Enciclopedia Cattolica vol. VIII, 1952 Gerarchia ecclesiastica Patriarcati, arcidiocesi, diocesi, diocesi soppresse

METZ, DIOCESI DI

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METZ, DIOCESI di - La Cattedrale veduta dalla piazza della Comédie.
METZ, DIOCESI di - La Cattedrale veduta dalla piazza della Comédie.

METZ, DIOCESI di. - Città capoluogo del dipartimento della Mosella, alla confluenza della Seille con la Mosella che si ramifica formando a nord le isole di St-Symphorien, di Sauley e di Chambière. Ha una superficie di 6227 kmq. con una popolazione di 705.000 ab. dei quali 660.000 cattolici, distribuiti in 59 decanati comprendenti 589 parrocchie e 128 vicariati serviti da 139 sacerdoti diocesani; ha 2 seminari, 12 comunità religiose maschili e 25 femminili. Patrono della diocesi è il protomartire s. Stefano. La diocesi è direttamente soggetta alla S. Sede.

M. è la « Divodurum » dei Galli e sotto i Romani fu la capitale dei Mediomatrices; divenne, dopo la morte di Clodoveo, la capitale dell'Australia con il nome di Mettis (da Mediomatrices). Il Trattato di Verdun dell'843 attribuì M. a Lotario, ma a poco a poco si costituì in città libera dell'Impero, difendendosi contro i potenti duchi di Lorena. M. fu occupata nel 1552 dal re Enrico II e fu difesa da Francesco di Guisa contro l'assedio di Carlo V.

Il più antico catalogo dei suoi vescovi è trasmesso nel Sacramentario di Drogone (MGH, Script., VIII, p. 303 sgg.) composto ca. il 778. È in versi e comprende 33 vescovi, da Clemente ad Angilrammo (768-91); un secondo elenco contenuto nello stesso codice va fino all'elezione di Rutperto. Un terzo elenco con la data obituaria e la durata di ogni episcopato è in un codice della Biblioteca di Brema (c. 36) e giunge fino al vescovo Wala (876-82); un quarto elenco, fino ad Adalberone (962-64), è in un codice già del monastero di S. Sinforiano, ora a Parigi nella Bibl. nazionale (ms. lat. 5294). A richiesta del vescovo Angilrammo, Paolo Diacono compose il Libellus de numero vel ordine episcoporum qui sibi ab ipso praedicationis
exordio in Mettensi civitate successerunt (MGH, Script.,
II, p. 261: PL 95, 709). L. Duchesne ritiene che la fonda-
zione della Chiesa di M. può risalire alla fine del sec. III
dato che il quinto o setto vescovo Vittore I o II occupava
la sede di M. nel 346. M. fu invasa nel 451 dalle orde
di Attila, al tempo forse del vescovo Autore.

METZ, DIOCESI di - Pianta della Cattedrale (secc. XIII-XIV).
METZ, DIOCESI di - Pianta della Cattedrale (secc. XIII-XIV).(da M. Aubert, La cathédrale de M., Parigi 1931, p. 269)

Il vescovo Esperio intervenne al Concilio di Alvernia
nel 535; Villico è ricordato da Fortunato (Carm., VI, 8
e XIII, 13). Ad Agilulfo scrisse Gregorio Magno (Jaffé-
Wattenbach, 1831) ed ebbe per successore il nipote Ar-
noaldo. Arnolfo fu consigliere del re Dagoberto e al Con-
cilio di Clichy del 627; quindi si ritirò a Castellum Haben-
dum (Remiremont) dove morì. Sigibaldo fondò i mona-
steri di St-Avold (Cottineau, III, col. 2603) e di Neuviller
(id., loc. cit., 2063) e morì ca. il 741. Gli successe Crode-
gango (742-66; H. Reumont, Der heilige Chrodegang, Bi-
schof von M., in Festschrift Georg von Hertling zum 70.
Geburtstag am 31. August 1913, Monaco in Bav. 1913,
pp. 202-15). Egli istituì a M. le stazioni liturgiche in modo
analogo a quello che aveva constatato nel suo soggiorno
romano. Se n'è ritrovata la lista alla fine d'un evangelario
della Bibl. nazionale di Parigi (ms. lat. 268; Th. Klauser,
Eine Stationsliste der Metzer Kirche aus dem VIII. Jahr-
hundert, in Ephemer. liturg., 44 [1930], p. 162 sgg.). Inoltre
introdusse a M. la liturgia romana, il canto gregoriano
e l'organizzazione capitolare; egli, ca. il 760, costituì il
clero della sua cattedrale in un gruppo di canonici (v. CANO-
NICI REGOLARI DI S. AGOSTINO). Dopo oltre due anni suc-
cesse Angilramno (m. nel 791). Quindi Gondolfo, Dro-
gone (823-75), sepolto a M. nella chiesa di S. Giovanni;
Avenzio (858-75); Wala (876-82) e Roberto (883-917).

