PRIULI, ALVISE. - Letterato e prelato, n. a Venezia sul principio del '500, m. a Padova il 15 luglio 1560. Fece parte di quel circolo padovano che intorno
a Pietro Bembo si formava al culto ed all'amore delle lettere latine ed italiane: fu amico di Antonio Brocardo, Trifon Gabriele, Lazzaro Bonamico, Benedetto Lampridio, Camillo Delminio, PATARINI (v.); ebbe pure relazioni con Francesco Maria Molza, Francesco Berni e Bernardo Tasso.
Quando Reginaldo Polo venne a Padova il P. lo ebbe ospite e poi gli fu costante famigliare dopo che questi, creato cardinale il 22 dic. 1536, si stabilì a Roma e quando fu ripetutamente legato papale. Presso il Polo, legato a Viterbo, fu in relazione con Vittoria Colonna, Marco Antonio Flaminio, Pietro Carnesecchi ed altri e fu incolpato di avere con loro sostenuto quelle dottrine di sapore luterano sulla Grazia, per cui più tardi Paolo IV lo ritenne sospetto di eresia. Inviato nel 1542 a preparare il Concilio a Trento, fu poi raggiunto colà dal Polo inviati una prima volta legato. Ambedue erano a Viterbo nel 1543; ma P. accompagnò il Polo a Trento quando vi fu di nuovo come legato. Rifutò di essere segretario del Concilio e seguì il Polo quando questi lasciò il Concilio il 28 giugno 1546. Fu esecutore testamentario del Bembo e da Giulio III ebbe nel 1551 l'accesso al vescovato di Brescia che intanto fu conferito al card. Durante. Segui nel 1554 il Polo in Inghilterra e condivise con lui i rigori di Paolo IV, per i quali gli fu tolto l'accesso di Brescia nel 1556. Morto il Polo nel nov. 1558, il P. si fermò in Inghilterra quale suo esecutore testamentario sino alla fine del 1559. Era a Padova il 3 maggio 1560 e vi morì, quando si provvedeva alla sua riabilitazione. Oltre a poche lettere, non si hanno di lui che alcuni componimenti latini in versi.