Entrata fra le Suore della Carità nel 1886, fu addetta all'Arciospedale di S. Spirito in Sassia, a capo del reparto dei tubercoloti, dove dimostrò verso tutti una pazienza e carità ammirabili e dove volle rimanere nonostante fosse tocca dal male e spesso maltrattata e vituperata da alcuni di quegli infermi. Uno di questi, convalescente, ma licenziato per malvagia condotta, persuaso che a denunciarlo fosse stata suor Agostina, decise di vendicarsi; entrato non visto nell'ospedale, attese al varco la vittima e la colpì con sette colpi di pugnale fino a spezzare il cuore. Suor Agostina ebbe funerali straordinari; ma il ricordo benefico delle sue virtù fu quello che indusse a iniziare i processi di beatificazione. La sua causa fu introdotta nel 1946.
PIERANTONI, LIVIA
BIBL.: [R. Ballerini], Necrologio, in Civ. Catt., 1894, IV, pp. 615-20; AAS, 30 (1946), pp. 364-66. Celestino Testore