MURATORIANO, CANONE. - Frammento scoperto da L. A. Muratori in un codice latino del sec. VIII, proveniente da Bobbio, conservato nella
Biblioteca Ambrosiana di Milano (I 101 sup.), e da lui pubblicato in Antiquitates Italicae Medii Aevi (III, Milano 1740, pp. 851-54). Contiene l'elenco dei libri del Nuovo Testamento (v. BIBLIA). Nelle prime linee mancanti doveva parlare dei Vangeli di Matteo e di Marco. Seguono informazioni su Luca (detto terzo Vangelo), Giovanni, Atti, Epistole I-II Corinti, Efesini, Filippesi, Colossesi, Galati, I-II Tessalonicesi, Romani, Filemone, Tito, I-II Timoteo, Giuda, I-II (III?) Giovanni, Apocalisse, I Pietro (?). Mancano l'Epistola agli Ebrei, quella di Giacomo e la II Pietro.
Permette la lettura privata del Pastore, del quale dice: «Nuperrime, temporibus nostris, in Urbe Roma Herma conscripati, sedente cathedra urbis Romae Ecclesiae Pio episcopo fratre eius» (linn. 74-76). Da questo cenno cronologico risulta che il documento fu scritto nello scorcio del sec. II d. C., probabilmente a Roma (chiamata semplicemente «urbe» nelle linn. 35-36), o nelle vicinanze (P. Battifol, O. Bardenhewer, R. Cornely-A. Merk, P. H. Höpfl-B. Gut). Non segue però che sia un documento ufficiale della Chiesa romana, come pensa A. Harnack. Secondo molti studiosi (J.-B. Lightfoot, T. H. Robinson, Th. Zahn, S. Ritter, M.-J. Lagrange, ecc.) ne sarebbe autore s. Ippolito di Roma (v.), secondo altri (L. A. Muratori) Caio Romano. Altri propongono Melitone di Sardi (v. Bartlet) oppure Policrate di Efeso (G. Kuhn) o Clemente Alessandrino (J. Chapman). C. Erbes (Die Zeit des Muratorischen Fragments, in Zeitschr. für Kirchengeschichte, 35 [1914], pp. 331-62) sostiene che ne sia autore Rodone antignostico (ca. 220), di cui parla Eusebio (Hist. ecl., V. 13: PG 20, 460 sg.).
La lingua originale sarebbe greca, secondo A. Hilgenfeld, S. P. Tregelles, Th. Zahn, M. Schanz, A. Merk;


(fot. Alinari)