PIERANTONI, LIVIA

PIERANTONI, LIVIA. - In religione suor Agostina, n. a Pozzaglia (Perugia) il 27 marzo 1864, m. a Roma il 13 nov. 1894.

Entrata fra le Suore della Carità nel 1886, fu addetta all'Arciospedale di S. Spirito in Sassia, a capo del reparto dei tubercolotici, dove dimostrò verso tutti una pazienza e carità ammirabili e dove volle rimanere nonostante fosse tocca dal male e spesso maltrattata e vituperata da alcuni di quegli infermi. Uno di questi, convalescente, ma licenziato per malvagia condotta, persuaso che a denunciarlo fosse stata suor Agostina, decise di vendicarsi; entrato non visto nell'ospedale, attese al varco la vittima e la colpi con sette colpi di pugnale fino a spezzarle il cuore. Suor Agostina ebbe funerali straordinari; ma il ricordo benefico delle sue virtù fu quello che indusse a iniziare i processi di beatificazione. La sua causa fu introdotta nel 1946.

BIBL.: [R. Ballerini], Necrologio, in Civ. Catt., 1894, IV, pp. 615-20; AAS, 30 (1946), pp. 364-66. Celestino Testore

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PIER DAMIANI, santo - Particolare del politico di S. Rufino di Niccolò Alunno (1460) - Assisi, Duomo.
(fot. Alinari)
suo avviamento allo studio (Op., 47: PL 145, 710-715 ccc.) che iniziò a Ravenna per poi perfezionare a Faenza e a Parma (Op., 51, 13: ibid. 145, 762; Op., 45, 6: ibid. 145, 699-700).

Più tardi egli stesso si acquistò un nome nell'insegnamento, ma per breve tempo, Fonte Avellana (v.) verso l'anno 1035 (Ep. Agneti imp., cit.). La sua personalità si impose nel piccolo gruppo di eremiti che vivevano colà; fu richiesto come oratore dall'abbazia di Pomposa, dal monastero di S. Vincenzo di Petra Pertusa e da altri e, quando tornò al suo eremo di Fonte Avellana, vi fu eletto priore verso il 1043 (Vita, 6-7: PL 144, 123-25).

Ebbe allora origine il mirabile fiorire di questo eremo, che cominciò a propagare case filiali nelle Marche, Umbria, Romagna, Abruzzo, e a dare origine ad una Congregazione eremitica di ispirazione camaldolese, anche se in sé autonoma (Ep., VI, 32: ibid. 144, 429; Op., 15, prol.: ibid. 145, 335).

Afflitto dai mali della Chiesa, di cui i più palesi erano la simonia e l'immoralità del clero, entrò in relazione con Gregorio VI, il primo papa che fece sperare una riforma (Ep., I, 1, 2: ibid. 144, 205-207). Le ingiunzioni dell'imperatore Enrico III, che lo voleva collaboratore del papa tedesco Clemente II, vinsero le ultime riluttanze del suo animo, anelante solo alla contemplazione ed alla mistica (Ep., 1, 3: ibid. 144, 207-208; Op., 19, 5: ibid. 145, 432); e la sua opera a favore della Chiesa prese forme concrete al tempo di Leone IX (1049-54), sotto cui scrisse i due più famosi trattati, il Gratissimus (Op., 6: PL 145, 99-156 e MGH, Libelli, I, ed. L. de Heinemann, Hannover 1891, pp. 15-75) ed il Gomorrianus (Op. 7: PL 145, 159-90), per quanto alcuni attriti con il Pontefice non facilitassero sempre la sua cooperazione nella riforma (Ep., I, 4: ibid. 144, 208-209). La sua attività (Ep., I, 5: ibid. 144, 209-10) riprese con Vittore II (1055-57), finché con Stefano IX (1057-58) fu creato, suo malgrado, cardinale vescovo di Ostia (Op., 19, prol.: ibid. 145, 423). L'amico Ildebrando, futuro Gregorio VII, riuscì così ad averlo al suo fianco nella lotta intrapresa. E con lui fu presente a Siena all'elezione di Niccolò II (1059-61), contrapposto all'intruso Benedetto X (Ep., I, 7, 8; ibid. 144, 210-13). Sotto Niccolò II svolse la sua prima missione a Milano (1059) per la riforma di quella Chiesa e di altre della Lombardia, ed egli vi applicò la sua teoria, non del tutto esatta nella impostazione, ma ortodossa nelle sue conclusioni pratiche, sulla validità delle ordinazioni simo-

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“PIERANTONI, LIVIA.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), p. 828. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/pierantoni-livia.