MISSIONARI D'AFRICA (PADRI BIANCHI). - La Società, fondata dal card. Lavigerie nel 1868, è composta di sacerdoti e di fratelli coadiutori, che non sono religiosi, perché legati solamente da un giuramento. Hanno per scopo speciale l'apostolato tra gli Africani; sono conosciuti con il nome di «Padri Bianchi» perché vestono un abito simile a quello degli Arabi, cioè una veste, detta gandurah, e un mantello, detto burnus, di color bianco, con un copricapo di lana rossa, detto scescià; agli Arabi infatti si rivolse dapprima il loro apostolato.
Umili furono gli inizi: il 20 genn. 1890, tre seminaristi, dopo aver udito una conferenza del rettore del Seminario di Kuba (Algeri) sulla missione araba, poi presentarono all'arcivescovo di Algeri e si offrirono per quella missione. Mons. Lavigerie vide in quella offerta una risposta del cielo ai suoi progetti di apostolato verso il centro dell'Africa. Il primo noviziato si aprì sotto la direzione del p. Vincent. Il 2 febbr. 1869 quattro furono i primi vestiti dell'abito dei Padri Bianchi. In seguito il noviziato si stabilì a Maison-Carrée, dove fu poi organizzato anche il Seminario e dove ebbe sede la Casa Madre della Società. Benché lo scopo immediato fosse la conversione degli Arabi, già fin d'allora si indicavano come campo di apostolato tutte le regioni dell'Africa, dove si sperasse di convertire gli infedeli. Nel 1872 furono pubblicate delle nuove Regole, ed il 1° ott. pronunciarono il giuramento sette sacerdoti e cinque scolastici. Nel 1875 i Gesuiti lasciarono la direzione del Noviziato, che fu affidata ad un Padre Bianco. Nel Capitolo del 1886 ebbe luogo la prima divisione in province; il 15 maggio 1895, la Società fu approvata e le sue Regole ebbero l'approvazione ad decennium. Pio X con decreto del 15 febbr. 1908 dava l'approvazione definitiva alle Costituzioni. Per rescritto del 15 marzo 1910, la Società dipende dalla S. Congregazione


Lo sviluppo della Società e delle sue opere fu assai rapido. All'inizio i missionari ebbero cura degli orfani raccolti dal fondatore durante la grande carestia del 1867-1869. Nel 1873 furono fondate missioni in Cabilia (Algeria); nel 1876 tre Padri Bianchi, inviati da mons. Lavigerie a Tombuctu, furono massacrati nel deserto. Nel 1881, altri tre missionari, partiti da Tripoli, furono uccisi nella regione di Ghadames, nella Libia. Nel 1878 mons. Lavigerie accettava la fondazione di S. Anna di Gerusalemme, dove i Padri Bianchi attendono alla formazione del clero greco-melchita. Nello stesso anno si fondarono le missioni dei Grandi Laghi equatoriali, al Nyanza e al Tanganika. Nell'Uganda, nei primi anni vi furono lotta e persecuzione e, nel 1886, parecchi cristiani vi furono martirizzati.
Nel 1950, le missioni affidate ai Padri Bianchi si dividono in tre campi: 1) l'Africa del Nord, con le missioni di Cabilia e del Sahara; 2) l'Africa Occidentale; con le missioni di Bamako, Bobo Diulasso, Gao, Kayes, Nuna, Nzérékoré, Uagadugu, Ushiguya, Sikasso, Tamale e Oyo. 3) l'Africa equatoriale e orientale, con le missioni di Uganda, Rwenzori, Masaka, Bukoba, Musoma, Maswa, Mwanza, Tabora, Kigoma, Karema, Mbeya, Bangweolo, Lwangwa, Nyassa, Nyassa Nord, Fort Jameson, Baudouinville, Kivu, Lago Alberto, Ruanda, Kitega e Ngozi nell'Urundi, e la missione nel Mozambico.
Importante è l'organizzazione del clero indigeno con 368 sacerdoti e sette seminari regionali con 465 seminaristi. Parecchie residenze sono state affidate al clero indigeno. Il vicariato di Masaka, nell'Uganda, del quale mons. Giuseppe Kiwanuka, nativo ugandese, è vicario apostolico, conta 58 preti indigeni.