PÉREZ GALDÓS, BENITO. - Scrittore, n. a Las Palmas (Canarie) il 10 maggio 1843, m. a Madrid il 4 genn. 1920. Visse quasi sempre a Madrid, di cui descrisse la vita e i costumi. Benché deputato nel 1885 e nel 1906, seguì con maggior interesse che attiva partecipazione la vita politica. Nel 1897 entrò a far parte della Real Academia de la Lengua.
Passò gli ultimi anni afflitto dall'ostilità degli avversari e dalla cecità. La sua produzione letteraria (117 opere) suole raggrupparsi in romanzi storici (le quattro serie di Episodios nacionales, in cui è narrata la storia dell'Ottocento spagnolo); romanzi realistici (tra cui Doña Perfecta; Gloria, Marinella; La familia de León Roch; Fortunata y Jacinta; Angel Guerra; Misericordia); opere teatrali (si ricordino Realidad; La Loca de la Casa; El Abuelo); articoli politici, letterari e memorie. Per quanto a volte un po' trascurato e frettoloso nell'esposizione, P. G. è tra i più grandi narratori spagnoli del sec. XIX. In lui il realismo tradizionale si unisce alla dovizia dell'immaginazione e al riflesso delle contemporanee esigenze letterarie. I suoi innumerevoli personaggi palpitano di intensa vita affettiva, in cui la dolente sfiducia per il mondo e le sue istituzioni si fonde con la comprensione dell'infinita miseria umana, che gli apparve come qualche cosa di tragicamente irrimediabile. Nonostante tale visione pessimistica della vita, P. G. scopre, in questa, una primitiva bontà umana a volte inconsapevole, a volte deliberatamente celata. Fu avverso ad ogni forma di fanatismo e di intolleranza religiosa, ma non comprese il cattolicesimo praticante e militante e assunse, anzi, una posizione nettamente anticlericale (cf. Doña Perfecta; La familia de León Roch). Questo atteggiamento non esclude tuttavia l'aspirazione a una religiosità semplice e schietta, che non si limitasse alla esteriorità di un culto puramente folle.