MARTINO G

MARTINO G. O'CONNOR

II. ARMENO, PONTIFICIO

Due tentativi di fondazione fatti da Gregorio XIII nel sec. XVI e da alcuni negozianti armeni nel sec. XVII riuscirono vani. Gli studenti armeni erano insieme agli altri nel collegio Urbano di Propaganda. Ancora una volta non riuscì a Dio l'attuazione dell'idea nuovamente proposta nel 1867 da un sinodo di vescovi armeni. Finalmente Leone XIII col breve Benigna hominum Parens (1° marzo 1883) eresse il collegio nell'attuale sede di via S. Nicola da Tolentino 17. Recentemente è stato costruito un nuovo palazzo. Il collegio è affidato al clero secolare. Le sue regole sono state confermate dalla S. Congregazione Orientale nel 1929. Gli alunni frequentano la Pontificia università Gregoriana. Ignazio Ortiz de Urbina

III. BEDA, PONTIFICIO

Fondato da Leone XIII, il collegio Pontificio Beda è unico nella sua specie ed accoglie e prepara al sacerdozio quelli che hanno avuto la vocazione in età avanzata. Il limite minimo di età per esservi ammessi è di 24 anni. Ogni professione vi è rappresentata e molti suoi studenti possono aver appartenuto ad altre Chiese prima di ottenere il dono della fede in quella cattolica. Al suo inizio il collegio Pontificio Beda ebbe sede nel venerabile collegio Inglese in via Monserrato 45, in Roma; ma da 25 anni c.a. ha sede propria in via S. Nicola da Tolentino 67. Il collegio ha posto per 54 studenti. Nelle costituzioni date dalla S. Congregazione degli studi è compreso uno speciale corso breve per coloro che non possono frequentare altre università. Fra coloro che sono usciti dal collegio Pontificio Beda e che l'hanno illustrato col loro nome, vanno ricordati: l'arcivescovo David Mather, scrittore e legato apostolico in Africa, p. Vernon Johnson, ben noto predicatore, e mons. George L. Smith, che, a suo tempo, era stato una promessa del foro degli Stati Uniti.

IV. BELGA, PONTIFICIO

Nel 1843 il rettore della chiesa nazionale di S. Giuliano dei Belgi, mons. Aerts, ebbe l'idea di fondare in Roma un collegio ecclesiastico per giovani scelti tra i seminari delle 6 diocesi del Belgio. L'idea venne accolta dai vescovi e incoraggiata dal nunzio apostolico a Bruxelles, mons. Gioacchino Pecci (poi Leone XIII). Nel 1846 si acquistò in via del Quirinale il convento dei Ss. Gioacchino ed Anna, appartenente ai Trinitari spagnuoli, e mons. Aerts nello stesso anno, quale primo rettore, presentò i primi allievi al papa Gregorio XVI. Tra gli antichi alunni si contano: mons. Kerkhofs, vescovo di Liegi, mons. Charne, vescovo di Namur, mons. Delanotte, mons. Himmer, vescovo di Tournai; nel marzo 1949 il rettore mons. de Fürstenberg è stato nominato delegato apostolico in Giappone. Giuseppe De Vroede

V. CANADÀ, PONTIFICIO

Nel 1886 il card. Howard, protettore dei Sulpiziani, affidò a mons. Colin, superiore del seminario di Montréal, l'opera della fondazione del collegio Canadese, voluto dai vescovi del Canadà, in via Quattro Fontane. Benedisse la prima pietra lo stesso card. Howard il 24 febbr. 1887. Il giorno 11 nov. 1888 entravano i primi 12 alunni. Da allora il collegio ha accolto e formato nello spirito della Chiesa romana più di 700 sacerdoti, dei quali 40 sono divenuti vescovi, e la maggior parte si è affermata nelle rispettive diocesi, sia nell'insegnamento che nella cura delle anime. Il collegio è stato insignito del titolo di pontificio il 6 maggio 1932. Attualmente 45 sacerdoti, appartene nenti a 15 differenti diocesi, frequentano i corsi delle varie università romane. Paolo Emilio Léger

