MATTEO, APOSTOLO, EVANGELISTA

MATTEO, APOSTOLO, EVANGELISTA, santo - S. M. e l'Angelo. Dipinto del Caravaggio (1592) - Roma, chiesa di S. Luigi dei Francesi.
MATTEO, APOSTOLO, EVANGELISTA, santo - S. M. e l'Angelo. Dipinto del Caravaggio (1592) - Roma, chiesa di S. Luigi dei Francesi.

degli Schiavoni a Venezia; la sua morte di martire fu soggetto di un museico del XIII sec. nella basilica di S. Marco a Venezia. Tutte e due queste scene hanno trovato la loro più famosa interpretazione pittorica nelle due grandi tele laterali della cappella Contarelli in S. Luigi dei Francesi a Roma, capolavori del Caravaggio, dipinti tra il 1592 e il 1598. - Vedi tav. XXVIII.

Bibl.: K. Künstle, Ikonographie der Heiligen, II, Friburgo Br. 1926, pp. 445-47. Witold Wehr

IV. VANGELO DI M

Apocrifo, detto anche libro dell' Origine della b. Maria e dell'infanzia del Salvatore ». Due lettere spurie dei vescovi Cromazio e Eliodoro a S. Girolamo con la risposta, che gli servono da introduzione, l'attribuiscono a M. apostolo. S. Girolamo ne avrebbe ritrovato e tradotto in latino l'originale ebraico.

Consta di due parti: la prima (capp. 1-24), detta Historia de nativitate Mariae et infantia Salvatoris, è di Giacomo (v.), con notevoli amplificazioni ed aggiunte, ma non consta se ne dipenda. La seconda (capp. 25-42) segue il Vangelo di Tommaso ed è intitolata De miraculis infantiae Domini Iesu Christi.

È l'unico apocrifo che racconti (capp. 18-24) i miracoli operati da Gesù nel viaggio e soggiorno della S. Famiglia in Egitto. Tende a sviluppare i prodigi che ha in comune con il Protovangelo di Giacomo. Nei capp. 25-42 racconta la vita prodigiosa di Gesù ritornato dall'Egitto, ora sulla rive del Giordano, ora a Cafarnao, ora a Nazareth, rimaneggiando in un crescendo di stravaganza il Vangelo di Tommaso. Si nota qua e là qualche spunto meno ortodosso. Il Vangelo di M. è stato composto in Occidente tra il sec. v e il vi, certo non prima del sec. IV.
L'apocrifo De nativitate Mariae, tra le opere di s. Girolamo (Epist. 50: PL 30, 307-15), è un adattamento della prima parte del Vangelo di M., con la tendenza a sintetizzare, attenuare ed a renderlo più ortodosso con alcune leggere aggiunte ed in un latino discretamente elegante. È riprodotto nello Speculum historiale di Vincenzo di Beauvais e nella Legenda aurea di Jacopo da Voragine. Si ritiene dell'epoca carolingia.

Un altro apocrifo, che coincide in buona parte con il Vangelo di M. ed il Vangelo di Tommaso, è il Vangelo dell'infanzia del Salvatore relativo alla nascita di Maria alla nascita ed infanzia di Gesù, pubblicato da James in due recensioni notevolmente divergenti: il ms. di Hereford (sec. XIII) e il ms. Arundel. Il primo l'attribuisce a Giacomo, l'altro a M. Sulla sua origine però, se dipenda cioè dal Vangelo di M., dal Protovangelo di Giacomo e dal Vangelo di Pietro, non si è fatta ancora piena luce.

BIBL.: J. C. Thilo, Codex apocryphus Novi Testamenti, Lipsia 1832, p. 337 sgg.; id., Liber de infantia Mariae et Christi Salvatoris, Halle 1869; C. Tischendorf, Evangelia apocryphica, Lipsia 1876, p. 51 sgg.; Ch. Michel, Evangelia apocryphica, (H. Hemmer-P. Lejay, Textes et documents...), Parigi 1924, pp. XIX-XXII, 53-159; R. M. James, Latin Infancy Gospel: a retro text, with a parallel version from Irish, edited with introduction, Cambridge 1927; Jacopo da Voragine, Legenda aurea, trad. it., Roma 1938, pp. 382-84; M.-J. Lagrange, Un nouvel Evangelium de l'enfance édité par M. R. James, in Revue bibl., 37 (1928), pp. 544-57; G. Bonaccorsi, Vangeli apocrifi, I, Firenze 1948, pp. XXIV-XXVI, 152, 259 (testo latino e versione italiana); J. B. Frey, in DBs, I, col. 483. Bonaventura Mariani.

