OTTONIANA, ARTE. - Si definisce a. o. quella germanica del sec. X e del primo venticinquantino del sec. XI e, con molte limitazioni, quella da essa influenzata nei territori a diretto contatto con il mondo germanico.
Essa coincide con il primo costituirsi di uno Stato nazionale tedesco e con il periodo nel quale come re di Germania ed imperatori cinsero la corona i tre Ottone e quindi Enrico II di Sassonia. L'a. o. si collega quindi cronologicamente da un lato alla diffusione delle forme più avanzate della cultura e dell'arte carolingia e dall'altro al decisivo affermarsi, nei singoli territori, dei caratteri propri dell'arte romanica. Come già per l'arte carolingia, i centri maggiori di sviluppo dell'a. o. furono soprattutto i grandi monasteri in relazione diretta con la corte. Tuttavia l'a. o., a differenza di quella carolingia che, insieme agli apporti dell'arte bizantina, di essa forma il substrato culturale più ricco, non ha carattere esclusivamente aulico. In essa infatti appare quale elemento essenziale e catalizzatore di quelle precedenti e raffinate culture, soprattutto l'impulso vivificante delle giovani energie di nuovi popoli che entrano nel mondo della civiltà cristiana d'Occidente con fresca ricchezza di entusiasmo che spontaneamente conduce alla violenza della espressione. Ciò è chiaro non solo nelle forme plastiche e pittoriche ma anche in quelle architettoniche allora che nei territori tedeschi fu rapidissimo l'accresciere del numero e delle dimensioni degli edifici, specie in Sassonia, nei territori lungo il Reno e, sebbene in minor misura, nella Germania meridionale. Quasi tutti gli edifici sacri sorti in questo periodo sono stati successivamente ingranditi o trasformati; tuttavia spesso vi sono leggibili, almeno nella pianta, i caratteri primitivi. Fra loro si ricorda nella Germania meridionale il S. Erasmo di Ratisbona, le tre chiese sull'isola di Reichenau e la chiesa di S. Michele ad Hildesheim; in Renania la chiesa capitolare di Essen, il duomo di Treviri e il campidoglio di Colonia, mentre appartengono, almeno nei nuclei più antichi, al periodo ottoniano le cattedrali di Würzburg, di Bamberga, di Magonza, di Worms, di Spira e di Strasburgo.
Le opere di pittura e scultura di questo periodo sono piuttosto scarse. Testimonianze dell'attività pittorica ottoniana sono negli affreschi della chiesa di S. Giorgio sull'isola di Reichenau da assegnare agli inizi del sec. XI, nelle pitture del coro della chiesa di Goldbach presso Uberlingen e in altre posteriori già decisamente romaniche, quali il *Giudizio universale* di Burgfelden nel Württemberg. A Reichenau fiorì allora anche una scuola miniaturistica di grande importanza che ha creato opere capitali quali il Codice di Egberto ora a Treviri, l'Evangelario di Ottone III, quello di Enrico II e quello di Echternach (Gotha). Altri centri importanti di attività miniaturistica furono allora nei monasteri di Treviri e di Ratisbona. Le scarse testimonianze di una attività plastica del periodo sono improntate agli stessi caratteri evidenti anche nella pittura contemporanea, così le sculture del portale di
Hildesheim e varie opere in bronzo, specie nella Germania settentrionale.