PIETRO dell'AQUILA (Scotellus, di TONNAPARTE). - Teologo scotista, n. all'Aquila ca. il 1300, m. a Trivento nel nov. 1361. Studiò a Parigi e ottenne il grado di maestro in teologia e dai posteri il titolo onorifico di Doctor sufficiens. Ca. il 1334 provinciale dei Frati Minori in Toscana e uno dei cinque dottori che in quell'anno esaminarono il commentario sulle Sentenze di Guglielmo Rubione; nel 1344 cappellano di Giovanna I, regina di Napoli e Sicilia, e nel 1346 inquisitore a Firenze. A causa di un conflitto con le autorità fiorentine fu accusato dinanzi al papa Clemente VI ma, riconosciuto innocente, fu elevato il 12 febbr. 1347 alla sede vescovile di S. Angelo dei Lombardi, donde il 30 maggio 1348 fu trasferito a quella di Trivento.
Gli furono attribuite diverse opere, ma finora era noto solo il suo commentario sui quattro libri delle Sentenze del Lombardo, che in sostanza è una abbreviazione dei commentari di Scoto; perciò furono chiamati Scotellus, prima l'opera, poi l'autore stesso. Sebbene P. in linea generale segua fedelmente Scoto, qualche volta attinge anche dagli altri autori francescani o aggiunge del suo. L'opera, che ebbe larga diffusione, fu poi stampata la prima volta a Spira (1480), l'ultima (1907-1909) a Rocco (voll. I-III) e a Levanto (vol. IV) a cura di C. Paolini. Il suo Compendium super librum Sententiarum fu scoperto recentemente da F. S. Schmitt, O.S.B.