PROGRAMMA I

PROGRAMMA

I. Negli indiani della religione, di cui è moderatore e committente il Pontefice di Roma.

II. Negli indiani della civiltà, di cui è ancora una legalità nel Vittorio Emanuele nel regno italico.

Napoli, 3 settembre 1868.

Article illustration
RISORGIMENTO ITALIANO - Programma del Comitato unitario ecclesiastico di Napoli del 3 sett. 1866. Proprietà di mons. S. Garofalo.
(per cortesia di mons. S. Garofalo)
penoso distacco fra gli ideali mondani e quelli religiosi parve condurre addirittura ad una « crisi religiosa » nell'opinione italiana (S. Jacini). A ben vedere, i termini della crisi esistevano da tempo nei contrasti speculativi ed etico-religiosi che dividevano internamente la cultura italiana ed europea, e rompevano spesso la coerenza dei più sinceri atteggiamenti individuali (v. NEOGUELISMO).

Se le stentate iniziative di riforma dei principi italiani ci interessano, come un estremo sforzo degli Stati regionali per adeguarsi alle necessità dei tempi, ben più ci interessano le sentite e spontanee manifestazioni di volontà e di coscienza politica nelle varie popolazioni italiane. Un difetto di organizzazione, di esperienza, di senso unitario vizia tutto lo sforzo che sfocia nella « guerra federale ». Lo stesso Pio IX, pur diffidando della « febbre italiana » per quello che vi era in essa di esclusivo, di mondanamente assoluto e di religiosamente contingente, giunge a far sua la causa italiana anche dopo la famosa Allocuzione del 29 apr. del 1848, che delude i fautori della « crociata » neo-guelfa: nella lettera inviata per tramite del Corboli-Bussi all'Imperatore d'Austria egli consacra ancora il principio di nazionalità, fuor d'ogni ricorso alla violenza, appellandosi alla pietà del sovrano, affinché rinunci ai suoi possessi italiani.

L'estremo punto della rivoluzione quarantottesca si attinge, in Italia, con l'instaurazione di governi democratici, repubblicani, fondati sul principio della sovranità popolare, dal quale pure si deduce la necessità di una Costituente nazionale e di assemblee costituenti parziali elette a suffragio universale: ma quest'instaurazione di democrazie non si ha che a Firenze, a Venezia ed a Roma, e soltanto a Roma si deducono tutte, o quasi, le conseguenze ideologiche dei principi teoricamente elaborati. D'altra parte, le premesse dottrinali non son sufficienti a qualificare un regime: la Repubblica Romana ci interessa soprattutto per certe trasformazioni sociali, studiate dal Demarco, e per certi motivazione pratica di fronte alle convinzioni cattoliche della gran maggioranza.

Dopo la catastrofe del '48 si ha, da parte dei maggiori e dei migliori patrioti, un esame di coscienza che riveste talora, per lo storico, un valore particolare: si pensi all'Archivio triennale del Cattaneo, al Rinnovamento del Gioberti, agli scritti del Tommaso, ecc. Ma in tali scritti gli «ideali del '48» appaiono ancora spesso normativi: sussiste ancora una sorta di «profetismo» politico, specie nel Mazzini e nel Gioberti. I tempi sono realmente maturi per l'egemonia, o per la dittatura che questi affida allo Stato piemontese, ma non per rivelare nel processo storico quell'«onnipotenza delle idee» ch'è la sua fede mondana; né sorge il popolo-messia mazziniano. È l'ora, invece, del geniale possibilismo di Cavour, sostenuto del resto da un'etica liberale: egli utilizza gli elementi sparsi di un programma d'azione italiano: la politica dinastica sabauda, le idee napoleoniennes di Napoleone III, l'eredità dell'albertismo fra i moderati di varie regioni, la crisi del particolarismo, ormai sensibile persino nel Mezzogiorno borbonico, per lo meno fra i colti, che non di rado si trovano, espatriati, a condivider l'esperienza costituzionale piemontese. Ma per esser del tutto italiano, il programma di Cavour deve appunto, volente o nolente, accettare un confronto coi profetismi nazionali intransigenti: e si ha l'incontro fra guerra regia e guerra di popolo - dove una piccola minoranza rappresenta il «popolo» futuro - nel 1860. Incontro ben rispondente alle tradizioni del R., un po' come la proclamazione di Roma capitale in fieri, ch'è l'ultimo gesto risorgimentale del Cavour.