VI. CAPRANCENSE, ALMO

Prese nome dal card. Domenico Capranica che lo fondò nel Natale del 1456, mettendo con atto legale del 5 genn. 1457 come dotazione tutti i suoi beni. Morto egli poco dopo (ag. 1458), suo fratello Angelo si prese cura della nuova fondazione che cominciò la sua attività negli anni seguenti. Sebbene si abbia traccia di qualche altra fondazione precedente, la Sapientia Firmana, o Collegium Capranicense come fu detto più tardi, è il primo del genere istituito a Roma. Lo stesso fondatore ne dettò le costruzioni, volendo che fosse aperto a studenti poveri, romani di nascita (riservando dei posti a giovani di Fermo che era la sua diocesi), aspiranti allo stato ecclesiastico, perché potessero studiare teologia e diritto canonico nell'Università romana. Egli destinò loro il suo palazzo a S. Maria in Aquiro e la sua biblioteca ricca di duemila volumi, e ne affidò la legale tutela ai tre guardiani e custodi dell'arciconfraternita del Salvatore al Sancta Sanctorum del Laterano ed ai conservatori dell'Urbe. Essi avevano il dovere di sorvegliare l'amministrazione e la disciplina ed il diritto di approvare la nomina del rettore che veniva fatta annualmente dagli stessi alunni. Questi dovevano essere fra i 15 e i 35 anni, già preparati per lo studio, vivere in collegio, portare l'abito clericale, ricevere gli Ordini sacri entro il triennio ed ottenere il dottorato entro i sette anni di dimora loro concessi. Nel sec. XVI essi erano in numero di 31. Il collegio, tra varie vicende e mutazioni dei suoi regolamenti, durò sino al 1798, quando sotto la Repubblica romana fu chiuso. Fu riaperto nel 1807 da Pio VII che riservò la nomina del rettore al Papa. Gli alunni frequentano l'Università Gregoriana e prestano servizio liturgico nella basilica Liberiana; ed oltre quelli stabiliti per fondazione possono esservi ospitati convittori di ogni nazione. Appartenerlo al collegio Benedetto XV e, per breve tempo, anche Pio XII, oltre numerosi prelati e cardinali. VII. ALMI, collegi Capranicensis constitutiones compositae per... card. Dominicum Capranicam, Roma 1705; G. Moroni, Di- zionario di erudizione storico-ecclesiastica, XIV, pp. 151-54; Anon., Regole da osservarsi dagli alunni e concittori dimoranti nell'almo roman collegio C., Roma 1867; M. Morupo-Castelnuovo, Il card. Domenico Capranica, in Archivio della Società romana di storia patria, 52 (1929), pp. 85-116; G. Pelliccia, La prepara- zione ed ammissione dei chierici ai santi Ordini nella Roma del sec. XVI, Roma 1946, pp. 125-40; 303-321. Renata Orazi Ausenda

VIII. ETIOPICO, PONTIFICIO

Quando nel 1481 arrivò a Roma una deputazione etiopica, papa Sisto IV affidò ai monaci etiopici l'antica chiesa di S. Stefano dietro l'abside della basilica di S. Pietro. Si chiamò d'allora in poi S. Stefano dei Mori. Nel'edificio annesso si stabilirono monaci dell'Etiopia, fra JONA (v.) e vennero accolti i pellegrini di quelle terre. Nel 1731 il fabbricato, divenuto di tempo in tempo quasi vuoto, venne attribuito anche ai coppi. La mancanza di abitatori continuò fino al 1816. Allora il monaco etiopico Giorgio Galabadda fu nominato rettore del collegio. Ma alla morte di lui (1845) i Trinitari scalzi si installarono nell'edificio e vi restarono fino al 1919. P. Camillo Beccari (v.) S. I. pregò Benedetto XV di dedicare la casa all'educazione del clero secolare etiopico, ciò che fu fatto prima provvisoriamente dal 1919 e poi stabilmente, quando Pio XI fece costruire nei giardini del Vaticano un nuovo palazzo invece dell'antico ospizio demolito, e con la costruzione Curis ac laboribus del 12 febbr. 1930 lo fece collegio pontificio sottomesso al suo vicario generale per il Vaticano e affidato ai Cappuccini della missione eritrea. Gli alunni frequentano il collegio di Propaganda. VIII.
BIBL.: M. Chaine, Un monastero chiopien d'Rome au XVe et XVIe siècle, in Mélanges de la faculté orientale de Beyrouth.

§ (1911), pp. 1-36; Mauro da Leonessa, S. Stefano Maggiore degli Abissini e le relazioni romano-etiopiche, Città del Vaticano 1929. Ignazio Ortiz de Urbina

VIII. Germanico-Ungarico, Pontificio

Fondato dal papa Giulio III, a iniziativa e cura di s. Ignazio di Loyola, il 31 ag. 1552, per la formazione di sacerdoti zelanti e fedeli alla Chiesa per la Germania e per i paesi confinanti colpiti dall'eresia. Le costituzioni dettate dallo stesso s. Ignazio divennero un modello per la riforma dell'educazione sacerdotale e per la costituzione dei seminari stabilita dal Concilio di Trento.
Nel 1574 Gregorio XIII donò al collegio il palazzo e la chiesa di S. Apollinare, che ne fu la residenza per quasi 200 anni, e in seguito, specialmente per interessamento di s. Pietro Canisio, gli concesse altre ricche dotazioni. Nel 1580 fu unito con il collegio Ungarico (con la chiesa di S. Stefano Rotondo). La scelta degli alunni nei paesi di provenienza veniva curata dai nunzi; per lungo tempo si preferirono i nobili per ricondurre per loro mezzo alla Chiesa cattolica i Capitoli quasi completamente invasi dall'eresia. Dopo la soppressione della Compagnia di Gesù anche il C. fu chiuso nel 1798, ma più tardi riaperto presso la casa del Gesù nel 1818. Durante la prima guerra mondiale si trasferì a Innsbruck. La sede attuale, Via S. Nicola di Tolentino 13, è una grande costruzione moderna (1940-44); la chiesa ancora in costruzione su disegno dell'arch. B. M. Apolloni Ghetti verrà dedicata a s. Pietro Canisio.
Fra gli alunni, fino ad oggi ca. 7000, vi furono 1 papa (Gregorio XV), 29 cardinali, 57 arcivescovi, 330 vescovi ed altre personalità ecclesiastiche di grande importanza (ad es., il card. Hergenröther, J. M. Scheeben, Carl Sonnenschein, l'arcivescovo Stepinac); 50 alunni morirono martiri per la fede, fra i quali due furono beatificati (Marcus Crisinus e Roberto Johnson): simbolo di questo spirito del martirio è anche il colore rosso della veste talare (con cingolo nero). Presentemente la comunità, che ha avuto gravi perdite causa la guerra, conta 80 alunni (numero completo ca. 120). La direzione è affidata ai padri della Compagnia di Gesù. Generalmente gli alunni studiano per 7 anni filosofia e teologia all'Università Gregoriana.
BIBL.: F. Schröder, Monumenta quae spectant primordia collegii Germanici-Ungarici, Roma 1866; A. Steinhuber, Geschichte des Kollegium Germanicum in Rom, 2 voll., 2a ed., Friburgo in Br. 1906; Pastor, VI, 159-61; IX, 171-75. Giacomo Maturi.

