PIETRASANTA, Silvestro. - Apologista ed erudito gesuita, n. a Roma nel 1590, ivi m. 1/8 maggio 1647. Fu successivamente professore di Lettere a Fermo, teologo di mons. Luigi Carafa, nunzio apostolico a Colonia, visitatore apostolico dell'Istituto delle Scuole Pie. A lui fu attribuita, senza fondamento, una parte rilevante nelle difficoltà interne, che turbarono gli Scolopi dopo la visita apostolica. Introdusse l'uso delle linee e punti indicativi dei colori negli stemmi gentili.
Tra i suoi numerosi scritti sono da ricordare: *Racconto dell'elezione di mons. G. F. Greiffenclas in arci di Magonza* (Liegi 1626); *Iter fuldense* (ivi 1627); *Iter moguntinum* (ivi 1629); *Legatio apostolica A. Carafae* obita ad tractum Rheni (ivi 1634): queste operette hanno particolar interesse per la storia religiosa della Germania; *Notae in epistolam Petri Molinae ad Balzacum* (Anversa 1634); *Calvinianus Verbero et in eum vindiciae vapulare* (Loreto 1639); *Breve esplicazione delle litanie della B. V.M.* (Roma 1643); *Thaumasia verae religionis contra perfidiam sectarum* (2 voll., Roma 1655).
Pietro d'Alcantara
Pietro d'Alcantara, martire. - Preside della scuola catechetica d'Alessandria, divenne nel 3000 se- covo di questa città. La sua fuga durante la perse- cuzione di Diocleziano causò lo scisma di Melezio. P. morì martire nel 311.
Dei suoi scritti esistono solo frammenti, dei quali più importanti sono i 14 canoni penitenziali. Gli Atti sul suo martirio sono leggendari.
Pietro d'Alfonso. - Medico ebreo (Mose Se- phardi), n. a Huesca (Aragona) nel 1062 convertitos a 44 anni, m. ca. il 1110. Profondo conoscitore della Bibbia e dei pensatori arabi, fu battezzato da Stefano, vescovo di Huesca, il 29 giugno 1106 e prese il «co- nome» da Alfonso VI re di Castiglia e di León che gli fu padrino e lo tenne per suo medico (P. lo chiama suo «padre spirituale»).
Per rivendicare i fondamenti biblici della sua con- versione contro le calunnie dei suoi antichi correligionari, ne espose le circostanze (nel Prologus) e le ragioni nei 18 dialoghi Petri cognomento Alphonsi ex iudaeo christiani Motysi iudaei (l'autore prima della conversione): «Mose» propone le difficoltà e «Alfonso» le risolve. L'opera, in intelletta attraente, è erudita, metodica, interessantissima per la conoscenza delle concezioni anticristiane (specie i primi dialoghi) e del formalismo degli israeliti del sec. XII; ebbe parte cospicua nell'apologetica del tempo. La lodano R. Martini (Pugio fidei, III, 3,4), Vincenzo di Beauvais (Spec. hist., XXV, 118), Matteo Palmieri (Cronaca, 1068). Forse gli scritti anticristiani di R. Jacob ben Ruben (Milhamoth 'Adhōnaj, 1170) e di R. Shēmōthō ben Jishāq di Tudela ('Ebbien bōhen') vollero rispondere a P. Fu stampata a Colonia (1536), poi in PL 157, 535-672. P. compone anche l'opera didascalico-morale Disci- plina clericalis, in un prologo e 30 favole, tradotte da autori arabi, inserite in un dialogo tra un arabo morente e il figlio; vari novelliere del '300 ne dipendono; fu pubblicata (2 voll., Parigi 1824) da J. Labouderie, vicario gene- rale d'Avignone, che vi aggiunse due antichi volga- rizzamenti francesi, uno in prosa (sec. XV), l'altro, più antico, in versi; il testo di P. è riprodotto in PL 157, 671-706.
Pietro d'Alvernia. - Discepolo di S. Tom- maso a Parigi, fu dapprima maestro nella Facoltà delle arti, poi Enrico di Gand (v.) e Goffredo di Fontaines. Maestro in teologia verso il 1296, a questa data o non molto dopo disputò i suoi Quodlibeta. Vescovo di Clermont dal 1302, morì nel 1304.
Di s. Tommaso completò il commento al De caelo, alla Politica e, parzialmente, alle Meteore. Ma sulla Politica scrisse anche, da maestro delle arti, un proprio commento. Fu autore inoltre di Quaestiones in Metaphysicam e sui Parva naturalia. In questo primo periodo del suo insegna- mento, ARISTOTELISMO (v.) monistico. In un secondo periodo l'influenza monistica è neutralizzata in parte da quella dei suoi maestri di teologia specialmente di Goffredo, p. es., a proposito del prin- cipio d'individuazione (v.), della distinzione tra essenza ed esistenza, volontà (v.).