Al vescovo Bruno gli abitanti cavarono gli occhi ed il
vescovo si ritirò ad Einsiedeln (927). Con Adalberto (928-62)
crebbe il potere civile dei vescovi di M.; a lui segui-
rono Dietrich II (946-84), Adalberto II (984-1005) e
III (1006); Dietrich III (1006-47), Adalberto IV (1047-
1072); Ermanno (1073-90) fu deposto dall'Imperatore;
dopo il Concordato di Worms governò il vescovo Ste-
fano di Bar (1120-63), quindi Bertrando (1179-1212) e
Corrado I di Scharfenberg (1212-24) che accolse in diocesi
gli Ordini mendicanti; Giovanni d'Aspremont (1224-38)
fu eletto dal Capitolo della Cattedrale; quindi Giacomo
di Lorena (1239-60). Si ricordano ancora Ademaro
di Monteil (1327-61), Dietrich IV (1365-84), Rodolfo
di Coucy (1387-1415), Corrado II (1415-59) e Gior-
gio I (1459-84); poi viene la serie dei vescovi della casa
di Lorena: Enrico II (1484-1505), il card. Giovanni IV
(1518-43 e 1548-50), il card. Roberto di Lenoncourt
(1551-55); il card. Luigi di Lorena (1568-78), il card. A. di
Givry (1608-12) e Enrico di Borbone (1612-52). Poi M.
passò alla Francia per il Trattato di Vestfalia e si formò
la « province des trois évêches » con M., Toul e Verdun.

Tra i vescovi si ricordano G. di Aubusson (1668-97),
E. C. di Cambont (1697-1732) e C. di Rouvray St-Si-
mon che divenne principe vescovo di M. (1733-60), a
cui successe il card. L. di Montmorency (1761-1802).
Nel 1874 M. che con il Concordato del 1801 era divenuta
suffraganea di Besançon, divenne immediatamente sog-
getta alla S. Sede; con il 1871 M. ripasso alla Ger-
mania, ma le istituzioni cattoliche ebbero a subire gravi
danni per il Kulturkampf. Nel 1919 M. ritornò alla
Francia. Durante il medioevo furono tenuti in M. molti
sinodi. Tra i suoi recenti vescovi si annoverano G. Jauffret
(1806-23); F. J. Besson (1824-42); P. G. M. Dupont des
Loges (1843-86); F. L. Fleck (1886-99), il benedettino
W. Benzler (1901-19).

La Cattedrale, dedicata a s. Stefano, fu iniziata verso
il 1220, e venne edificata in modo da contenere, nelle sue
prime tre campate verso la facciata, la chiesa del sec. VIII
di S. Maria Rotonda, alla quale si aggiunse un coro e
un'abside. L'interno è lungo m. 123, largo m. 31 e rag-
giunge quasi i 42 m. di altezza. La navata centrale è divisa
dalle due laterali mediante pilastri con colonne sostenenti
völte ogivali, decorate parzialmente da pitture dei secc.
XIV-XVI. Sulla parete d'ingresso si apre un gran rosone
con vetrate di Ermanno di Münster in Vestfalia (m. a
M. nel 1392). Nella navatella destra l'antica cappella
del coro di S. Maria Rotonda è oggi la cappella di Notre-
Dame-du-Mont-Carmel con pitture dell'inizio del sec.
XIV; inoltre l'antica cappella dei vescovi è stata trasfor-
mate in cappella del S. Cuore. Nella navatella sinistra
si conserva una grande vasca in porfido, proveniente dalle
terme, usata per molto tempo come battistero. Il tran-
setto è illuminato da una serie di vetrate eseguite da Va-
lentino Bousch e da Teobaldo di Lixheim nel sec. XVI;
nella parte meridionale vi sono frammenti di vetrate del
sec. XIII. Il coro è sopraelevato con un'abside a 5 cappelle
e con vetrate pure del sec. XVI. Nel deambulatorio si aprono
tre cappelle, contenenti le tombe dei vescovi di M., mons.
Dupont des Loges (1886), di mons. Fleck suo successore
(1899) e del card. A. di Givry (m. nel 1612). Due grandi
torri fiancheggiano l'edificio; la più alta, a sud, è la
tour de la Mutte dal nome della campana. Nella torre
detta del Capitolo è una decorazione a bassorilievi ese-
guiti ca. il 1275 rappresentanti David e Golia, David e
Saul, l'imperatrice Elena e Costantino, la traslazione
della S. Croce a Costantinopoli e la S. Croce che
risuscita un morto, le storie di s. Stefano e s. Margherita.
Nel Tesoro si conservano: il cosiddetto mantello di Carlo
Magno, in tessuto bizantino del sec. XI; un altare portatile
del sec. XII; pastorali in avorio dei secc. XII e XIV; un cofano
smaltato del sec. XVII ecc. La chiesa di S. Martino è
del principio del sec. XIII. L'antica abbazia di S. Cle-
mente, rasa al suolo nell'assedio del 1552, fu rico-
struita nel 1668; la facciata è del 1737; l'abbazia
è ora adibita a collegio. S. Sinforiano, prima dedicata ai
ss. Innocenti, fu dedicata al Santo quando il vescovo
Adalberone vi recò le sue reliquie nel 608 (PL 139, 1551;