IX. Greco, Pontificio

Gregorio XIII con la bolla In Apostolicae Sedis specula del 13 genn. 1576, eresse il collegio nell'attuale sede di via del Babuino 149, accanto al quale fece edificare la chiesa di S. Atanasio. Fu il card. Santoro, primo protettore del collegio, a dargli nel 1583 le prime regole e ad affidarlo nel 1591 alla Compagnia di Gesù col consenso di Gregorio XIV. Gli alunni erano greci, ma anche slavi, albanesi, romeni e melkiti.
Dal 1602 i Gesuiti non resero più il collegio, al quale il protettore, card. Benedetto Giustiniani, chiamò come collaboratori un somasco ed alcuni domenicani. Nel 1621, ad istanza dei principali greci residenti a Roma, Gregorio XV riaffidò il regime del collegio ai Gesuiti i quali lo tennero fino alla soppressione del loro Ordine (1773). Vi furono in questo periodo uomini illustri educati nel collegio, come Allacci, Arcudio e Comnenos Papadopolis. Urbano VII diede nel 1624 regole definitive che furono in vigore per quasi 300 anni. Dal 1773 il collegio passò sotto l'immediata dipendenza di Propaganda. Ma nel 1803 fu chiuso per ragione delle strettezzate economiche e riaperto soltanto per 10 alunni nel 1835. La sistemazione con l'Austria dei beni dell'antico collegio Armeno-Ruteno di Leopoldo sollevò alquanto le finanze di quello greco. Questo fu riaperto nel 1845 con 8 alunni quasi tutti ruteni. Nella direzione del collegio al clero secolare succedettero per un certo tempo dal 1886 i Resurre
zioni si è dal 1890 di nuovo i Gesuiti. Quando poi Leone XIII nel 1896 eresse un collegio proprio per i Ruteni, da affidarsi alla Compagnia di Gesù, chiamò al collegio Greco i Benedettini, i quali ne presero possesso nel 1897. Oggi ne ha cura la Congregazione benedettina belga. L'ultima redazione delle nuove regole è quella del 1923. Gli alunni, tra i quali si contano anche albanesi e melkiti, frequentano le scuole dell'Angelicum.

BIBL.: C. Korolevskij, Les premiers temps de l'histoire du coll. Grec de Rome 1576-1622, in Stodion, 3-4 (1926-30). Ignazio Ortiz de Urbina

X. Inglese, Venerabile

Risale nelle sue prime origini al sec. XIV. A causa dell'affluenza di pellegrini inglesi avutasi in Roma nel 1300 e nel 1350, venne infatti fondato nel 1362 un ospizio in via Monserrato. L'Ospizio fiorì fino al sec. XVII, ed ebbe una chiesa dedicata alla S.ma Trinità e a s. Tommaso di Canterbury, che fu consacrata nel 1445. Tra i suoi officianti furono uomini di gran nome, e il card. Pole ne fu guardiano dal 1538 al 1544. Durante il regno di Elisabetta (1553-1605) l'istituzione decadne, fino a che il dott. Allen (più tardi cardinale) e Owen Lewis (poi vescovo di Cassano) persuasero Gregorio XIII a trasformarla in un seminario per la missione inglese. La bolla di fondazione è del 23 apr. 1579; ma già un tentativo era stato precedentemente fatto con pochi studenti, alloggiati in case private presso S. Pietro nel 1576.
Nonostante qualche discordia interna tra Gallesi e Inglesi, fra amici e avversari della direzione dei Gesuiti, il collegio prosperò, la sua reputazione si diffuse ed esso ebbe la gloria di dare alla Chiesa 41 martiri, tra i quali il b. Ralph Sharwin (1581), il b. Henri Walpole, il b. Robert Southwell (1595), il b. John Wall e il b. David Lewis (1679).
A partire dal 1579 esso fu sotto la direzione dei Gesuiti, tra i quali van ricordati p. Agazzari e p. Vitelleschi. Dal 1598 i rettori furono sempre inglesi, tra essi il p. Robert Persons (1595-1610). Tra i suoi ospiti vi furono parecchi protestanti, come Milton (1638) e John Evelyn. Nel 1685 il collegio fu ricostruito e la chiesa restaurata dal protettore card. Howard, il quale aggiunse la cappella del sodalizio. Nel 1773, in seguito alla soppressione dei Gesuiti, il collegio fu posto sotto la direzione di sacerdoti secolari italiani. Quando nel 1798 le truppe napoleoniche invasero Roma e saccheggiarono l'edificio rovinando la chiesa, vi erano solo 10 studenti.
Nel 1818 il collegio fu riaperto con 10 studenti, tra i quali il futuro card. Wiseman, sotto il rettore del dott. Gradwell, prete secolare inglese. Preti secolari inglesi furono tutti i suoi successori. Tra questi si ricordano il già nominato card. Wiseman (1828-40), lo Hinsley (1917-30), e il delegato apostolico per la Gran Bretagna, mons. G. Godfrey (1930-39).
Dall'inizio al 1773 gli studenti frequentarono il collegio Romano, da quell'anno al 1793 ebbero scuola propria. Dal 1819 al 1824 tornarono al collegio Romano, che in quell'anno venne restituito ai Gesuiti, in seguito, fino al 1859, frequentarono l'Apollinare. Da quella data ad oggi sono stati allievi del collegio Romano e della Università Gregoriana. Il loro maggiore trionfo accademico venne segnato dal card. Wiseman nel 1824. La tradizione del collegio è di unire un giusto sentimento pattiottico con la fedeltà alla S. Sede, il fine proposto ai suoi studenti quello di essere simili ai loro martiri gloriosi, veri inglesi e cattolici integrali. La conversione dell'Inghilterra è oggetto del loro particolare desiderio. La nuova chiesa è stata costruita nel 1866-88.

