NARSETE. - Generale dell'esercito bizantino sotto Giustiniano, n. verso il 480, m. a Roma nel 574. Entrò presto a corte ed ebbe favori e missioni importanti. Nel 532 fece fallire una rivolta contro l'imperatore e nel 537 ristabilì ad Alessandria la pace turbata da questioni religiose. Nel 538 venne in Italia per aiutare Belisario contro i Goti, e nel 551, ad oltre 70 anni, ebbe il supremo comando. In una battaglia campale presso Tagina sconfisse Totila (lu-glio 552), che vi perdette la vita.
Occupò facilmente Roma, e l'anno seguente distrusse
NARTECE - Pianta di S. Vitale (sec. VI) con n. - Ravenna.
completamente il Regno gotico vincendo Teia, successore di Totila, sulle rive del Sarno (marzo 553). Per ca. 20 anni N. dominò Roma con pieni poteri civili e militari, con il titolo di ex-console e la dignità di patrizio. Fece costruire chiese e monasteri, riparare ponti ed altre opere pubbliche. Per suo intervento papa Vigilio poté lasciare Costantinopoli, dov'era trattenuto prigioniero, e quando egli morì (555) riuscì a far accettare l'elezione di Pelagio I, evitando uno scisma alla Chiesa romana. Negli ultimi anni di governo però N. divenne arrogante ed autoritario e fu anche accusato di connivenza con i Longobardi. Per questi motivi l'imperatore Giustino III nel 568 ordinò di ritornare a Costantinopoli, ma N. si rifiutò e si trasferì a Napoli, donde poi per invito del papa Giovanni III ritornò a Roma, ma visse come persona privata fino alla morte.