NAUDÉ, GABRIEL. - Erudito, n. a Parigi il 2 febbr. 1600, m. ad Abbéville il 29 luglio 1653. Consegui la laurea in medicina a Padova nel 1625. Fu medico di Luigi XIII. Viaggiò in Francia, in Italia e altrove, occupandosi per lo più di ricerche bibliografiche. Fu bibliotecario del Richelieu e del Mazzarino e, a Stoccolma, di Cristina di Svezia.
Compilò numerose prefazioni a testi filosofici e letterari di autori italiani come il Cardano, l'Aretino, il Doni, il Nifo, ecc.; scrisse di storia politica e religiosa, trattando dei tempi di Luigi XI; ma l'opera che diffuse mag-
giormente il suo nome fu una difesa della strage di S. Bartolomeo dal titolo: Considérations politiques sur les coups d'état (Roma 1639), che divenne nel sec. XVII il manuale più famoso di arte politica di tipo machiavellico. Abbandonò le vie battute dalla letteratura italiana della «ragion di stato» e dalla letteratura degli arcana iniziata dal Clapmar (De arcanis rerum publicarum libri VI, 1605), e si riannodò, oltre che al Machiavelli, a Giusto Lipsio (Manuale di politica, 1589) e a Charron (De la sagesse, 1601), mantenendo però fisso il principio che il permesso di agire immoralmente concesso all'uomo di Stato non giustifica un arbitrio interiormente illimitato e tirannico. Confutò anche una serie di libelli scritti contro il card. Mazzarino, dimostrando cultura storica e sicura dottrina. Singolare l'opera dal titolo: Apologie pour tous les grands personnages qui ont esté faussement soupponnez de magie (Parigi 1625).