METAPSHICICA. - Dal greco μετά (oltre) e ψυχή (anima); in italiano anche: metapsicologia, parapsicologia, metagnomica, ricerca psichica. La m. si può definire: una branca della psicologia sperimentale, avente per oggetto i fenomeni psichici non patologici e nemmeno normali, ma paranormali, cioè quei fatti che, dipendendo in qualche modo dalla psichic dell'individuo sano, si effettuano secondo un meccanismo che non è quello normale (ad es., leggere un plico chiuso senza l'uso della vista).
Per distinguere adeguatamente la m. dalla psicologia sperimentale alcuni autori (p. es., E. Boira, *La psychologie economique*, Parigi 1912, p. 82; C. Richet, *Traité de métapsy-chique*, 11 1922, p. 5; R. Soudre, *Introduction à la métapsy-chique humaine*, 11 1926, p. 50) hanno attribuito a materia della m. lo studio dei fenomeni psichici rari, misteriosi, dovuti probabilmente a facoltà sconosciute, che gli psicologi non sanno ancora spiegare. Questo non
basta a chi rifletta come, a parte la misteriosità, i fatti tematici non possono considerarsi rari. Nel 1900, negli Stati Uniti e Canadà pare vi fossero ca. diecimila persone dotate di facoltà medianiche (E. Morselli, Psicologia e spiritismo, II, Torino 1908, p. 528 sgg.), e nel 1913 si contavano nel mondo quasi sette milioni di spiritisti e 129 pubblicazioni periodiche della materia (L. Roure, Lo spiritismo davanti alla scienza e alla religione, vers. II. Milano 1921, p. 332). Dal 1880 ad oggi si elencano 150 gruppi di grandi esperienze metapsichiche di tipo artistico, corrispondenti a ca. cinque milioni di singole prove sperimentali; solo il Rhine e collaboratori hanno applicato il metodo statistico a quasi un milione di esperienze (v. CHIAROVEGGENZA). D'altra parte la m., con le sue numerose società nazionali e internazionali, private e universitarie, atte a promuovere scientificamente tali studi, con la sua imponente letteratura ed i numerosissimi uomini di scienza che si dedicano con metodi di indiscussa serietà a queste ricerche, dimostra di voler essere una dottrina autonoma e si assume effettivamente un oggetto specifico di lavoro, almeno dal punto di vista pratico, che ne giustifica l'autonomia operativa. Donde la definizione sproccenna.
I FENOMENI. — I fenomeni che rientrano nel campo della m. si sogliono dividere in fisici e psichici, con l'avvertenza, però, che tutti posseggono una caratteristica psichica, in quanto avvengono soltanto in presenza dell'uomo, sempre mediante il suo concorso, cosciente o meno. Non pertanto, tra i fisici vengono annoverati quei fatti che, non manifestando in se stessi necessariamente la caratteristica psichica, potrebbero, a rigor di termini, essere prodotti anche da una causa soltanto materiale, cioè non intelligente (ad es., i colpi sul tavolino, sulle pareti, quando non corrispondono a un linguaggio convenzionale).
Tra i fenomeni fisici si elencano: i raps (colpi, rumori, grattamenti, percussioni); i fenomeni telecinetici (movimenti di oggetti senza contatto apparente, fra cui la levitazione del medium o di qualcuno fra i presenti [F. Bottazzi con la medium Eusapia Palladino, W. Crookes, J. Ochorowicz, A. F. von Schrenck-Notzing con i mediums W. e R. Schneider, F. Grunewald con la medium A. Rasmussen, E. Osty con il medium R. Schneider, W. Crawford con la medium Goligher, H. Price con gli Schneider, ecc.]); i fenomeni luminosi (bagliori, fosforescenze, nebbie, fiamme, ecc. [osservati con i mediums E. Palladino, D. Horne, W. Stainton Moses, S. Tomczyk, ecc.]); le variazioni di temperatura (negli oggetti e nell'ambiente circostante, soffi freddi [osservati, sembra, specialmente le correnti d'aria fredda, con i mediums nominati nella categoria precedente]); i fenomeni chimici, magnetici, elettrici (variazioni di corrente in un circuito, del potere di una calma, ecc. [osservazioni varie, su diversi fenomeni, furono eseguite da F. Zollner, O. Murani, J. Ochorowicz, F. Grunewald, e altri]]; le variazioni di peso (generalmente del medium, osservate con bilance a bascula o a molla; alla fine dell'esperienza il soggetto riacquista il suo peso normale [W. Crawford con la medium K. Goligher]]; l'ap-porto (introduzione di un oggetto in un luogo chiuso [F. Zollner con il medium H. Slade, E. Morselli con la medium E. Palladino, Oliveira Feijao con la medium d'Andrade, ecc.]); le apparizioni di fantasmi (completi o meno; si tenga presente che tali fenomeni non sono ascrivibili fra quelli psichici, fuori del caso che l'apparizione agisca intelligentemente e finalisticamente [W. Crookes con la medium F. Cook, varie esperienze con i mediums E. Palladino, E. Carrière, L. Gazzera, d'Andrade, D. Horne, F. Cook, Stainton Moses, Monck, Eglinton, Mad. d'Espagne, F. Marryat, O. Corralès, A. Collemann, Sambo, R. e W. Schneider, ecc.]); l'ectoplasmia (per ectoplasmi [etim. πλάσμα = figura, immagine, εστός = al di fuori] deve intendersi una sostanza «sui generis», emessa dal medium, la quale, fuori di lui, assume varie forme [cioè, si materializza] ed è, visibile o meno, l'agente delle azioni cinetiche a distanza e il «quid» di cui sono costituiti i fantasmi [i mediums con i quali furono eseguite le esperienze, sono quelli della categoria precedente, e molti altri ancora; celebri le esperienze con la Goligher]]; le azioni ectoplasmiche sulla materia (toccamenti dei circostanti, impressioni di volti e mani nelle materie plastiche, fotografie dell'ectoplasma, azioni di spostamento, ecc.]).
Tra i fenomeni psichici: chiaroveggenza (v.); la xenoglossia (parlare lingue straniere, assolutamente sconosciute al soggetto; non, però, ripetere brani a memoria, perchè potrebbero essere già stati uditi da chi li rievoca, e riesumati in maniera subconscia quando intervengono nel soggetto particolari stati psichici); i mutamenti di personalità (non debbono essere riferibili all'isterismo: la nuova personalità bisogna che manifesti un contenuto estraneo a quello della personalità normale del soggetto [casi studiati da C. Richet, H. Azam, P. Janet, W. F. Prince, Morton Prince, T. Flournoy, W. Deanna, H. Sidgwick, O. Lodge, J. H. Hyslop, ecc.]); i colpi e suoni aventi caratteristiche intelligenti e finalistiche (non basta, infatti, che sian prodotti comunque, ma deve trattarsi di veri brani musicali o di azioni rumorose interpretabili quali linguaggio mediante una legge convenuta; gli uni e gli altri, evidentemente, debbono attuarsi, da parte del soggetto, senza contatto fisico con gli strumenti musicali e le cose ove avvengono i rumori]; la scrittura automatica (il soggetto scrive non per volontà ed intelletto proprio, ma come se fosse guidato da un'intelligenza estrinseca; è chiaro che quanto viene scritto deve riferire conoscenze normalmente impossibili al percipiente); le voci dirette (non si tratta di rumori vocali, ma di autentici discorsi e parole; si chiamano «dirette» perché avvengono indipendentemente dal medium e dagli astanti [mediums C. Centurione, G. Valantine, «Margery», E. Roberts, ecc.]); le infestazioni locali (fatti paranormali – rumori, passi, fantasmi, luci, azioni telecinetiche, ecc. – che si verificano in un luogo particolare – casa, giardino, strada, stanza, ecc. – aventi carattere di durata nel tempo. Sono ascrivibili ai fenomeni fisici o psichici secondo l'aspetto che presentano; spesso sono miste.
VALUTAZIONE CRITICA. – Dato lo scopo della scienza di trarre dai fatti le leggi che li governano, prima necessità è lavorare su fatti autentici; ma nessun terreno, sotto questo aspetto, è infido come quello della m. per la grande massa di esperienze che, d'altra parte, offrono, in linea generale, minima certezza di autenticità, in rapporto alla natura medesima dei fenomeni, non ripetibili a volontà e nelle stesse circostanze, al carattere misterioso ed occulto dei fatti, al dilettantismo di molti cultori incompetenti che crea una documentazione enorme, quasi priva di ogni valore scientifico. D'altra parte una fenomenologia così straordinaria esige garanzie maggiori che non nelle altre scienze e i fatti addotti devono godere non di una certezza soggettiva e privata, ma pubblica e scientifica, simile a quella che esiste a favore di innumerevoli fenomeni e leggi della fisica. Ma proprio nel campo della m., l'esagerazione, la credulità, l'interesse, il trucco, giocano un ruolo enorme. Basta pensare come uomini, quali C. Richet, W. Crookes, A. F. von Schrenck-Notzing furono ingannati e rimasero nella convinzione che l'inganno non esistesse (sotto quest'aspetto V. specialmente: C. M. de Eredia, Spiritism and common sense, 2a ed., Nuova York 1922; A. Zacchi, Lo spiritismo e la sopravvivenza dell'anima, Roma 1922; F. M. Palmés, Metapsiquia y espiritismo, 2a ed., Barcellona 1950).
