NEUMAYR, FRANZ. - Gesuita, predicatore e scrittore spirituale, n. a Monaco di Baviera il 17 genn. 1697, m. ad Augusta il 1° maggio 1765. Professore di belle lettere e direttore della grande Congregazione latina di Monaco, fu dal 1752 predicatore della cattedrale di Augusta con un successo straordinario, mentre impiegava il suo talento artistico nel comporre scene e drammi educativi di classica bellezza, e la sua profondità teologica ed ascetica a servizio della fede contro i luterani e ad edificazione e perfezione dei fedeli.
Delle sue numerose opere (112), forse le più pregevoli per vigoria ed attualità di soggetto e di forma sono la serie delle questioni sotto il titolo Frag: ob (Chiedi:
stiche; così, il primo produce: midriasi (dilatazione delle pupille), tachicardia (accelerazione del ritmo cardiaco), inibizione della peristalsi (cioè della motilità intestinale), vasocostrizione (riduzione del lume vasale) e carico della cute e dei visceri, vasodilatazione (dilatazione del lume-vasale) del cervello, del cuore e dei muscoli scheletrici, inibizione delle secrezioni ghiandolari; il secondo invece produce effetti del tutto opposti: miosi (costrizione della pupilla), bradicardia (rallentamento del ritmo cardiaco), peristalsi, vasodilatazione della cute e dei visceri ecc.
È stato dimostrato che quando entrano in azione il simpatico, od il parasimpatico, si producono nelle strutture vegetative delle particolari sostanze chimiche (rispettivamente l'adrenalina e l'acetilcolina) le quali ultime a loro volta promuovono nelle strutture una risposta in senso simpatico o in senso vagale. Le funzioni vegetative si espleterebbero, per questo, dai nervi agli organi, tramite la «mediazione» di queste sostanze (teoria dei neuroni diicitrici) e perciò le fibre simpatiche vengono dette anche «adrenergiche», quelle parasimpatiche «con-lingeriche». L'adrenalina può essere prodotta rapidamente e in larga misura dalla ghiandola surrenale; appena il simpatico entra in azione, si ha nel surrene una subitanea scarica adrenalina che raggiunge velocemente con il circolo sanguigno tutti gli organi, attivandoli in massa in senso simpatico. Il simpatico tende infatti a reclutare tutte le sue funzioni contemporaneamente (per «simpatia»), mentre il parasimpatico può espletare separatamente, ossia in ciascun organo isolatamente dagli arti. Questa azione di massa, propria del simpatico, è d'importanza essenziale per l'attività di tale sezione in funzione di necessità e l'organismo può attivarla immediatamente tramite una scarica adrenalina, nei momenti di bisogno, di emergenza, di pericolo, negli stati emozionali. Il simpatico, infatti, mobilita ogni energia corporea allo scopo di mettere l'organismo nelle migliori condizioni per affrontare il pericolo e difendersi. La midriasi rappresenta un potenziamento della funzione visiva, la tachicardia, la vasocostrizione viscero-cutanea convogliano rapidamente tutto il sangue nel cuore, nel cervello e nei muscoli scheletrici le cui prestazioni sono essenziali per superare un pericolo, un ostacolo, uno sforzo. Il parasimpatico, invece, è devoluto alla protezione e alla ricostituzione delle riserve corporee; infatti, la miosi comporta riduzioni degli stimoli luminosi retici, la bradicardia e il recupero di energia nel miocardio, la vasodilatazione e la peristalsi intestinale comportano potenziamento di tutti i processi essenziali per la ricostituzione e l'accumulo delle riserve corporee (digestione, assorbimento degli alimenti, ecc.).
Negli organi vegetativi esistono fibre nervose devolute a raccogliere, a intercettare tutti gli stimoli chimici, meccanic, ecc. («sensibilità entero-ceptiva») e a convogliarli al sistema nervoso centrale, dove vengono di volta in volta trasmessi ai centri simpatici o vagali a seconda della loro natura e del loro significato. L'aipotalamo è il centro regolatore di queste risposte e fa sì che venga mantenuto il giusto equilibrio tra vago e simpatico (equilibrio tra tono-vagale e tono-simpatico).