione è mantenuta fino ad oggi. Così ora non è possibile conoscere esattamente la forma della grotta e le condizioni in cui si trova.

BBL.: L. Heidet, s. V. in DB, IV, coll. 520-31; L.-H. Vincent - E. Mackay - F.-M. Abel, Hebron, Parigi 1923.

Bellarmino Bagatti

#### MALABAR, MISSIONI LATINE di: V. INDIA.

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“MAKHPĒLĀH (= « COSA DUPLICE »).” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 1115. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/makhpelah-cosa-duplice.