MEDIA (assiro mát Ma-da-a-a). - Parte nord-
ovest dell'altopiano iranico, fra l'Arasse, il Caspio,
il deserto centrale, i confini della Perside e della
Susiana (Elam) e le catene dello Zagros: paese con
popolazione relativamente densa già da tempi pre-
istorici, che, dopo che i Medi vi ebbero stabilito
il loro predominio, determinò la storia del I mil-
lennio a. C.
Il paese si prestava assai bene come fondamento di
una grande potenza: «buono di uomini e di cavalli»,
ricco di metalli e di uomini di mestiere nelle «città» o
piuttosto piccole borgate. Ma il fondo del popolo erano
i pastori, vigorosi e feroci. Le poche vere città erano
all'incrocio delle vie carovanere: come Ecbatana (Hang-
matana), controllante il commercio verso l'ovest, e Raga
(a sud di Tcherán), controllante il commercio verso nord
ed est.
La conoscenza della storia della M. è basata su fonti
lacunose: la letteratura avestica (specialmente yast e
yasma; indicazioni vaghe, ad eccezione della Vitedvad,
«Legge antidemoniaca»), racconti greci (in parte favo-
losi), annali assiri (i più ricchi d'informazioni). Mancano
ancora i siti scavati e l'illustrazione pratica che essi dànno
alla cronologia e alla storia.
La lingua dei Medi è conosciuta soltanto da nomi
propri; era vicina a quella persiana, così da non aver
bisogno di interpreti, e insieme a quella degli Sciti, Saki
(nella Russia e Siberia del sud) e degli Indoariano; ap-
parte, era molto orientale della famiglia indoeuropea. La
religione era, almeno in parte, monoteistica.
Come fu occupata la regione da parte dei Medi (dal
sec. XIII al IX a. C.)? Ancora nei secc. IX e VIII i nomi propri
di quella regione rappresentano un miscuglio di nomi suba-
rei, aramaci e medi; e come vassallo del gran re di Ninive
qualcuno assunse persino un nome assiro. Fu una mi-
grazione effettuata su lunga scala, nella quale influì il
sistema «feudale» dei pastori dell'Asia centrale: i capi
delle orde con i loro cavalieri vennero ad occupare le
torri ed i castelli, donde regoli già stabilissi nella terra
controllavano le vallate, e divennero i loro successori.
Dietro di essi arrivavano i pastori ed i greggi, i quali si
mescolavano con la popolazione indigena di pastori e
sedentari. In via pacifica, poi, si unirono famiglie di signo-
rotti nuovamente entrati e di signorotti indigeni; in
tale miscuglio i Medi ebbero il sopravvento.
Nel periodo premieriale il paese mancava dunque
d'unità politica. Vi erano solamente demana («casa»),
vis («tribù») e fouthra («distretto»), ma non ancora
dalyu («terra»), dominati tutti dagli arijaman, i «cava-
lieri» (assiro con l'epiteto dannuti = «i forti»), la classe
regnante che si era stabilita sui lvaeatu e verezena, le classi
inferiori. Perciò gli Assiri avevano soltanto da fare con i
regoli, cioè i signorotti «feudali» controllanti qualche
strada di commercio, e perciò più influenti. Quelli fa-
cilmente si sottomisero, all'avvicinarsi di un esercito
assiro, per vivere quindi in piena libertà quando si a-
lontanò. A tale stato gli Assiri seppero rimediare fondando
colonie e facendo di parte della M. una loro provincia;
mai però riuscirono ad organizzarla efficacemente e an-
cora meno a stabilirne i confini.
La prima incursione assira è riferita da Salmanasar III
nell' 836: un certo numero di regoli della terra Mada
si sottomise, a sud-est del Lago di Urmia. Un secolo più
tardi (737) Theglathphalasar penetrò fino al «Monte di
lapislazuli», il maestoso Demavend a nord di Tcherán.
Dopo che Samaria fu presa da Sargon (722 a. C.), parte
degli Israeliti venne deportata «nelle città della M.»,
cioè nelle colonie assire della provincia di M. Sargon
inoltre, nel 715, deportò il regolo medio Daiakku a
Hamah nella Siria, con i suoi cavalieri vassalli. Di lui
i Greci fecero il fondatore della dinastia meda, con il
nome Deioce.