BIBL.: sul riformismo settecentesco, L. Salvatorelli, Il pensiero polit. ital. del 1700 al 1870, Torino 1941; B. Brunello, Il pensiero polit. ital. del Settec., Milano 1942; G. Capone Braga, La filosofia francese e ital. del Settec., 2 voll., Padova 1942 (con la bibl.). Sul R. in generale, la voce di W. Maturi in Enc. Ital., XXIX, pp. 434-39 (ivi i Stati essenziali sulle collezioni di fonti e riviste); C. Spellanzon, Stor. del R. e dell'unità d'Italia, 5 voll., Milano 1933-50, in continuazione (per i personaggi singoli, oltre alle voci comprese nell'Enc. Ital., e nella presente Enciclopedia, il Dez. del R. di M. Rosi, Milano 1942-50, un po' invecchiato; per i problemi principali, le Quest. di stor. del R. e dell'unità d'Italia, a cura di E. Rota, Milano 1951). Studi: limitando a segnalare gli studi più recenti, sui singoli problemi accennati in questa voce, si ricordano: C. Zaghi, Il Direttorio franc. e l'Italia, in Riv. storica ital., 2 (1950), pp. 218-56; M. Petrocchi, Il tramonto della Republ. di Venezia e l'assolutismo illuminato, Venezia 1950; E. Pontieri, Il riformismo borbonico nella Sicilia del Sette e dell'Ottoc., Roma 1945; R. Romeo, Il R. in Sicilia, Bari 1951; V. Cuoco, Saggio stor. sulla rivolta di Napoli, a cura di G. Mansorda (che utilizza le due stesure del testo del 1801 e del 1806, con leggere varianti e modifiche), 2 voll., Milano 1951; V. E. Giuntella, La giacobina Republ. rom., Roma 1950; Il Conciliatore, Anno primo (3 sett. 1818-31 dic. 1818), a cura di V. BANCA, Firenze 1948; G. Spini, Mito e realtà della Spagna nelle Rivoluz. ital. del 1820-21, Roma 1950; Studi su G. C. L. Simonelli, Milano-Bellinzona 1944; E. Morelli, G. Mazzini, saggi e ricerche, Roma 1950; A. Saitta, F. Buonarroti, Roma 1950 (più un vol. di docc., Roma 1951); A. Galante Garrone, F. Buonarroti e i rivoluzionari dell'Ottocento, Torino 1951; L. Salvatorelli, La rivolta europea (1848-49), Milano-Roma 1949; C. Cattaneo, Consideraz. sulle cose d'Italia nel 1848, a cura di C. Spellanzon, Torino 1946; id., Dell'insurrez. di Milano nel 1848, a cura di A. Levi e di N. Bobbio, Firenze 1949; Epistol. di C. Cattaneo, 2 voll., Firenze 1949-52, in continuaz., a cura di R. Caddeo; L. Bulferetti, Socialismo risorgimentale, Torino 1949; R. Aubert, Le pontificat de Pie IX (1846-52), Parigi 1952; inoltre la bibl. data alle voci pro IX e NEOCUELLISMO, specie per i recenti studi di P. Pirri; F. Valsecchi, Il R. e l'Europa. L'Alleanza di Crimea, Milano 1948; A. Omodeo, Difesa del R., Torino 1951. Ettore Passerin
Cite this article

“PROGRAMMA I.” Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), p. 572. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/programma-i.