Non si deve tuttavia cadere nell'esagerazione di negar tutto; infatti, sembra impossibile che un edificio qual'è oggi la m. si fondi sul nulla; si può pertanto affermare una certezza scientifica di valore generico, relativa, cioè, all'insieme della paranormalità dei fenomeni (mentre riesce più difficile verificare quali fatti, nelle categorie sopra elencate, siano degni
di fede) dovuta ai metodi moderni di controllo, adoperati soprattutto nei laboratori universitari ben attrezzati.
Riguardo ai fenomeni psichici, CHIAROVEGGENZA (v.) gode di certezza scientifica. Soprattutto dopo le esperienze di J. B. Rhine ogni dubbio sembra impossibile. Tuttavia la premonizione lascia adito a gravi dubbi, in specie quando trattasi di eventi futuri dipendenti dalla libera volontà dell'uomo. Alcuni fatti, però, debbono essere ammessi; ma il loro numero è, fino ad oggi, tanto scarso da non poter dare la certezza richiesta. Quasi nessuna certezza vi è per la xenoglossia e le voci dirette; un po' maggiore per la scrittura automatica; ancor maggiore per i colpi finalistici. Comunque, il bilancio è scarso.
IPOTESI E LORO VALUTAZIONE. - Dopo tali conclusioni, è facile valutare l'importanza delle ipotesi esplicative dei fenomeni; se esse, in generale, valgono meno dei fatti, quando questi valgono così poco, le ipotesi valgono quasi nulla.
Fra le varie ipotesi addotte, notevole è quella spirituale, secondo cui i fenomeni, almeno parecchi di essi, sarebbero dovuti alla anima disincarnate dei defunti. È vero che un certo numero di fatti avviene, supposto che siano veri, come se l'agente fosse un trapassato. Ma finora non è stato possibile accertare scientificamente l'identificazione della causa dei fenomeni con un defunto (le prove addotte sono puerili; v., p. es.: O. Lodge, Raymond or Life and Death, Londra 1917); tutta la questione qui implicata sarà studiata in SPIRITISMO.
Altra ipotesi è che i fenomeni telecinetici, i raps, le materializzazioni, ecc. dipenderebbero da energie e sostanze speciali emesse dal corpo del medium. Si tratta di ipotesi forse probabili; però fino a oggi ogni tentativo di capire dette energie e sostanze è risultato vano. Alcuni risultati positivi non resistono a un serio esame (le esperienze di W. Crookes con la F. Cook, di A. F. von Schreck-Notzing con M. Béraud [Eva Carrière], di W. Crawford con K. Goligher, di G. Geley con Kluski, ecc., non danno alcun affidamento). La cosa, quindi, è ancora «sub judice». I fenomeni di poltergeist (dal tedesco poltern = strepitare e Geist = spirito), dello stesso genere delle «infestazioni locali», tranne che l'entità disturbante ha una natura rumorosa e dispettosa, sono stati spiegati, fra l'altro, mediante l'ipotesi cosiddetta «psicometrica» (E. Bozzano), secondo cui le personalità dei viventi lascerebbero «tracce» stabili nei luoghi ove hanno abitato e vissuto, le quali «tracce», in speciali condizioni e sotto l'influsso di particolari azioni psichiche di coloro che, dopo, sono venuti ad abitare nello stesso luogo, producono rievocazioni oggettive di carattere rumoroso e fantastico. L'ipotesi non è priva di ogni fondamento. Altra teoria (T. Zollner, G. B. Bernard), per spiegare soprattutto i fenomeni di apporto, è quella della «quarta dimensione»; secondo questa dottrina (abusivamente fondata sul pensiero di A. Einstein) gli oggetti sarebbero capaci di penetrare in un luogo chiuso, o di uscire, muovendosi secondo la quarta dimensione suddetta. Se si pensa che tale quarta dimensione è il tempo, si vede come questa ipotesi sia priva di base; l'errore consiste nel ritenere la quarta dimensione di egual natura delle tre dimensioni spaziali. I profani sono indotti a sbagliare dal fatto che, nelle formulazioni matematiche, il tempo, considerato soltanto nelle sue proprietà metriche puramente numeriche, può assimilarsi alle dimensioni dello spazio; ma si tratta, com'è evidente, di schemi matematici ben lontani dalla realtà fisica integrale delle cose. Altre ipotesi esplicative sono di minore importanza (v. fenomeno). Piuttosto, la conclusione è che si procede nel buio. A tale scopo fa impressione il libro di H. Price (A caccia degli spiriti, Milano 1937) in cui l'autore - studioso auto-revolissimo di m. e presidente del «National Laboratory of Psychical Research» dell'Università di Londra - risume i suoi lunghi anni di esperienze in una umoristica quanto desolante incertezza. Perciò desta meraviglia vedere come studiosi di valore (p. es., E. Servadio, W. Ma
ckensic, ecc.) affermino come assolutamente veri fenomeni, a favore dei quali manca perfino un barlume di certezza scientifica.
