Enciclopedia Cattolica vol. IX, 1952 Liturgia Argomenti vari

PASTORALE

English Cita

PASTORALE (baculus, sottinteso pastoralis; cambuta, ferula). - Insegna liturgica propria del vescovo e degli abati nelle funzioni pontificali, eccettuate quelle del Venerdì Santo e dei defunti. Per usarlo fuori del proprio territorio occorre il permesso dell'Ordinario. Consta di un'asta dell'altezza di un uomo, munita al di sopra di una curvatura a spirale; è consegnato nel giorno della consacrazione ed è portato nella sinistra, la curvatura verso il popolo nel territorio proprio. Verso la fine del medioevo, al nodo, cioè sotto la curvatura, si metteva un pezzo più o meno piccolo di stoffa, talvolta ornata di ricami, chiamata anche sudario; oggidi non è più usato se non a volte per distinguere il p. di un abate (Decr. auth., 1113 ad 8).

Già nel sec. v lo si trova adoperato dagli abati in Irlanda; è menzionato come insegna del vescovo nel decreto 28 del Sinodo IV toledano del 633 e descritto da s. Isidoro di Siviglia (De off. ecl., II, 5, 12); anche in Gallia, sotto il nome «cambuta», «bacolo» o «virga», vien adoperato dai vescovi nel sec. viii (Sinodo di Aquisgrana dell'816, can. 134). Ma fino al sec. x non fu considerato insegna liturgica, né dai liturgisti né nei libri liturgici. Forse al tempo della lotta delle investiture nel sec. xi venne introdotto come simbolo del potere spirituale. A Roma non fu mai usato dai papi, neppure dai cardinali, come prova l'Ordinarium S. Romanae Ecclesiae (= Ordo Romanus XIV, n. 45), scritto da Gaetano Stefaneschi (iniz. s. c. xiv). Anche attualmente il papa non l'usa mai; in certe funzioni, p. es., nell'apertura e nella chiusura della Porta Santa o nella consacrazione di una chiesa, il papa adopera la verga sormontata da una Croce, detta ferula (v.), menzionata nello Pseudo Costantino, Constitutum 14, con l'espressione «imperialia sceptra» (ed. P. Fedele, Fonti per la storia delle origini del dominio temporale della Chiesa di Roma, ivi 1920, p. 104), e nell'Ordo Romanus XII, n. 79 (prior basilicae Sancti Laurentii de Palatio dat ei ferulam quae est signum regiminis et correctionis et claves ipsius basilicae et sacri Lateranensis palatii: PL 78, 1097; la stessa cosa è ripetuta nell'Ordo Romanus XVI, ibid., col. 1144). I cardinali, ora, come tutti i vescovi usano il p. nelle funzioni pontificali.

L'origine del p. non è ancora chiara; forse deriva dall'uso dell'investitura con una virga aurea nel cerimoniale della corte imperiale bizantina, adoperata anche nel secc. vi e vii dai Visigoti in Spagna, dove si trova la prima menzione del p. vescovile. È probabile che il cerimoniale della corte visigotica, ad imitazione di quella bizantina, introducesse anche per i vescovi l'uso di una virga, con questa differenza, che essa si consegnava non dal re, ma dai vescovi all'altare (Klausner).

La forma del p. variò secondo i tempi. Dapprima un'asta di legno, sormontata o da una palla o da una Croce o da una traversa orizzontale a forma del greco T. Dal sec. xi venne ricurvato di poco a spirale: forma tuttora in uso. Le tre parti di cui consta il p., fusto, attacco, spirale, ricevevano una interpretazione allegorica: la curvatura verso il popolo divien simbolo della cura pastorale (attrahe), l'asta quella di ferma amministrazione (rege, sustenta) e la punta inferiore quella dello stimolo (punge, stimula).

