NAVARRA. - Regione storica della Spagna presso a poco corrispondente all'odierna provincia spagnola omonima, con l'aggiunta della Bassa N. francese. Secondo la tradizione, la N. sarebbe stata evangelizzata da s. Firmino, discepolo di s. Sanvitale, e tuttavia venne dal 1508 in vescovato di Tombolo, nel secc. III. Un vescovo di Pamplona (già Pamplo), chiamato Lillolo, fu presidente al III Concilio di Toledo (589). La N. entra nella storia quando, ca. 1866, viene costituita in regno. Sancho III il Grande (995-1035), protetto del monachesimo di Cluny, riunì sotto il suo regno tutti gli Stati della Spagna cristiana ad eccedenza della Galizia e della Catalogna: ma alla sua morte si staccarono i Regni di Castiglia e di Aragona; quest'ultimo poi ritornò all'unione dal 1076 al 1134. Nel 1234, alla morte di Sancho VII il Forte, uno dei vincitori alla battaglia di Las Navas (1212), i Navarri proclamarono re Teobaldo I, conte di Champagne, inaugurando così le dinastie francesi. Ferdinando il Cattolico tolse nel 1512 a Giovanna d'Albret la parte della N. situata sotto i Pirenei, mentre la parte posta al nord venne dal 1607 incorporata alla corona di Francia.
Delle antiche leggi regionali è tuttavia un cimelio il regime speciale dei Fueros, ratificato nel 1841, il quale comporta alcuni privilegi e una certa autonomia amministrativa. Il popolo navarrese, di salda fede religiosa e molto attaccato alle sue tradizioni, ha dato alla Chiesa s. Francesco Saverio e la b. Vincenza Maria López y Vicuña. Notevolissimo oggi il numero delle vocazioni religiose nella N. IPPONA (v.) comprende la maggior parte della N. Ma esiste pure qualche parte del territorio appartenente alle diocesi di Tudela-Tarazona, Calahorra, Saragozza e Jaca.
Durante le lotte dinastiche del secolo scorso la N. si schierò dalla parte carlista.