PIER DAMIANI, santo. - Dottore della Chiesa, n. a Ravenna nel 1007, m. a Faenza il 23 febbr. 1072. Dopo un'infanzia tribolata (v. s. Giovanni da Lodi, Vita b. Petri D., 1: PL 144, 115-16) trovò nella sorella Roselinda una seconda madre (Ep. Agneti imp., ed. A. Wilmart, in Rev. bénéd., 44 [1932], p. 128) e nel fratello maggiore Damiano (da cui forse il suo secondo nome) guida e sostegno nel
niache, contro quella del card. Umberto di Selva Candida (cf. L. Saltet, Les réordinations..., Parigi 1907, p. 190 sgg.).
Creato pontefice il suo compagno nella legazione di Milano, Anselmo da Baggio, con il nome di Alessandro II (1061-73), egli ne sostenne caldamente le parti contro l'antipapa Cadalo (Ep., I, 20, 21: ibid. 144, 237-54), pur compiendo, nel suo zelo, passi disapprovati da parte dei suoi (Ep., I, 16: ibid. 144, 235). Pensava, come è evidente anche nella Disceptatio Synodalis, l'opera sua più direttamente politica, scritta nel 1062 (in MGH, Libelli, I, ed. cit., pp. 76-94), che convenisse mantenere ad ogni costo l'armonia tra Papato e Impero, quando, invece, le maggiori difficoltà per la sospirata riforma derivavano proprio dall'Impero e dal laicato. Deluso, bramava la pace del chiostro, e riuscì prima a strappare il permesso di ritorno al suo eremo dell'Avellana e più tardi quello di rinunciare alla sede di Ostia. Ma ogni tanto era chiamato per nuove missioni: nel 1063 a Cluny per la difesa dei privilegi della Congregazione contro Dragone, vescovo di Mâcon (De gallica profectione: PL 145, 863-80); poco dopo (1063) a Firenze per un'indagine sul vescovo Pietro, accusato di simonia e da lui assolto per mancanza di prove (Op., 30: ibid. 145, 523-30); nel 1069 a Magonza per distogliere Enrico IV dal divorzio con Berta di Torino, missione coronata da temporaneo successo; nel 1071 a Montecassino per la consacrazione della chiesa; nel 1072 a Ravenna per riconciliarla con la Sede Apostolica, dopo l'interdetto comminato alla città per il parteggiare dell'arcivescovo Enrico per l'antipapa. Di ritorno morì a Faenza nel monastero di S. Maria fuori Porta, nella notte tra il 22-23 febbr. Fu universalmente venerato come santo sino dal momento della sua morte. Leone XII lo onorò con il titolo di dottore (1ª ott. 1828, cost. Providentissimus Deus, in Decreta auth. Congr. S. Rit., Roma 1898-1912, n. 2663). Dante lo colloca nel settimo cielo tra i contemplativi (Pared., XXI, 43-99). Qualche d'antista ha voluto trovare, forse non del tutto a torto, in alcuni brani delle opere di s. P. D. una delle fonti del Poeta per il De Monarchia e la Divina Commedia (cfr. E. Anzalone, Dante e P. D., saggio, Aciresle 1903; P. Amaducci, La diretta dipendenza della Divina Commedia...S. Marino 1934; L. Cicchitto, Alcuni riscontri tra s. P. D. e Dante, Roma 1948).
Il D. scrittore suscita interesse come filosofo (nemico però della dialettica applicata al dogma), maggiore come teologo (nella questione delle riordinazioni soprattutto, nelle questioni sacramentarie in genere e marcologiche) e come giurista; ma soprattutto come scrittore ascetico (è il teorico della vita eremitica), e come fonte storica dei suoi tempi. In complesso, nel suo secolo, così povero di scritti e di scrittori, va considerato il più grande nei vari campi delle scienze teologiche, pur senza avere opere di grande mole. I suoi scritti, spesso polemici, constano di alcune Vitae Sanctorum (di cui la più celebre la Vita Romualdi), di numerose lettere ed opuscoli, che costituiscono la parte più cospicua; di alcuni Carmina et Preces e di vari Sermones.
Di questi ultimi molto discussa è l'autenticità: 19 sono dati come certamente spuri ed assegnati a Nicola di Clairvaux (cf. I. I. Ryan, St Peter D. and the sermons of Nicholas of Clairvaux: a clarification, in Medieval Studies, 9 [1947], pp. 151-61). È poi noto che s. P. D. era stato esortato dall'amico Ildebrando a comporre una Collectio canonica per documentare meglio la verità e antichità del privilegium Romanæ Ecclesiae, cioè del primato e della sovrana indipendenza del Pontificato Romano (Op., 5: PL 145, 89-90, 92).
Si può ritenere che quest'opera sia la Collectio che va sotto il nome di LXXIV Titulorum che il Michel, con soli argomenti interni, rivendica al card. Umberto di Selva Candida (cf. A. Michel, Die Sentenzen des Kard. Humbert..., Lipsia 1943).

(fot. Enc. Cott.)
La fonte principale per la biografia è la Vita, scritta dal discepolo Giovanni da Lodi: PL 144, 113-46. Da segnalare come il più notevole lavoro per la vita: F. Neukirch, Das Leben des Petrus D., Gottings 1875; per la cronologia delle opere: F. W. E. Roth, Der hl. Petrus D. nach den Quellen neubearbeitet, in Studien und Mitteilungen aus dem Benedictiner u. dem Cistercienser-Order, 7 (1886), fasc. I, pp. 110-34; fasc. II, pp. 357-74; fasc. III, pp. 43-66; fasc. IV, pp. 321-36; 8 (1887), fasc. I, pp. 56-64; fasc. II, pp. 210-16.
Per tutta la bibl. intorno al Santo, anteriore al 1907, cf. U. Chevalier, Répertoire des sources historiques du M. A., Biobibliographie, II, 2e ed., Parigi 1907, coll. 3708-10; cf. pure sotto Gregorio VII, ed inoltre: R. Biron, S. P. D., Roma 1909; L. Kühn, Petrus D. u. die weltliche Anschauungen über Staat u. Kirche, Karlsruhe 1913; H. Schubert, Petrus D. als Kirchen politiker, in Festgabe von Fachgenossen u. Freunden K. Müller, Tubinga 1922, pp. 83-102; M. Mende, Petrus D., I, Breslavia 1933; S. Baldassarri, La marialogia in s. P. D., in Scuola cattolica, 61 (1933), pp. 304-12; J. Denis, Les théories politiques de Pierre Damien, Parigi 1934; P. S. Leicht, In locum quendam Petri D.,
in Acta congr. iuridici int., II, Roma 1935, pp. 303-307; I. Cavigioli, De sententia s. Petri D. circa absolutionem complicis in peccato turpi, in Apollinaris, 12 (1939), pp. 35-39; J. De Ghellinck, Littérature latine au moyen âge..., II, Parigi 1939, pp. 69-73; A. De Girolamo, La teologia sacramentaria di s. P. D., Napoli 1942; V. Vailati, La devozione all'umanità di Cristo nelle opere di s. P. D., in Divus Thomas, 46 (1943), pp. 78-93; A. Glabbani, Lo spirito della regola di s. Benedetto e la vita monastica eremitica secondo s. P. D., in Benedictina, 1 (1947), pp. 135-36; O. J. Blum, S. Peter Damian, his teaching on the spiritual life, Washington 1947; P. Palazzini, Note di diritto romano in s. P. D., in Studia et documenta historiae et iuris, 13-14 (1947-48), pp. 253-68. Pietro Palazzini