BIBL.: F. A. Gasquet, A History of the English College, Roma 1920; The Venerable, periodico, dal 1922 in poi. Henry E. G. Rope

XII. IRLANDESE, PONTIFICIO

Le leggi anticattoliche dei sovrani inglesi dei secc. XVI e XVII, avendo resa l'educazione ecclesiastica impossibile in Irlanda, si fondarono vari collegi per i chierici irlandesi nelle nazioni cattoliche d'Europa. Nel 1625 i vescovi irlandesi chiesero a papa Urbano VIII di fondare un collegio irlandese a Roma. La petizione fu accolta nel 1628 dal card. Ludovico Ludovisi, protettore d'Irlanda, il quale, dietro le istanze del p. francescano Luca Wadding, fondò a proprie spese un collegio per chierici irlandesi. La prima residenza fu in un edificio dirimpetto alla chiesa di S. Isidoro. La direzione fu affidata ai padri francescani irlandesi di quella chiesa. Dopo la morte del card. Ludovisi, il governo del collegio irlandese passò alla Compagnia di Gesù che lo conservò fino al 1772. Da quell'anno fino al 1798 ne fu rettore l'abate Luigi Cuccagni. Dal 1639 fino al 1798, anno in cui il collegio irlandese fu soppresso dagli invasori napoleonici, la residenza fu in via degli Ibernesi. Quando esso fu ricostruito nel 1826, occupò gli edifici presso S. Lucia dei Ginnasi, donde fu trasferito nel 1838 a S. Agata in Suburba. Nel 1926 si stabilì nella attuale dimora, presso la chiesa dei SS. Quattro. Dal 1826 i superiori sono stati scelti dal clero diocesano d'Irlanda. Gli alunni frequentano le scuole dell'Ateneo Lateranense. Degni di menzione speciale tra gli ex-alunni sono: il martire Oliviero Plunket (v.), beatificato nel 1920; l'abate Columba Marmion, O. S. B.; il card. Patrizio Francesco Moran, il primo cardinale che sia stato creato in Australia, autore di parecchi lavori storici. Dionisio Mac Daid XII. LITUANO «S. CASIMIRO». — Il collegio Lituano la cui erezione fu decisa l'11 ott. 1945 dai vescovi della Lituania in esilio, sotto la presidenza del metropolita Giuseppe Skvireckas, arcivescovo di Kaunas, si aprì il 1° nov. 1946, con 38 studenti, nell'edificio di via Casalmonferrato n° 20, donato da A. Briska, parroco dell'arcidiocesi di Chicago; Pio XII lo eresse canonicamente il 1° maggio 1948 sotto la protezione di s. Casimiro. Gli studenti frequentano la Pontificia università Gregoriana e l'Ateneo Lateranense. Ladislao Tulaba

XIII. MARONITA, PONTIFICIO

Gregorio XIII fondò nel 1581 un ospizio per alloggiare i pellegrini del Libano, con sede nell'attuale via dei Maroniti nel rione di Trevi. Più tardi, l'11 luglio 1584, quell'ospizio in virtù della bolla Humana sic ferunt di vento collegio per seminaristi e dal protettore card. Caraffa fu affidato ai Gesuiti, i quali lo resero fino alla loro soppressione nel 1773. Ebbe poi a patire tristi condizioni e strettezzate economiche che chiusero durante decenni le sue porte. L'antico edificio fu poi nel 1866 comprato dal collegio Polacco. Finalmente Leone XIII, accedendo alle istanze e alla collaborazione economica dell'episcopato maronita, riabilitò l'antica fondazione nella nuova sede di via Porta Pinciana 18. Si adottarono le stesse regole del collegio di Propaganda. Benedetto XV confermò l'abitudine stabilitasi, che cioè il Rettore dovesse appartenere al clero secolare romano. Pio XI però, dietro preghiere dell'episcopato maronita, riaffidò il collegio alla Compagnia di Gesù. Dalla vigilia della seconda guerra mondiale fino ad ora (1949) il collegio è rimasto chiuso. Gli alunni frequentavano le scuole della Pontificia università Gregoriana (v. MARONITI). Ignazio Ortiz de Urbina

