MASUCCIO SALERNITANO, TOMMASO. - Nobile dei Guardati, n. a Salerno, ivi m. nel sec. XV; ma visse molto a Napoli come segretario del principe Roberto Sanseverino e familiare del re Ferdinando ed ebbe l'amicizia di signori illustri e di umanisti famosi, non solo di Napoli.
Nel 1475 terminò il Novellino, pubblicato poi a Napoli nel 1476 a cura di Francesco del Tuppo, editore Sisto Reisinger. Il libro contiene 50 novelle distinte in 5 parti, un « prologo » ed un « parlamento de lo autore » in fine; anche le novelle hanno una quinaria partizione: « argomento », « dedica », « esordio », « narrazione », « Masuccio », cioè commento in persona dell'autore. Maestri dichiarati Giovenale e Boccaccio, e sull'esempio loro aspra la polemica contro le donne (anche se non tutte) o contro i religiosi (anche se non tutti e mai contro la religione). I temi sono di lussuria, salvo alcune principlesche « magnificenze » nell'ultima parte; e il gusto delle cornici come il carattere dello stile fanno di M. un Boccaccio trapiantato a Napoli e in corte, piuttosto greve nel comico ed efficace nel tragico, meglio adatto all'autore che mira al solenne e dà nel barocco.