PASTORALE - Il Vescovo consegna all'abate il p. ornato del velo in uso nel medioevo. Miniatura del Messale-Pontificale di Stefano Loypeau, vescovo di Luçon (fine sec. XIV) - Parigi, Biblioteca nazionale, ms. lat. 8886, f
PASTORALE - Il Vescovo consegna all'abate il p. ornato del velo in uso nel medioevo. Miniatura del Messale-Pontificale di Stefano Loypeau, vescovo di Luçon (fine sec. XIV) - Parigi, Biblioteca nazionale, ms. lat. 8886, f. 297v.(da V. Leroquais, Les pontificaux mis. des bibl. publ. de France, Parigi 1887, inv. 18)
Bibliografia5 opere
BIBL.: H. Leclercq-L. Gougaud, Crosse, in DACL, III, coll. 3144-59; L. Duchesne, Origines du culte chrétien, 5ª ed., Parigi 1925, pp. 417-18; P. Hofmeister, Mitra und Stab der wirkl. Prälaten ohne bischöfl. Charakter, Stoccarda 1928, pp. 4-6, 53-54; M. Righetti, Man. di stor. liturg., I, 2ª ed., Milano 1930, pp. 536-39; T. Klauser, Der Ursprung der bischöfl. Insignien und Ehrenrechte, Krefeld s. a.

Pietro Siffrin

ARTE

In epoca romanica molti p. uscirono dalle Officine di Limoges (sec. XIII) e furono di rame con smalti verdi-chiari e azzurri, con testa di serpente o di altro animale all'estremità della voluta e, all'interno di questa statuette, con rappresentazioni varie (a Parigi, Ascoli Piceno, Cattedrale; a Catania, Museo civico, ecc.). Nel periodo gotico, il nodo prese forma di tempietto cuspidato con statue a tutto tondo, all'estremità della voluta vi fu la rappresentazione dell'Annunciazione o dell'Incoronazione e tra il fusto e la voluta protesi angoli alati. La decorazione a smalti traslucidi, secondo l'uso del tempo, ornò tanto il fusto (altre volte ricoperto da trafori polilobati) quanto le volute: alcuni esemplari indicano la bellezza raggiunta con questo sapiente innesto dell'elemento plastico sulle superfici vivacemente smaltate: il p. di Ciccarello di Francesco nella cattedrale di Sulmona, l'altro nel Museo dell'Opera del Duomo a Siena; l'altro a Città di Castello e nel duomo di Treviso; gli altri, fra di loro tanto simili da sembrare usciti dalla stessa bottega siciliana, come il p. della cattedrale di Reggio Calabria e quello della cattedrale di Tropea, quello di Agira con uno smalto quadrilobato entro la voluta, ecc.

Nel '400 e nel '500 scompare la decorazione a smalti; le paraste e colonne e archi a tutto sesto sostituiscono nel nodo le forme gotiche mentre le statuette al termine della voluta hanno modellazione più naturalistica.

Motivi di testine di cherubini a rilievo, foglie arricciate sulla voluta si trovano nei p. in quest'epoca (ad es., nella cattedrale di S. Severina a Nicotera; ad Orvieto nel Museo dell'Opera del Duomo, ecc.). In epoca barocca la linea della voluta, che si era mantenuta sempre ferma pur arricchendosi di elementi decorativi, diventa ondulata ed è formata da forme arricciate (Monreale, S. Martino delle Scale; Crotone, Cattedrale) oppure da volute accartocciate, come quello che Michele Cruer compose nel 1718 in argento cesellano e in parte dorato per il gran priore dell'Ordine costantinopolitano (Parma, S. Maria della Steccata), oppure più delicatamente formata da filigrane a traforo (Monreale, Cattedrale).

Nel sec. XVIII si fecero anche p. in osso e in avorio con un bastone ornato da incisioni; in generale tra i più belli furono sempre quei p. in cui il motivo delle foglie, dei fiori, delle ghirlande compose voluta elegante intorno alle statuette centrali. Anche quando nelle botteghe di oreficeria penetrarono motivi neoclassici, e la lavorazione a mano venne sostituita con la lavorazione meccanica, il modello settecentesco - in cui la ricca decorazione gotica o rinascimentale del nodo era stata soppressa a vantaggio di una maggiore facilità per l'impugnatura - rimase persistente, né si può dire che la produzione moderna abbia introdotto molte varianti stilistiche a questo arredo liturgico. - Vedi tav. LXXI.