XIV. NEPOMUCENO, PONTIFICIO

Questo collegio, detto prima Boemo, perché limitato alle quattro diocesi del regno di Boemia, è dovuto alla munificenza di Leone XIII, il quale, assecondato dall'allora vescovo di Budejovice, Francesco dei principi di Schönborn (poi arcivescovo di Praga), costituiva nel 1884 un primo nucleo di alunni, presso l'istituto dell'Anima, e poi presso il collegio Lombardo a S. Carlo al Corso. Ma nel 1890 il Pontefice donava una sede in via Sistina; dotava il collegio di mezzi finanziari sufficienti, lo erigeva a collegio pontificio con lettera apostolica Vicariam del 1° genn. 1890, disponendo che accogliesse fino a 30 alunni delle quattro diocesi di Boemia: Praga, Hradec Králové, Budejovice, Litomerice, delle due nazionalità, ceca e tedesca, e che continuassero a frequentare l'Ateneo di Propaganda Fide. Gli statuti, inspirati a quelli del collegio di Propaganda Fide, adattati alle particolari esigenze del nuovo collegio, furono approvati dal card. Rampolla, segretario di Stato, il 15 maggio 1893. Fu primo rettore mons. Lorenzelli, poi nunzio a Parigi e cardinale, per più di 20 anni, avendo a collaboratore, come vice-rettore, mons. Francesco Zapletal, poi vescovo titolare di Salona e ausiliare dell'arcivescovo di Praga. Dopo il 1893 mons. Hais, vescovo di Hradec Králové, donò al collegio una villa a Trevi nell'Umbria, per le vacanze estive. Nel maggio del 1915, per la prima guerra mondiale, gli alunni lasciarono Roma, continuando gli studi alla facoltà teologica della Università Carolina di Praga. Nel 1919, costituita la nuova Repubblica cecoslovacca, comprendente, oltre la Boemia, anche la Moravia e la Slovacchia, il collegio fu esteso a tutte le 12 diocesi della Repubblica stessa. Resasi angusta la sede, il papa Pio XI nel 1927 regalò il terreno per la costruzione della nuova sede in via Concordia. Gli alunni dal 1928-29 frequentano l'Ateneo Lateranense. I nuovi statuti furono approvati con lettera apostolica Ubi privatum il 23 apr. 1930 e da allora il collegio assunse il nome di Nepomuceno, in onore del martire s. Giovanni Nepomuceno. Nel 1931 Pio XI donò la villa Maria, vicino al santuario della Madonna di Montenero (Livorno). Per il distacco dei Sudeti dalla Repubblica cecoslovacca, il 28 sett. 1938 annessi alla Germania, gli alunni di nazionale lità tedesca, appartenenti ai Sudeti, per disposizione di papa Pio XI il 26 ott. 1938 furono trasferiti al collegio Germanico. Durante la grande guerra 1939-45 il collegio rimase aperto, ma dal 1941 gli alunni di nazionalità ceca non potevano più tornare in patria: né nuovi alunni poteronoverne a Roma. Nel nov. seguente il collegio riprendeva la sua vita, poiché ben 31 nuovi alunni giungevano dalla risorta Repubblica: ora tutte le diocesi sono rappresentate secondo l'importanza delle diocesi stesse. Fra gli ex-alunni sono molti vescovi e in particolare il compianto card. Carlo Kaspar, arcivescovo di Praga. Attualmente gli alunni sono 42: 25 di nazionalità ceca e 17 di nazionalità slovacca. Ferdinando Roveda

XV. OLANDESE PIO XI, PONTIFICIO

Fondato il 26 ott. 1930, edificato dal primo rettore mons. Bernardo Eras, ospita soltanto giovani sacerdoti olandesi, che vengono a Roma a perfezionare i loro studi ecclesiastici. Dal 1931 ha accolto 55 alunni, per frequentare l'Angelicum, la Gregoriana, gli istituti Utrusque iuris, Biblico, Orientale, di Musica sacra, di Archeologia cristiana. Un ex-alunno è vescovo, 3 sono professori d'università, molti docenti nei seminari maggiori olandesi. Funziona anche da centro culturale-religioso della colonia olandese a Roma. Giuseppe Damen

XVI. PIO BRASILIANO, PONTIFICIO

Situato in Roma sulla via Aurelia, fu inaugurato il 3 apr. 1934 per la formazione religiosa e scientifica dei giovani chierici brasiliani, i quali fin dal sec. XIX si educavano nel collegio Pio Latino Americano, ma con l'aumento delle diocesi in Brasile crescendo il loro numero, ed essendo differente la loro lingua da quella delle altre nazioni dell'America latina, il papa Pio XI decise di separare i collegiali brasiliani, riunendoli in un collegio a parte. Così i vescovi del Brasile, guidati da mons. B. Aloisi Masella, allora nunzio apostolico in Brasile, ora cardinale,

e dal card. Sebastiano da Silva Leme, arcivescovo di Rio de Janeiro, fondarono il nuovo collegio, del quale si pose la prima pietra il 27 ott. 1924. La direzione ne fu affidata ai Gesuiti, ed i giovani frequentano i corsi accademici dell'Università Gregoriana. Luigi Rion

XVII. PIO LATINO AMERICANO, PONTIFICIO

Fondato nel 1858 a iniziativa di mons. Ignazio Eyzaguirre, cileno, benedetto da Pio IX che volle si chiamasse Pio dal suo nome e fosse affidato alla Compagnia di Gesù, cominciò la sua vita a S. Andrea della Valle, trasferendosi poi alla Minerva e a S. Andrea del Quirinale, finché si costruì l'attuale sua sede in via G. Belli nel 1877, per l'opera indefessa del p. Santinelli.
Pio IX donò al collegio una villa suburbana (Maffei) per la vacanza ebdomadaria. Nel 1925 fu costruita la villeggiatura a Montenero presso Livorno. Il titolo di pontificio l'ebbe da Pio X. Più di 2000 alunni, venuti dalle Repubbliche dell'America latina, hanno ricevuto l'educazione in questo collegio, frequentando i corsi della Gregoriana e istituiti annessi, riportando titoli accademici, segnalandosi nelle loro patrie, mentre molti di essi salivano i supremi gradi della gerarchia ecclesiastica: 6 cardinali e ca. 200 fra arcivescovi e vescovi. Molti altri si sono distinti come scrittori, predicatori, organizzatori di Azione Cattolica, direttori di anime, fondatori e professori nei pubblici atenei: ca. 100 abbracciarono la vita religiosa. Il bene che l'America latina ha ricavato da questo provvidenziale istituto è immenso e si va sempre più allargando. Angelo R. Gonzales

