Si guastò con Leone X e approfittò della crisi determinata dalla guerra di Urbino per tentare il riacquisto di Siena, dalla quale il Papa aveva cacciato il fratello di lui, Borghese. Caduto in sospetto, si rifugiò nelle terre dei Colonna, dove sembra accertato che stringesse accordi con Francesco Maria delle Rovere. Controversi sono invece i particolari circa la congiura del P. per fare avvelenare il Papa dal medico Battista da Vercelli. Tornato a Roma, il P. fu arrestato il 18 maggio 1517; riconosciuto colpevole, fu privato del cardinalato (22 giugno) e consegnato al braccio secolare; il 16 luglio venne ucciso in carcere. Leone X fu pienamente convinto della sua colpevolezza, e a tale convinzione contribuì l’atteggiamento spavaldo del P., che si era pubblicamente vantato di liberare il S. Collegio dalla tirannia del Papa.
PETRUCCI, ALFONSO
BIBL.: Pastor, IV, 1, pp. 108-126, e passim; 11, pp. 652-53. Cf. inoltre la bibl. alla voce LEONE X.
Roberto Palmarocchi