In alto a sinistra: PASTORALE CON ANNUNCIAZIONE, con smalti di Limoges (sec. XIV) - Vaticano, Museo Sacro. In alto a destra: PASTORALE DEL VESCOVO MAFFEO VALLARESCO (1460) - Zara, Duomo. In basso a sinistra: PASTORALE DEL 1500 - Vercelli, Duomo. In basso a destra: PASTORALE in argento dorato, avorio
Tav. LXXI In alto a sinistra: PASTORALE CON ANNUNCIAZIONE, con smalti di Limoges (sec. XIV) - Vaticano, Museo Sacro. In alto a destra: PASTORALE DEL VESCOVO MAFFEO VALLARESCO (1460) - Zara, Duomo. In basso a sinistra: PASTORALE DEL 1500 - Vercelli, Duomo. In basso a destra: PASTORALE in argento dorato, avorio inciso e pietre preziose (1950). Opera della Scuola B. Angelico di Milano - Pontida, Abbazia.(fot. Musei Vaticani) · (fot. Gab. fot. naz.) · (per cortesia della Scuola superiore d'Arte cristiana « Bealo Angelico » di Milano)
Bibliografia7 opere
BIBL.: E. Mauceri, La mitra e il bacolo abbaziale di Agira, in Boll. d'arte del Minist. della p. i., 1925, p. 319; L. Galli, Invent. degli agg. d'arte d'It., prov. calabra, Roma 1933, passim; L. Fumi, Orvieto, p. 160; id., Invent. degli agg. d'arte d'It., prov. di Parma, Roma 1934, p. 78; L. Serra, Invent. degli agg. d'arte d'Italia, prov. di Ancona e Ascoli Piceno, ivi 1936, p. 244; Venturi, IV, pp. 908-10; M. Accascina, L'oreficeria italiana, Firenze 1938, pp. 56, 59.

Maria Accascina

Informazioni sulla voce

Di Pietro Siffrin, Maria Accascina

Fonte Pietro Siffrin: firma a stampa; Maria Accascina: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), coll. 928–930.

Pagine a stampa Apri nel visualizzatore
Pagina 582
vol. 9, coll. 927–928
Pagina 583
vol. 9
Pagina 584
vol. 9
Pagina 585
vol. 9, coll. 929–930

Altre voci di Pietro Siffrin: PATENA · PASQUA · PALME, DOMENICA DELLE · PALMATORIA (BUGIA, CERARIUM) · PALLIO

Cita questa voce

Chicago

Siffrin, Pietro, and Maria Accascina. “Pastorale (Baculus, sottinteso pastoralis; cambuta, ferula).” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, coll. 928–930. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/pastorale-baculus-sottinteso-pastoralis-cambuta-ferula.

MLA

Siffrin, Pietro, and Maria Accascina. “Pastorale (Baculus, sottinteso pastoralis; cambuta, ferula).” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 928–930. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/pastorale-baculus-sottinteso-pastoralis-cambuta-ferula.

BibTeX

@incollection{ec9_pastorale_baculus_sottinteso_p,
  author    = {Siffrin, Pietro and Accascina, Maria},
  title     = {Pastorale (Baculus, sottinteso pastoralis; cambuta, ferula)},
  booktitle = {Enciclopedia Cattolica},
  volume    = {IX},
  pages     = {928--930},
  note      = {Cited by column},
  publisher = {Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico},
  address   = {Città del Vaticano},
  year      = {1952},
  url       = {https://azioneromana.com/it/article/pastorale-baculus-sottinteso-pastoralis-cambuta-ferula}
}

Una delle circa 20.000 voci recuperate dai dodici volumi a stampa (1948–54). Hai notato qualcosa? Aiutaci a migliorarla.

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.