XVIII. PIO ROMENO, PONTIFICIO

Ad istanza dell'episcopato romeno Pio XI fondò sulle pendici del Gianicolo il collegio Romeno il 12 maggio 1930. È affidato al clero secolare. Gli alunni frequentano le scuole del collegio di Propaganda.

XIX. POLACCO, PONTIFICIO

Fondato in Roma per rendere possibile al clero polacco di seguire gli studi ecclesiastici nel centro del cattolicesimo e contribuire così a consolidare in Polonia lo spirito cattolico gravemente minacciato.
Tale idea, suggerita da Bogdano Jański ai primi padri Resurrezionisti a Parigi, nel 1850 venne, dietro loro preghiera, dal Montalembert proposta ed accolto dal papa Pio IX; ma per varie difficoltà poté realizzarsi solo nel 1868, con i fondi raccolti tra i Polacchi in patria e all'estero. Il Papa nominò primo rettore il p. Semenéfko, assunse il collegio sotto la sua speciale protezione e lo insignì del titolo di pontificio. Ebbe varie sedi. Dal 1936 è in piazza Remuria. Nel 1947-48 è stato restaurato e ingrandito col cospicuo aiuto dei polacchi americani. Nel 1938 la direzione del collegio passò, per desiderio dell'episcopato polacco e per decisione della S. Congregazione dei seminari, dai Resurrezionisti al clero secolare, e l'11 febb. 1949 sotto la direzione dei Gesuiti. Tra i suoi antichi allievi si contano 3 cardinali, 18 vescovi e molti professori di scienze ecclesiastiche nei seminari e nelle università di Polonia. Gli alunni frequentano i corsi della Pontificia università Gregoriana.

XX. PORTOGHESE, PONTIFICIO

Fondato da Leone XIII il 20 ott. 1900. Riceve alunni sacerdoti e chierici, scelti fra i migliori delle diocesi del Portogallo, sia del continente che dell'oltremare. La sede è in via Banco di S. Spirito n. 12, e può ospitare 45 allievi. Attualmente ne ha 31, fra i quali 5 indiani (Goa) e 2 angolani (Africa occidentale portoghese).
Frequentano la Pontificia università Gregoriana, il Pontificio istituto Biblico, il Pontificio istituto di Musica sacra. Gli alunni formati in Roma vengono generalmente preposti all'insegnamento delle scienze ecclesiastiche nelle loro rispettive diocesi e lavorano anche nei diversi organismi dell'Azione Cattolica. Fra gli ex-alunni del collegio Portoghese si contano un cardinale e 12 vescovi. Gioacchino Carreira
XXI. RUSSO DI S. TERESA DEL BAMBINO GESÙ, PONTIFICIO. - Fondato da Pio XI presso la chiesa di S. Antonio abate sull'Esquilino nel 1929, venne affidato ai Gesuiti. Gli alunni, destinati all'apostolato fra i Russi, frequentano le scuole della Pontificia università Gregoriana.
XXII. RUTENO DI S. GIOSAFAT, PONTIFICIO. - Leone XIII fondò il 18 dic. 1897 con lettere Paternam benevolentiam un collegio proprio per i Ruteni o Ucraini che fino allora erano stati da secoli ospiti del collegio Greco.
Il nuovo edificio, fatto sistemare presso la chiesa dei SS. Sergio e Bacco, accolse i primi allievi diretti in principio dai Gesuiti, finché nel 1904 questi ultimi furono sostituiti dai Basiliani. Dato il crescente numero degli alunni, Pio XI nel 1930 fece sorgere sul Gianicolo un nuovo palazzo dedicato a S. Giosafat, attuale sede del collegio. Gli alunni frequentano le aule del collegio di Propaganda.
Ignazio Ortiz de Urbina