140, 443). S. Vincenzo, abbazia benedettina, fu fondata dal vescovo Teodorico nel 968; la chiesa è tra il 1248 e il 1316 (PL 135, 880; 143, 659; 151, 452; 155, 1651). La chiesa di Ste-Ségolène, del sec. XI, ha un affresco della fine del sec. XIII, con la leggenda dei tre vivi e dei tre morti sul tipo delle miniature dell'Arsenale (ms. 3142 f. 311°) e una cripta attribuita al sec. X. La chiesa di Notre-Dame è quella già dei Gesuiti, eretta nel 1665 con facciata del 1740. Si sono anche ritrovati i resti della chiesa di St-Pierre-aux-Nonnains, dell'antica abbazia di monache benedettine (secc. XI-XV) munita anche di chiostro; recenti esplorazioni hanno messo in luce avanzi di un edificio molto più antico. L'antico convento dei « Petits Carmes », ora adibito a museo, contiene raccolte archeologiche, di sculture, di pittura, storia naturale e numismatica (con monete dei vescovi di M. dal sec. X al XVII); inoltre la collezione Migette con smalti e avori dal sec. XIII al XVI. La Biblioteca municipale è costituita in gran parte dalle collezioni confiscate durante la Rivoluzione agli istituti religiosi e da quella del barone di Sales. Una parte dei libri è situata nell'antica cappella dei « Petits-Carmes » eretta nel 1686 dall'architetto italiano G. Betto. Purtroppo molti manoscritti, incunaboli e libri furono distrutti dai tedeschi nel 1944. L'antica chiesa dei Gesuiti (1665) è oggi dedicata a Notre-Dame. Durante il IX sec. in M. fiori una scuola di miniature e di rilievi in avorio, sotto l'influsso di Reims. Si ricordano specialmente il Sacramentario di Drogone, numerosi evangelari e la copertura di detto Sacramentario, con scene liturgiche, e un evangelario oggi nella Biblioteca nazionale di Parigi (ms. lat. 9388). - Vedi tav. LVIII.

In alto: CATTEDRALE, PIAZZA D'ARMI E PIAZZA SAINT-ETIENNE. In basso: PORTA DEI TEDESCHI E PONTE SULLA SEILLE.
Tav. LVIII In alto: CATTEDRALE, PIAZZA D'ARMI E PIAZZA SAINT-ETIENNE. In basso: PORTA DEI TEDESCHI E PONTE SULLA SEILLE.(fol. R. Henrard)
Bibliografia17 opere
BIBL.: Eubel, I, pp. 337-38; II, p. 390; III, p. 242; IV, p. 240; L. Duchesne, Fostes épiscopaux de l'ancienne Gaule, III, Parigi 1915, pp. 44-58; R. S. Bour e Th. Klauser, Notes sur l'ancienne liturgie de M. et sur ses églises autérieures à l'an mille, Metz 1920; M. Grosdidier de Matons, M., Parigi 1920; E. Champeaux, Les légendes savantes de la vieille Alsace, Strasburgo 1930; J. B. Pelt, Etudes sur la cathédrale de M., Metz 1930; U. Aubert, La cathédrale de M., Parigi 1931; R. Folz, Le Concordat germanique et l'élection des évêques de M., Metz 1931; La cathédrale de M. Documents et notes relatifs aux années 1790 à 1930, Metz 1932; R. S. Bour, La plus ancienne cathédrale de Metz, in Ann. de la Soc. d'hist. et d'archéol. de la Lorraine, 42 (1933), pp. 345-72; J.-B. Pelt - J. Foecht, La cathédrale de M., Metz 1937; H. Leclercq, s. v. in DACL, XI, coll. 790-885; Cottineau, II, 1834-37; Guide de la France chrétienne et missionnaire 1948-49, Parigi 1948, pp. 363, 1058-59.

Enrico Josi

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Di Enrico Josi

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), coll. 918–921.

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Josi, Enrico. “Metz, diocesi di.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, coll. 918–921. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/metz-diocesi-di.

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Josi, Enrico. “Metz, diocesi di.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 918–921. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/metz-diocesi-di.

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