Il vero fondatore della dinastia fu però Ciassare I
(Uakfatar). Pagando ancora il tributo a Sargon (nel 714),
sotto Sennacherib si diede ad attaccare e saccheggiare
le colonie assire all'intorno di Harhar, nello Zagros
(nel 702). Quindi l'invasione dei Gimmirrai e degli Isguzai
(Cimmerici e Sciti) danneggiò tutti e due: l'Assiria perse
le regioni intorno al Lago d'Urmia, note per l'allevamento
di cavalli di razza, e, volendo rimediare, fece vaste razzie
in M., penetrando fino alla terra di Patufarri, sulle sponde
delle acque salate del Lago Centrale, asportando special-
mente i numerosi greggi di cavalli.
Fondatore dell'Impero medo si può dire Kša-
thritha o Fravartis (Fraorte), originariamente regolo
di Kar Kašši, che regnò dal 675 al 653. Oltre a darsi
sistematicamente all'attacco delle colonie assire,
riusci a stabilire una intesa stabile fra Medi e Cim- merici, diretta contro l'Assiria. Persino seppe fare suo vassallo Āriyaramma, figlio di Ĥaḥamīs (da cui discende la dinastia degli Achenemidi), che aveva introdotto i suoi Persiani nella Perside, come narrò in una tavoletta d'oro, allora portata ad Ecbatana, già fortificata in maniera stupenda (cf. il libro di Giuditta). Infine Fravartīs arrischiò battaglia con Assurbanipal e perdette battaglia e vita (653); i Per- siani si fecero indipendenti.
La M. risorse sotto Ciassare II (ca. 625-585), che, unendo la tecnica degli Sciti con quella degli Assiri, riorganizzò l'esercito medio a perfezione, divi- dendolo in lancieri, arcieri e cavalieri. Finirono subito le incursioni degli Assiri. Ciassare sottomise un'altra volta la Persia (Perside ed Anšan), nonostante la sovranità degli Assiri. Persino discese dalle mon- tagne dello Zagros per assediare Ninive. Ma Sin- šar-iškun seppe muovere gli «Sciti» alleati di lui (così fonti greche; più esatto forse è di pensare al popolo degli Ummān Manda, allora entranti nella storia). Sembra che Ciassare fosse costretto a sotto- mettersi ad essi. Ma già nel 616 si liberò, traendoli in parte a sé, strinse alleanza con Nabopolassar, che allora aveva tolto all'Assiria tutta la Babilonia, e trasportò la guerra in terra nemica. L'alleanza significava che era suonata l'ultima ora dell'As- siria.
Le guerre seguenti mostrano la M. come la più grande potenza del tempo, e ad essa si devono poi i successi seguiti: la conquista della città di Aššur nel 614, di Ninive nel 612, di Haran, ultimo centro degli Assiri, presa nel 610 e difesa negli anni susse- guenti. L'alleanza fu sigillata con il matrimonio di Nabuchodonosor con Amyāha e la M. ricevette l'Assiria ed i territori del nord. In altre spedizioni militari Ciassare sottomise i Cardusi, fra il Caspi e l'Elburs, e persino i Parti, nell'Irān dell'est. Una lunga guerra con Alliatte di Lidia (590-585) finì con una pace di compromesso, estendendo la M. fino al Halys. Si fece pure un'alleanza con la Lidia, e Ciassare diede in sposa un'altra figlia a Creso, principe creditario, poi ultimo re della Lidia sul trono di Sardi.
Poco dopo l'apogeo crollò la potenza meda. Ištumegu (v. ASIA), l'ultimo re, diede la figlia Mandanes in sposa a Cambise I, suo vassallo di Persia. CIPRO (v.) il Grande, salito al trono di Persia nel 559. Le sue mire non erano soltanto l'indipendenza, ma persino il trono della M. Assicuratosi la fedeltà di tutta la sua terra e di certe tribù mede, strinse alleanza con Nabonide, che andò ad attaccare Haran, allora in possesso dei Medi. Nel 553 Ciro venne citato da Astiage alla corte di Ecbatana; non si presentò, il che significava rivolta, e Astiage mosse l'esercito contro di lui. Ma l'esercito di Astiage si rivoltò contro il suo capo, lo fece prigioniero e lo condusse a Ciro, che s'affrettò ad andare ad Ecbatana per metter mano sui suoi tesori.
Così nel 550 finì l'indipendenza dei Medi. Mada divenne la prima satrapia. Ma i Persiani la conside- ravano come una parte della patria, ed i Medi gode- vano degli stessi diritti d'onore dei Persiani, essendo i più alti uffici accessibili ad essi. Ecbatana rimase una residenza favorita dei re achenemidi.
Hersfeld, Archaeological history of Iran, Londra 1935, pp. 1-43; G. G. Cameron, Histoire de l'Iran antique, Parigi 1937; A. T. Olmstead, History of the Persian empire, Londra-Nuova York 1948, pp. 16-38.