XXIII. DEI SACERDOTI PER L'EMIGRAZIONE ITALIANA

Fondato il 13 marzo 1914, aperto il 6 gen. 1920, per assistere gli emigrati italiani; ha la sua sede in via della Scrofa, nei locali del già seminario Pio, fondato da Pio IX. XXIV. DI S. GIROLAMO DEGLI ILLIRICI. - Istituito dal papa Leone XIII, il 10 ag. 1901 con il breve Slavorum gentem. Il detto Pontefice, soprimendo l'ospizio ed il Capitolo omonimo, fondò il collegio ecclesiastico per la coltura superiore del clero croato sotto il nome Collegium Hieronymianum pro Croatica gente, mutato, il 7 marzo 1902, in Collegium Hieronymianum Illyricorum.
Scopo del collegio sono gli studi superiori in materie aventi attinenza con gli studi teologici, come filosofia, scienze bibliche, studi orientali, diritto canonico, storia ecclesiastica, archeologia cristiana, archivistica, missionologia, musica sacra, arte sacra, ecc.
Il detto collegio, per ragioni politiche, non fu aperto sotto Leone XIII, ma sotto il pontificato di Pio X, nel 1911, e di nuovo chiuso nel 1915, per la prima guerra mondiale. Riaperto nel 1924, lavora secondo i fini assegnatigli dal suo fondatore. A tutto il 1948 ha avuto 102 alunni, di cui 2 vescovi, 11 professori d'università, 29 professori nelle scuole medie, 17 presso i dicasteri centrali diocesani ed altri nella cura di anime.
Il possesso del collegio, che consisteva in sei case nelle adiacenze dell'Augusteo, recentemente (1937-39) è stato trasformato in un solo fabbricato, attuale sua sede (piazza Augusto Imperatore e via Tomacelli). La sede precedente era in via di Ripetta.
Sono ammessi ad entrare nel collegio i sacerdoti croati di 17 diocesi, delle quali 16 appartengono alla F.N.R. Jugoslava, e cioè: 11 alla Repubblica di Croazia, 3 alla Repubblica nazionale di Bosnia ed Erzegovina, 2 alla Repubblica nazionale di Montenegro, e l'altra è la diocesi di Trieste. Giorgio Magierec
XXV. DI S. MARIA DEL LAGO: V. CHICAGO.
XXVI. DI S. PIETRO APOSTOLO. - Allo scopo di dare al clero indigeno delle missioni la possibilità di perfezionarsi negli studi ecclesiastici, Propaganda ha istituito il 18 gen. 1947 sul Gianicolo il collegio di S. Pietro Apostolo, che vuole essere il completamento del collegio Urbano di Propaganda Fide. La direzione del collegio è affidata ai padri della Società del Verbo divino. I suoi alunni frequentano le varie università romane.
BIBL.: Acta pontificalium operum, Roma 1946, p. 38; ivi 1947, pp. 27-31, 90-91; ivi 1948, pp. 27-36, 103-105. Saverio Paventi

XXVII. SCOZZESE, PONTIFICIO

Dopo la Riforma, i cattolici furono esclusi dalle scuole e dalle

università scozzesi e, di conseguenza, non poterono più essere educati nel loro paese. Per rimediare a questa mancanza furono aperti in Europa collegi scozzesi. Facendo seguito a quelli di Douai e Parigi, il collegio Scozzese in Roma fu fondato nel 1600 da papa Clemente VIII che lo dotò con rendite tra cui quelle dell'antico Opizio scozzese in Roma.
Il collegio in un primo tempo occupò una casa situata di fronte a S. Maria di Costantinopoli in via del Tritone, ma, nel 1604, il Papa donò al collegio una casa in via Quarto Fontane, nel luogo dell'attuale edificio. La chiesa di S. Andrea degli Scozzesi, che serve da cappella del collegio, fu costruita nel 1645. Nove anni dopo, il collegio acquistò una casa di villeggiatura e una vigna a Marino.
A somiglianza dei collegi medievali, quello scozzese non aveva il solo scopo dell'educazione per il sacerdozio. Ma nel 1616, a causa della scarsezza di missionari per la Scozia, il papa Paolo V, che da cardinale era stato protettore del collegio Scozzese, decise che in futuro esso dovesse provvedere esclusivamente alla formazione di sacerdoti per la missione scozzese. Dopo la fondazione il collegio stette sotto il governo del datario del papa. Nel 1615 fu posto sotto la direzione della Compagnia di Gesù. Fino al 1671 l'ufficio di rettore fu tenuto da gesuiti scozzesi. In seguito molti tra i rettori furono gesuiti italiani o sacerdoti secolari, fino al 1800, quando Paolo Macpherson divenne rettore. Da allora in poi tutti i rettori sono stati sacerdoti secolari scozzesi. Fin dalla sua fondazione il collegio ha avviato un costante flusso di sacerdoti in Scozia, eccettuati i due periodi in cui rimase chiuso, dal 1708 al 1820 per l'invasione francese, e dal 1940 al 1946 a causa della guerra. Attualmente il collegio ha 40 studenti che frequentano l'Università Gregoriana, l'istituto Biblico e la Pontificia scuola di Musica sacra.

XXVIII. SPAGNUOLO, PONTIFICIO

Il collegio Spagnuolo di S. Giuseppe fu fondato il 1° apr. 1892 dal servo di Dio d. Manuel Domingo y Sol. Fu confermato dal papa Leone XIII con la sua lettera ad Episcopos Hispaniae del 25 ott. 1893 ed ottenne il titolo di pontificio il 16 dic. 1904 dal papa Pio X. Sua sede definitiva è il palazzo Altemps, in via S. Apollinare, concesso in perpetuo da Leone XIII. Il numero degli alunni arrivò ben presto al centinaio che è anche oggi il numero ordinario.
Grande gloria del collegio sono le sue 105 vittime della rivoluzione spagnola del 1936-39; i due cardinali, un patriarca, due arcivescovi e 26 vescovi. Gli alunni frequentano nella grande maggioranza le scuole della Pontificia università Gregoriana ma non mancano alunni nel Pontificio istituto Biblico, nell'Orientale e in quelli di Musica sacra, di Archeologia cristiana, dell'Ateneo Lateranense, ecc.
XXIX. TEUTONICO, IN S. MARIA DELL'ANIMA. — Venne fondato con breve apostolico del 10 marzo 1859 per la formazione di sacerdoti occorrenti per le curie diocesane dell'Austria e della Germania (studio del diritto canonico, attività nelle SS. Congregazioni, ecc.).
Può ricevere 30 sacerdoti, i quali seguono i corsi presso le varie università pontifice. Uno dei sacerdoti sotto la direzione del rettore è incaricato dell'assistenza religiosa e morale dei cattolici di lingua tedesca in Roma e dintorni. Ex-alunni del collegio i card. Faulhaber, Bertram, Hartmann, Nagl, Missia, vescovi e professor (Grabmann, Haberl, Commer, Schell, Schmidlin).
BIBL.: J. Schmidlin, Geschichte der Anima, Roma 1906; L. Hudal, S. Maria dell'Anima, 1928. Luigi Hudal