V. ATTI DI M

Apocrifo, pubblicato con il titolo di Martyrium Matthaei da Lipsius-Bonnet (op. cit. in bibl., II, II, pp. 217-62), in greco ed in un testo latino molto scadente. Forma un gruppo omogeneo con gli Acta Andreae et Matthiae in urbe anthropophagorum (rifacimento cattolico degli Acta Andreae in greco, latino, siriaco, copto, etiopico), con gli Acta sanctorum apostolorum Petri et Andreae (in greco, slavo, etiopico), con gli Acta Pauli et Andreae e con gli Acta Bartholomaei. La loro origine è incerta.

L'argomento degli Atti di M. nel testo latino è quanto mai fantastico. A M. tocca di andare a predicare nel paese degli antropofagi (Media). È ricevuto dal vescovo Platon, dalla cui verga vede uscire un albero immenso che svetta nel Paradiso. Dall'albero esce un fiume, che irriga la città dei Mirmidoni. M. libera dal demonio la moglie ed il figlio dell'imperatore Bufa, che pertanto delibera di uccidere M., al quale appare Gesù per confortarlo. Il diavolo in forma di soldato eccita Bufa contro M., ma i soldati inviati per catturarlo o divorarlo sono colpiti da cecità. Bufa va ad arrestare M., ma al suo cospetto diventa paralitico. M. lo guarisce. Ingrato, lo fa crocifiggere in terra sulla riva del mare. Ordina di cremarlo, ma il fuoco per l'orazione di M. si estingue e brucia invece gli idoli di Bufa. Il fuoco diventa un dragone che insegue Bufa fino al suo palazzo; ne è liberato da M., che muore all'ora sesta, poi risorge e sale in cielo incoronato... Bufa di fronte a tante meraviglie si converte, si battezza e comunica. M. apparisce ed ordina sacerdote Bufa (aveva 30 anni), diaconessa la moglie (di 30 anni) e diacono suo figlio (di 17 anni). Morto Platone dopo 3 giorni, Bufa (chiamato Matteo da M.) diventa vescovo. Il testo greco s'inizia con l'apparizione di Gesù Cristo a M. sotto le sembianze di uno dei santi Innocenti salmodiante in Paradiso.

Esistono un Martyrium Matthaei in Ponto, gnostico, gli Atti etiopici di M. in Kahanat, una leggenda di M. partica, il martirio di M. copto (etiopico), una leggenda locale di Gerapoli ed un'altra etiopica connessa con la leggenda indiana di Bartolomeo.

BIBL.: C. Tischendorf, Acta Apostolorum apocryphica, Lipsia 1851, pp. 167-89; R. A. Lipsius, Die apokryphen Apostelgeschichte, II, 2a ed., Braunschweig 1884, pp. 109-41; R. A. Lipsius-M. Bonnet, Acta Apostolorum apocryphica, II, Lipsia 1898, pp. XXXVIII, 217-62; J. B. Frey, in DBs, I, col. 508 sgg.

Bonaventura Mariani

VI. ANONIMO IN M

Cinque frammenti di un commentario latino su M. furono pubblicati per la
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Prima volta da G. Mercati e attribuiti da lui a Vittorino di Pettau per il loro millenarismo e perché Vittorino è l'autore di un Commentario su M.

Ma sia A. Souter, sia Th. Zahn sono d'accordo Ambrosiaster (v.), mentre Turner è di parere contrario.

BIBL.: G. Mercati, Varia sacra, I (Studi e testi, 11), Roma 1903, pp. 1-49; cf. id., Opere minori, II (ibd., 77), Città del Vaticano 1937, p. 84 sgg.; Una nuova edizione dei frammenti presso C. H. Turner, An exegetical fragment of the third century, in Journal of theol. stud., 5 (1904), pp. 218-21. Sull'attribuzione al'Ambrosiaster, V. A. Souter, ibid., pp. 608-21; Th. Zahn, Neue Funde aus der alten Kirche, in Neue kirchliche Zeitschrift, 16 (1905), pp. 409-27; C. Martini, Ambrosiaster. De auctore, op. ribus, theologia (Spicileg. P. Athenaei Antoniani, 4), Roma 1944, p. 50 sgg.