Il nome Iláz è la forma contratta di Iláz-ow come nell'iscrizione arcadica di Melpea risalente al sec. VI a. C.: toi Ilázow (Inscriptor G., V, 2, 556; cf. E. Schwyzer, Dialect. Graec. exempla, Lipsia 1923, p. 327, n. 676). Gli antichi con falsa etimologia, ne associavano il nome anche all'idea del tutto (Inno omerico a P., 47; Orph. hymn., 11, 1) e così il misticismo neoplatonico: το ξν καί το πάν; l'arte ne fece talvolta zodiaco (v.). Dopo le guerre persiane, P., seguito da diverse denominazioni come Lutero, Menalio ecc., fu venerato ufficialmente in tutta la Grecia (Erodoto, VI, 105) e, insieme a divinità e leggende locali, da tempo (id., II, 145) lo era in varie città dell'Egitto. Una grotta a lui dedicata sorgeva sul fianco nord-ovest dell'Acropoli (Luciano, Dial. deor., XXII, 3; W. Judeich, Topographie von Athen, 2a ed., Monaco 1931, p. 302) e in età ellenistica, Antigono, vittorioso dei Celti, consacrò a Delo alcuni Ilázov.
L'Inno omerico a P., databile forse in età alessandrina, ne mette ampiamente in evidenza il carattere pastorale e silvestre. Il dio vive ninfe (v.), dei satiri e di demoni minori, i Panischi, accompagnando le loro danze al suono della sua siringa. Disturbato può cagionare terrore specie verso il mezzodì. P., con Priapo e i satiri, assurge a rappresentazione dell'amore sensuale e sfrenato (Luciano, Dial. deor., XXII, 4) invocato da Pindaro (p. es., Pit., III, 78) e frequente nelle poesia bucolica (Teocrito, VII, 103 sg.). Socrate alla fine del Fedro platonico lo prega come dio della bellezza interiore (279 b-c). Plutarco nel De defectu oraculorum, 17, parla della morte del gran P. e un dialogo di Luciano (XXII) ne ridicolizza le prerogative.
Nella religione romana si confuse ben presto con le deità indigene di Fauno e Silvano e con il cristianesimo la fantasia popolare associò curiosamente la sua figura de-forme all'immagine tradizionale del demonio.
Nell'arte P. vien frequentemente rappresentato irsuto e caprippede, per quanto una statua della scuola polichleata lo renda in atto giovanile.
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