XXX. TEUTONICO, IN S. MARIA IN CAMPO SANTO. — Fondato da Pio IX il 21 nov. 1876 col breve Pietatis monumenta, per sacerdoti oriundi dai territori del già Sacro Romano Impero di nazione germanica.
Sotto la savia direzione del primo rettore Antonio De Waal prese ben presto un felice incremento che s'interruppe solo durante la prima guerra mondiale. Coltivando di preferenza lo studio dell'archeologia sacra e della storia ecclesiastica, i suoi membri si avviarono in gran parte per la carriera accademica e divennero professori e scrittori rinomati, tra essi A. H. L. Hensen, J. Wilpert, J. P. Kirsch, A. Gauchie, J. Schlecht, J. Schnitzer, S. Merkle, R. Stapper, J. Sickenberger, G. Pleilschifter, F. Wieland, E. Göller, M. Besson, J. Sauer, J. Schmidlin, N. Hilling, J. Wittig, F. J. Dölger, E. Krebs, F. X. Seppelt, P. Styger, Th. Klauser, H. Jedin. Nella sua sede ospita l'istituto Romano della società Görres, con la quale collabora per l'edizione scientifica degli atti del Concilio di Trento. Possiede una ricca biblioteca specializzata nelle due suddette discipline teologiche, ed un museo di antichità cristiane (v. CAMPO SANTO TEUTONICO, MUSEO DEL, MUSEO del), iscrizioni, sarcofagi, frammenti architettonici, collezioni di lampade, arredi sacri, sigilli pontifici. Antonio De Waal fondò, nel 1887, Römische Quartalschrift (v.). Il sabato celebra le sue «sabatine», conferenze serali di carattere scientifico.
Ermanno Maria, Stöckle

XXXI. URBANO DI PROPAGANDA FIDE

Canonicamente eretto dal papa Urbano VIII con la bolla Immortalis Dei Filius del 1° ag. 1627. Iniziatore e fondatore ne fu Giovanni Batt. Vives (n. a Valenza nel 1542, m. a Roma nel 1632), il quale ebbe a giovarsi dell'incoraggiamento e del consiglio di s. Giovanni Leonardi, fondatore dei Chierici regolari della Madre di Dio e del p. Michele Ghisleri teatino. Dopo aver superato molte difficoltà, nel 1625 riuscì ad ottenere il possesso del palazzo del defunto card. Ferratini, situato in piazza Trinità dei Monti, oggi piazza di Spagna, che, con atto notarile del 1° giugno 1626, donava, insieme con altri suoi beni, ad Urbano VIII, affinché in esso fossero ricevuti alunni «ex omni gente et natione, mittendorum per Summum Pontificem in universum terrarum orbem ad tuendam propagandamque catholicam fidem». La bolla pontificia di crezione sottoponeva il nuovo collegio alla S. Sede, lo affidava alla sorveglianza di tre canonici delle tre patriarcali basiliche romane, e lo dotava di scuole proprie con facoltà di conferire lauree in filosofia e teologia.
Il card. Antonio Barberini, fratello di Urbano VIII, nominato nel 1632 prefetto di Propaganda comperò le casette e gli orti adiacenti al palazzo ed in quell'area fece costruire una nuova fabbrica, che venne annessa al collegio. Inoltre fondò nuove borse di studio e pose il collegio alle dipendenze della S. Congregazione di Propaganda che nel 1633 s'era trasferita nello stesso palazzo Ferratini e chiamò alla direzione i Teatini (1641). Nel 1646 la direzione fu affidata ai preti secolari; passò poi verso la fine del sec. XVII ai Signori della missione, che la tennero per poco tempo (1711), per essere ripresa dal celo secolare quasi ininterrottamente fino al 1836, quando fu data ai Gesuiti (1836-48), per poi ritornare fino ai nostri giorni nelle mani del celo secolare.
La Rivoluzione Francese lo dichiarava chiuso nel 1798, costringendo gli alunni a rimpatriare ed imprigionandone a Castel S. Angelo ca. 10 che non avevano obbedito all'ordine di rimpatrio. Dal 1803 al 1809 il collegio ebbe sede provvisoria nella casa dei Signori della missione a Montecitorio. Nel 1809 Napoleone lo soppresse. Nel 1817 fu riaperto definitivamente.
Nel 1925 la S. Congregazione di Propaganda acquistò una vasta estensione di terreno sul Gianicolo ove fece costruire la nuova sede del collegio inaugurata e beneficata personalmente dal papa Pio XI il 24 apr. 1931. Giovanni provenienti dalle più opposte regioni, rappresentanti le cinque parti del mondo e i vari riti della religione cattolica, dai colori più diversi, dalle lingue più disparate vengono qui preparati a divenire «araldi del Gran Re». Dalle origini al 1949 ca. 7000 sono stati i