VALUTAZIONE MORALE. - Dal punto di vista pratico le esperienze di m. sono da sconsigliarsi a quanti non abbiano seria preparazione e animo saldo ed equilibrato; infatti, il carattere occulto dei fenomeni, l'apparato entro cui si pretende produrli, la mentalità delle persone che si dedicano a questi esperimenti, possono in breve condurre all'infatuazione, al fanatismo, allo squilibrio delle funzioni organiche, alla disorganizzazione mentale. I casi, purtroppo, sono numerosi. Inoltre la non esclusa possibilità di porsi, con tali pratiche, in contatto con spiriti maligni (demoni) ne aggrava l'aspetto illecito. È vero che dai decreti della Chiesa contro la spiritismo e la necromanzia esula la m., sicché per essa non sembra potersi parlare di un divieto positivo (a meno che, di fatto, le esperienze si identifichino con le pratiche spiritiche). Tuttavia, prevedendo che gli studi e, soprattutto, gli esperimenti di m. possano riuscire nocivi all'equilibrio mentale e alla fede religiosa dell'individuo, restano a lui proibiti per diritto naturale e divino positivo (nessuno può, senza giusta causa, porre in pericolo la propria salute fisica e spirituale); perciò è consigliabile che i fedeli, prima di dedicarsi alle esperienze di m., interroghino l'autorità ecclesastica e ne ottengano relativo permesso. Si deve infatti rammentare che fra m. e spiritismo il passo è breve (v. Roma).
STORIA. - Non rimane che esporre qualche cenno sulla storia della m. Fino dagli albori dell'umanità si è parlato della evocazione dei defunti (Libro dei morti; Deut. 18, 9-12; I Reg. 28; Erodoto, I, 92; Pausania, III, 17; Plutarco, De sera numinis vindicta, X, XVII; Cicerone, Tusc., I, 8; Orazio, Satire, I, 8; Plinio, Hist. nat., XL, 5; Tacito, Annal., II, 28; Tertulliano, Apol., XXIII; Lattanzio, Div. instit., IV, 27; Gregorio Nazianzeno, C. Julian., XCII; ecc.). Pratiche ed usi necromantici non mancano in alcun tempo e luogo, fra popoli selvaggi e evoluti; ma il moderno spiritismo si inizia con le esperienze del Mesmer e, meglio, con quelle delle sorelle Fox in Hydesville (USA, 1848). In breve l'evocazione dei morti si diffuse dappertutto; però, quasi contemporaneamente, vi furono uomini che tentarono di staccare le ricerche dall'ipotesi spiritica, onde studiarle con animo scevro da pregiudizi, ricercando la causa obiettiva, qualunque fosse. Sore così la m., o ricerca psichica scientifica, e, a poco a poco, i relativi istituti privati e di stato, universitari o meno, adibiti a tali studi, e muniti di appositi gabinetti di esperimentazione. Si possono citare: il «National Laboratory of Psychical Research» aggregato all'Università di Londra; il «Laboratory of Parapsychology», della Duke University di Durham nella Carolina del nord; la «Society for Psychical Research» di Londra (SRP, 1882); l'Amerikan Society for Psychical Research» (Boston, 1885); l'«Institut métapsychique international» (Parigi, 1919), la «Società italiana di m.» (SIM, 1941), ecc. Tuttavia, nonostante detti Istituti e le migliori intenzioni da parte dei ricercatori, la m. ancor oggi non è uscita che in piccola parte dalla sfera dell'empirismo volgare e dello spiritismo, sicché, di fronte a serie pubblicazioni ed esperienze, si ammassa una congerie di studi e scritti senza valore, atti a confondere le menti e a gettare discredito su queste ricerche.