MAURIZIO, ESUPERIO, CANDIDO, VITTORE, INNOCENZO e VITALE, santi, martiri. - Sono ricordati nel Martirologio Geronimiano il 22 sett. insieme con 6666 compagni, appartenenti tutti alla Legione tebena. La storia del loro martirio è assai controversa. Primo ne parla s. Eucherio, vescovo di Lione (m. nel 450), in un suo sermo dove Innocenzo e Vitale non sono ricordati. Durante la persecuzione di Diocleziano un'intera legione, composta tutta di cristiani e chiamata «Tebea», della quale erano ufficiali M., Euserio e Candido, fu interamente massacrata ad Agauno (v.), dopo essere stata per due volte decimata per il rifiuto di partecipare alla persecuzione contro i cristiani della Gallia. Secondo una Passio del sec. VII, invece, il fatto sarebbe avvenuto nel 286 durante la campagna condotta da Massimiano contro i Bagaudi: la Legione tebena, di stanza ad Agauno, prima di iniziare i combattimenti fu convocata ad Octodurum per sacrifici e per prestare un giuramento speciale; i soldati vi si rifiutarono; furono perciò prima decimati e poi tutti massacrati.

Il due racconti presentano certamente delle inverosimiglianze e degli anacronismi.
Poiché la fonte più antica è s. Eucherio, ad essa bisogna rifarsi per ricostruire con la maggiore verosimiglianza i fatti. S. Eucherio, nella prima metà del sec. V, visitò, come tanti altri pellegrini del tempo, la basilica dei martiri eretta fin dal sec. IV; e, poiché non esisteva ancora un racconto sul martirio dei santi, interrogò in proposito persone del luogo, le quali dicevano di averlo udito dal vescovo Isacco di Ginevra, che a sua volta l'aveva saputo dal vescovo Teodoro di Octodurum (m. dopo il 381), fondatore della basilica, e che lo aveva in tal modo trasformato ai posteri. Si tratta quindi di tradizioni orali raccolte, dopo ca. un secolo e mezzo dagli avvenimenti, da colui che aveva rinvenuti i corpi dei martiri e costruita la basilica in loro onore. Come avviene in tali casi, a un secolo e mezzo di distanza la tradizione orale poté benissimo essere stata alterata con ricchezza di particolari e precisazioni sconosciute in origine, senza assolutamente escludere alterazioni o false interpretazioni fin dall'inizio. È dunque difficile dire quanto di vero sia nella relazione di s. Eucherio, soprattutto quando si pensi che si tratta di uno scritto elaborato per supplire ad una mancanza. Sembra quindi che si debba escludere il massacro di un'intera legione ad Agauno durante la persecuzione di Diocleziano; scrittori gallo-romani del sec. VI, come Avito di Vienna, Gregorio di Tours, Fortunato, pur parlando della Basilica e della venerazione che ivi riscuotevano i martiri, nulla sanno di codesta legione, e il loro linguaggio è piuttosto generico e retorico. Dal fatto che s. Eucherio ricorda soltanto quattro nomi, si potrebbe sospettare che essi soltanto siano i martiri locali autentici, forse militari, il cui rinvenimento, avvenuto in ricostanze imprecisate, probabilmente in un cimitero cristiano antico, avrebbe fatto sorgere l'idea che tutte quelle salme fossero di martiri e di soldati, trucidati anch'essi nella stessa per-
MAURIZIO E CONSCI - MAURO SILVESTRO
securione: di qui l'idea del massacro dell'intera Legione tebea. Fatti di questo genere non sono rari né insoliti nell'agografia antica.
È impossibile ammettere il motivo del massacro riferito da s. Eucherio, che cioè la strage sarebbe avvenuta perché i soldati si sarebbero rifiutati di partecipare alla persecuzione generale, come non è completo, tenente esente da difficoltà l'altro motivo riferito dall'ultima tutela l'aria di corregge, e che, pur essendo ucciso, non è dovuto trattare di esiti, avvenuto durante la fase militare della persecuzione di Diocleziano. Sui loro corpi il vescovo Teodoro, nella condotta del secc. IV, costruì la Basilica, famosa ben presto nella regione (v. AGAUNO).
Nell'iconografia è rappresentato come cavaliere, talvolta sotto le sembianze di moro. - Vedi tav. XXIX.