MARIANA, ARCIDIOCESI DI

MARIANA, ARCIDIOCESI di. - Città e arcidiocesi nello Stato di Minas Gerais, nel Brasile. Sono suoi suffragane i vescovati di Porto Alegre, Campanha, Caratinga, Caruarú, Juiz de Fora e Leopoldina. L'arcidiocesi ha una superfice di 44.027 kmq. e ha una popolazione di 900.000 ab. dei quali 897.500 cattolici, 133 parrocchie, 161 sacerdoti diocesani, 89 regolari, 12 comunità religiose maschili e 12 femmini

nili, seminari maggiore e minore (1949). Patrona l'Assunta, festa il 15 ag.

STORIA. - La città di M., che ha 40.000 anime, conserva aspetto e usi che rispecchiano quelli coloniali. Fu fondata, con il nome di Ribeirao do Carmo, il 16 luglio 1696, per opera dell'esploratore paulista («bandeirante») Salvador Fernandes Furtado de Mandonça, uno dei molti che percorrerà la regione, presto popolata da una moltitudine eterogenea di avventurieri e di schiavi, mossi dalla sete dell'oro.

Benedetto XIV, con il motu proprio Candor lucis aeternae del 6 dic. 1746, eresse un vescovato a Ribeirao do Carmo, che allora assunse l'attuale denominazione di M., smembrata tutta la provincia di Minas Gerais, che già contava 300.000 ab., dalla diocesi di Rio de Janeiro. Il governo della diocesi fu assai difficile nel '700, a causa della corruzione sociale che regnava intorno alle miniere, delle liti col potere civile, e perché il Capitolo era diviso in fazioni, che si combattevano a vicenda o si opponevano all'azione dei prelati. Il primo vescovo fu Manuel da Cruz, cistercense (1745-64), che lavorò con zelo impareggiabile, organizzando l'amministrazione ecclesiastica e fondando il Seminario. Il secondo, Joaquim Borges de Figueiredo (1771-72), e il terzo, Bartolomeu Nuñes dos Reis (1772-73), non andarono mai in diocesi, che governarono per mezzo di procuratori. Il quarto, Domingos da Incarraçao Pontevel, domenicano (1778-93), il quinto Cipriano da S. Jose, francescano (1797-1817), attesero molto alla disciplina del clero.

Dal periodo dell'indipendenza la diocesi fu successivamente retta da José della S.Ma Trinità (1819-35), francescano, Antonio Vicoso, lazzarista, venerato come santo (1844-75), Antonio Sa e Benevides (1876-96), Silverio Gomes Pimenta (1896-1922), figura nobilissima nell'esposato brasiliano, come umanista e pastore; sotto di lui M. diventò sede arcivescovile, col decreto concistoriale Sempiternum humani generis, del 6 maggio 1906. Dal territorio dell'antica diocesi, che era stato diviso con la creazione del vescovato di Diamantina nel 1854, si smembrarono ben altre 12 diocesi e una prelatura nullus, che oggi formano due province ecclesiastiche (Belo Horizonte e Diamantina), oltre M.

E celebre nella storia dell'educazione brasiliana il Collegio del Caraça, fondato entro i confini della diocesi nel 1772.

L'arcidiocesi è forse la più ricca del Brasile nel campo artistico religioso (v. Arte). Le città di Ouro Preto e Congonhas do Campo possiedono belle chiese, edificate nell'epoca della ricerca dell'oro, famose per le sculture di João Francisco Lisboa, detto O. Aleijadinho.

BIBL.: R. Galanti, Historia do Brasil, S. Paolo 1911, V. 2, p. 4, da Rocha Pompo, Historia do Brasil, Rio de Janeiro s. a., V. indice; R. Tindade, A archidiocese de M., subsidios para a sua historia, S. Paolo 1928 e 1929.

Maurilio Cesar de Lima