MANSIONARIO

MANSIONARIO. - Le accezioni di questo termine erano varie nel passato (cf. Du Cange, s. V. in Glossarium mediae et infimae latinitatis, V, Pa-

43 anni. Per quattro anni consecutivi fu eletto rettore dell'Università (1914-18).

La sua produzione scientifica non è molto vasta. Oltre ad alcune piccole monografie e a molti articoli (la maggior parte riguardanti la storia della filosofia scolastica, pubblicati su riviste, particolarmente sul Divus Thomas di Friburgo), va segnalato il suo capolavoro: Das Wesen des Thomismus (Friburgo 1932; 3ª ed. ivi 1949) dove intende dimostrare come il principio

rigi 1938, pp. 227-28) come lo sono tuttora; però, nel linguaggio liturgico dell'alto Medioevo, s'intendeva per m. il custode di una chiesa presso cui abitava e nella quale fungeva a un di presso da sagrestano.

Nelle chiese cimiteriali il « mansionarius de confessione » doveva curare l'alimentazione dei lumi presso la tomba del martire. I m. erano distinti sia dai « custodes, qui dicuntur cubicularii, ex clero Romano », istituiti da Leone I per la custodia d'onore delle tombe apostoliche (cf. Lib. Pont., I, p. 239, n. 14 a p. 241 e iscriz. sepol. del sec. VI, in A. Silvagni, Inscriptiones Christ. Urbis Romae..., nuova serie, II, Roma 1935, nn. 5088, 5179, 5180) come dai « praepositi », i quali amministravano le rendite delle basiliche cimiteriali, destinate in particolar modo ai lumi che dovevano ornare le tombe dei martiri (cf. iscrizioni del sec. VI, in G. B. De Rossi, Inscriptiones Christ. Urbis Romae..., I, Roma 1861, nn. 975, 989, 1004-05, 1085; A. Silvagni, op. cit., nn. 4279, 4790 diploma di Gregorio Magno del 604).

A Roma essi godevano di una certa notorietà e si erano costituiti in « schola ». I papi Benedetto II, Giovanni V, Conone e Gregorio II lasciarono loro un donativo (cf. Lib. Pont., I, pp. 364, 367, 369, 410). L'Ordo Romanus, I, n. 21 (ed. M. Andrieu, Les Ordines Romani du haut moyen âge, II, Lovanio 1948, p. 73) ricorda il « primus mansionarius » della basilica del Laterano avente cura dei vasi sacri destinati al papa (chiamato dall'Ordo VI, n. 7: « custos dominicalis vestiarii »: ed. cit., p. 242) e i « mansionarii iuniores » che entravano per ultimi nel « secretarium » dopo la Messa papale (Ordo I, n. 126: ed. cit., p. 108; Ordo V, n. 98, ibid., p. 227). Nelle diaconie il m. con l'incensiere si trovava con il « Pater diaconiae » e il sacerdote sulla soglia della Chiesa per attendervi il papa (cf. Ordo I, n. 26: ed. cit., p. 75; Ordo V, n. 3, ibid., p. 209).

I m. non facevano parte del clero, ma appartenevano alla categoria degli inservienti, come si rileva: 1º dall'iscrizione del 50ᵃ che ricorda un « Clementinus mansionarius », già fossore (cf. O. Marucchi, in Nuovo Bullettino di Arch. Christ., 1917, p. 116; altre iscrizioni in A. Silvagni, op. cit., 5177-78; Gregorio Magno, Dialoghi, III, 24-25, chiama il m. anche « custos »); 2º dal Sinodo Romano del 732 (Hefele-Leclercq, III, II, p. 684); 3º dalla biografia di Stefano V del Lib. Pont. (II, p. 196); 4º dalle Costituzioni del Laterano del Card. Pietro, poi Gregorio XI: PL, 78, 1395, ecc.

I m. esercitano tuttora le loro funzioni, spesso identiche alle antiche, in molte chiese e confraternite; hanno tuttora una certa notorietà i m. delle basiliche patriarcali di Roma.

BIBL.: G. Moroni, s. V. in Diz. di erudizione storico-ecclesiastica, XLII (1847), pp. 142-50; G. B. De Rossi, La Roma subterranea, III, Roma 1877, p. 322 s.; F. Grossi Gondi, Trattato di epigrafia cristiana latina e greca, Roma 1920, pp. 150-151; H. Leclercq, s. V. in DACL, X, coll. 1582-85. A. Pietro Frutaz
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“MANSIONARIO.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), p. 1170. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/mansionario.