OSSERVATORE ROMANO, L'
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Volume IX · p. 275 · 1952
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osservatore romano, L' - Ritratti dei direttori passati: Nicola Zanchini, Giuseppe Bastia, Augusto Baviera.
fu costruito nel 456 dal vescovo Abramo e un altro nel 513 sotto il vescovo Samuele, come informano due iscrizioni. Virán Şahr ha ancora conservate le rovine dell'unico monumento paleo-cristiano della regione. Era questa una grande chiesa rotonda avente nell'interno del primo recinto circolare esterno e, concentrico con questo, un secondo recinto costituito da otto enormi pilastri formati gli angoli di un ottagono. Secondo due assi perpendicolari fra loro esistevano tre portici quadrati antistanti alle tre porte di accesso alla chiesa e nel quarto lato un lungo corso abusato. Non si sa se l'ottagono centrale era coperto da un tetto piramidale o da una cupola.
Ad Edessa si conservava una immagine miracolosa del Cristo di cui le copie, diffuse anche in Occidente, sono assai importanti per la storia iconografica del Messia.
Bibl.: G. B. Ramusio. Delle navigationi et viaggi. II. Venezia 1583, fol. 78v; E. Renan, Deux monuments épigraphiques d'Edesse, in Journal asiatique, 8° serie, 1 (1583), pp. 246-51; L. Hallier, Untersuchungen über die Edessenische Chronik, Lipsia 1893; A. Baumstark, Vorunstinianische kirchliche Bauten in Edessa, in Oriens christianus, 4 (1904), pp. 164-83; H. Pognon, Inscriptions sémitiques de la Syrie, de la Méropotamie et de la région de Mossul, Parigi 1907, nn. 2-12, 36-39, 44-50, 55-58, 87-90, 118; A. Rücker, Aus der Geschichte der jacobitischen Kirche von Edessa, in Oriens Christianus, 32 (1935), p. 124 sq.; A. Vasilev, The Life of St. Theodore of Edessa, in Byzantion, 16 (1942-43), pp. 179-80; A. Grabar, Le témoignage d'un hymne syriaque sur l'architecture de la cathédrale d'Edesse au VIe siècle et sur la symbolique de l'édifice chrétien, in Cahiers archéologiques, 2 (1947), pp. 41-67; A. Dupont-Sommer, Une hymne syriaque sur la cathédrale d'Edesse, ibid., pp. 29-30. Su Virán Şahr: Oppenheim-Lucas, Inschriften aus Syrien, in Byzantinische Zeitschrift, 1905, nn. 92-94; J. Strzygowski, Kleinasien ein Neuland der Kunstgeschichte, Lipsia 1903, pp. 96-110. Ugo Monneret de Villard.