Enciclopedia Cattolica vol. IX, 1952 Patrologia Padri, scrittori ecclesiastici sino a tutto il sec. VIII, opere anonime

PANTENO

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Noto anche come: inglese: Pantaenus of Alexandria, Pantaenus

PANTENO. - Eusebio (Hist. eccl., V, 10) racconta che, al tempo di Commodo, P. sarebbe stato capo della scuola per gli studi biblici a Alessandria e che avrebbe preso il suo punto di partenza dalla filosofia stoica (secondo Filippo di Side dalla filosofia pitagorica). Con questa notizia contrasta l'altra che segue (10, 2): P. sarebbe stato ordinato missionario per i popoli dell'Oriente e mandato fino all'India. La sua missione come «evangelista» apostolico è narrata secondo il concetto generale di Eusebio riguardo agli «evangelisti» (v. Eusebio, op. cit., III, 37, 2). Il loro compito è fra l'altro di trasmettere un Vangelo scritto.

P. però doveva accorgersi che il Vangelo di Matteo, scritto in lettere ebraiche, era già stato diffuso da Bartolomeo in India (10, 3); v. anche Efraim, Evangelior. concord., ed. Moessinger, Venezia 1876, p. 286). P. sarebbe morto, capo della scuola, dove insegnava oralmente, ma anche con gli scritti (10, 4): così si chiude il rapporto di Eusebio. Le tendenze contrastanti fra P. capo della scuola, filosofo ed autore di libri e P. evangelista, esegeta e maestro di un insegnamento orale, si spiegano forse così, che la prima rivela la tradizione posteriore alessandrina su P. Non è da sostenere che P. fosse stato capo della famosa scuola, che nei suoi tempi forse non esisteva ancora (cf. J.

Munck, Untersuchungen über Klemens von Alexandrien, Stoccarda 1933, p. 185). Si dice generalmente - seguendo una indicazione di Eusebio, Hist. eccl., V, 11, 2, p. 452, 10 sg. ed. Schwartz - che sarebbe stato menzionato, ma senza nominarlo, da Clemente in Strom., I, 11, 2, e si identificherebbe con l'«ape siciliana», così che P. sarebbe stato siciliano di origine. Ma questa identificazione non è né sicura né verosimile. Se P. evangelista si recò in India (forse Arabia meridionale, o Axum; v. A. Harnack, Mission und Ausbreitung des Christentums, Lipsia 1924, II, p. 698; M. Simon, Verus Israëli, Parigi 1948, p. 311), dove trovò il vangelo degli Ebrei (Matteo ebraico), è più probabile che si debba identificare con l'Ebreo di Palestina, che Clemente menziona (Strom., I, 11, 2) fra i suoi maestri e che era probabilmente il veicolo di tradizioni apostoliche che venivano da Giacomo il Giusto (Strom., I, 11, 3); e così si può supporre che P. abbia trasmesso tradizioni locali palestinesi, forse anche con tendenza giudeo-gnostica, a Clemente. Le diverse ipotesi sulla parte che avrebbe avuto P. nell'opera di Clemente (W. Bousset, Jüdisch-christl. Schulbetrieb in Alexandria, Gottinga 1915, e Munck, loc. cit.) non si possono provare. Si può solamente supporre che Clemente abbia trasmesso molte tradizioni esegetiche di P. sotto una citazione dei «presbiteri» nei suoi (in massima parte perduti) Hypotyposeis, mentre il nome di P. si trova una volta sola in Eclog. proph., 56, 2. P. è stato uno di questi antichi presbiteri, trasmettitori della tradizione orale apostolica: i «presbiteri» non scrivevano (Ecl. proph., 27, 7). L'attribuzione di libri a P. da parte di Eusebio ed altri si spiega forse ammettendo che tradizioni di P., più o meno autentiche, furono pubblicate sotto forma di libri da scolari di P. o aderenti della scuola alessandrina.

Bibliografia2 opere
BIBL.: Th. Zahn, Forschungen zur Geschichte des neutestam. Kanons, III, Erlangen 1884, p. 136 sg.; A. Harnack, Geschichte der altchristlichen Literatur, I, Lipsia 1893, pp. 291-96.

Erik Peterson

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), coll. 693–694.

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Peterson, Erik. “Panteno.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, coll. 693–694. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/panteno.

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Peterson, Erik. “Panteno.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 693–694. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/panteno.

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