PERTICARI, GIULIO

PERTICARI, Giulio. - Letterato, n. a Savi-gnano (Rimini), il 15 ag. 1779, m. a S. Costanzo (Pesaro) il 26 giugno 1822. Genero e collaboratore del Monti, fu a lui vicino nella polemica dei classicisti contro i romantici, che il P. sviluppò nel Giornale arcadico di Roma, e in quella sulla lingua.

Le due più famose sue opere (Degli scrittori del Trecento e dei loro imitatori, 1818, e Dell'amor patrio di Dante, e del suo libro intorno il Volgare Eloquio, 1820) furono inserite nel 7 voll. MARONITI (v.). Il P. vi sosteneva una lingua composita non solo nello spazio, ma anche nel tempo, propugnando con un germinale senso storicistico la necessità di accogliere nella lingua italiana i vocaboli che vi fossero entrati nello svolgersi della sua scolare vita. La passione di erudito, che è caratteristica fondamentale del P., lo indusse poi, in contraddizione con il proclamato classicismo, a volger la mente a studi di lingua e letteratura provenzale, sulle orme del Raynouard, e alla raccolta di romanze spagnole curata dal Depping, oltre che a vari studi sulla lingua e letteratura italiana del Due e del Trecento.

L'atteggiamento verso il cattolicesimo non è problema dominante della sua vita spirituale, ma in quanto atteggiamento verso il papato appare connesso alle sue propensioni ideali di politico e anche di umanista. Egli infatti, dalla celebrazione del ritorno di Pio VII a Roma nella cantica di maniera montana Il prigioniero apostolico, passò ad un «amor patrio» italiano nascendo dalla delusione per la mancata attuazione degli ideali sognati. Questo sentimento nazionale, che alimenta con negativi o fecondi risultati le sue più famose opere di critica, si configura anche in senso anticuriale. Di questa tendenza sono stati veduti i riflessi, oltre che in esplicite dichiarazioni del P. e in testimonianze di contemporanei, in talune manifestazioni della sua produzione filologica, come sempre avveniva in lui, quali i volgarizzamenti di eglobe e di epistole del Petrarca ispirate a simili sentimenti, e una vita di Cola di Rienzo dedicata a Guglielmo Pepe.

Bibl.: L. Bertuccioli, Memorie intorno alla vita del conte G. P., Pesaro 1822. Non esiste uno studio moderno sul P.: la trattazione più completa è quella di G. Mazzoni, in Ottocento, 4° rist., Milano 1949, pp. 339-341 e pp. 395-401. Per il testo: G. P., Opere, Bologna 1838.