il sangue dei martiri. Dipinto di B. Luini (primi del sec. XVI).
Napoli, Museo Filangieri.
II. P. S. DI BOURGES. - Costituzione promulgata da
Carlo VII re di Francia, per regolare i rapporti della
Chiesa francese, nel momento più acuto dei contrasti
del Concilio di Basilea con Eugenio IV. Il Re convocò
a Bourges nel giugno 1438 un'assemblea del clero, cui
furono presenti anche i laici; egli rifiutò di prendere
partito fra le due parti avverse, disposto però a promuovere
l'unione. Promulgò la p. s. il 7 luglio imponendo l'osser-
vanza nel regno dei canoni disciplinari decretati sino al-
lora a Basilea e ritoccati dall'Assemblea. Il Concilio ap-
provò la p. s. il 17 ott. 1439. In essa si proclamava la
superiorità del Concilio sul Papa e se ne sanzionava la
periodicità, si limitava l'intervento del Pontefice nelle
nomine ecclesiastiche, nella collazione dei benefici, nei
giudizi e negli appelli, si regolavano le annate, si davano
anche utili prescrizioni quanto all'ufficiatura divina, alla
moralità del clero, all'osservanza delle censure. Essa diede
al galileanesimo (v.) la sua espressione più perfetta e costituì
la sostanza delle libertà galiliane nella pretesa di tempe-
rare nel limite dei canoni l'autorità papale. Non fu perciò
accettata dai pontefici che tentarono di ottenerne l'abro-
gazione; cessò di avere valore con il Concordato del 1516,
ma nei secoli seguenti il Parlamento di Parigi pretese
di rimetterla in vigore, senza rassegnarsi alla sua decadenza.
III. P. S. DI CARLO VI. - Atto solenne emanato da
questo imperatore di Germania a Vienna il 19 apr. 1713,
allo scopo di regolare la successione negli altri Stati
asburgici in difetto di discendenti maschi, ammettendovi
anche le femmine, per mantenere l'indivisibilità e la
unità. Esso diede origine alle guerre di successione sino
alla Pace di Aquisgrana del 1748.
PRASSEDE, santa. - È commemorata nel Mar-
tirologico germaniano il 21 luglio; gli Itinerari del
sec. VII la ricordano sepolta nel cimitero di Priscilla
sulla Via Salaria nuova.
(1st. Sansaini)
PRASSEDE, santa - Teca del capo di s. P. (sec. XI) - Biblioteca
Vaticana, Museo sacro.
60. - ENCICLOPEDIA CATTOLICA. - IX.
PRASSEDE, santa - Interno della chiesa di S. P. (sec. IX con rifacimenti dei secc. XV e XVII) - Roma.
Secondo la Passio, leggendaria, del sec. V, P. era figlia di Pudente (v.) e sorella di Pudenziana (v.). Passata a miglior vita, il presbitero Pastore, autore dello scritto, ne curò la sepoltura nel cimitero di Priscilla accanto al padre e alla sorella. È evidente lo scopo dell'autore di volere illustrare le origini dei due titoli romani di P. e di Pudente o Pudenziana, confondendo uomini e cose.
Sulla origine del «titulus Praxedis», non si hanno notizie sicure; esisteva già nel sec. V: lo attestano il Sinodo romano del 499 e un'iscrizione del 489 nel cimitero di S. Ippolito sulla Via Tiburtina. Nel sec. VI, la fondatrice, secondo il costume, è detta s. P. L'unione di P., Pudente e Pudenziana, ebbe senza dubbio origine dal fatto che il cimitero di S. Ippolito dipendeva dai due titoli e forse dal fatto anche della vicinanza. La chiesa di S. P., già restaurata da Adriano I (772-95), fu completa mentre rifatta da Pasquale I (817-24) però «in alto non longe demutans loco». La nuova costruzione, nonostante i vari lavori posteriori, conserva tuttora la struttura del sec. IX, fu arricchita di molti corpi di martiri, tra i quali quello di Zenone tolto dal cimitero di Pretestato. In suo onore fu edificato un oratorio distinto, ornato di ricchi musei che rappresentano l'opera più insigne e caratteristica di Roma in quel periodo. Altri musei furono eseguiti nell'abside e sull'arco trionfale, rappresentanti rispettivamente il Redentore con santi e la celeste Gerusalemme.