PSELLO (ΨΈΛΛΑΣ), COSTANTINO (MICHELE)

PSELLO (Ψέλλας), COSTANTINO (MICHELE). - Uomo politico alla corte di Bisanzio e poligrafo, n. nel 1018 a Costantinopoli, m. nel 1078 (?).

Dotato di cultura vastissima, occupò dapprima cariche amministrative e giudiziarie; segretario alla corte di Michele V (1041-42), godè il favore di Costantino Monomaco (1042-54) che nel 1045 lo nominò professore di filosofia all'Accademia di Costantinopoli. Nel corso di nove anni si dedicò al rinnovamento della cultura bizantina e dell'Accademia stessa. In seguito agli avvenimenti politico-religiosi che turbarono le relazioni tra Bisanzio e la Chiesa Romana, negli ultimi anni del Monomaco, cadde in disgrazia e come altri funzionari si fece monaco (assumendo il nome di Michele). Tuttavia l'imperatrice Teodora ebbe a ricorrere più volte ai suoi consigli, e sotto i di lei successori P. tornò alla corte, esercitandovi una parte preponderante. Nel 1071 concorse all'elezione di Michele VII Ducas, già suo alunno, e lo indusse a respingere le proposte di riunione con la Chiesa romana. Caduto di nuovo e definitivamente in disgrazia, morì povero e oscuro (la data del 1078, incerta, da alcuni è protratta di due decenni), vittima egli stesso di quelle arti e raggiri politici di cui aveva largamente usato senza scrupoli.

Ben più che alle sue fortune politiche, il nome di P. è rimasto legato a quel vasto movimento di restaurazione del pensiero platonico, di cui egli, se pure con tendenze eclettiche, fu l'anima in un momento in cui la cultura bizantina OZIO (v.). Con che egli ritornava allo slancio speculativo dei tre Cappadoci e soprattutto di s. Gregorio Nazianzeno (v.), il solo che, a suo giudizio, sia da preferire a Platone (cf. Sathas, Μεσαιωνική Βιβλιοθήκη, IV, p. 111). In ciò egli può dirsi precursore dei grandi platonici bizantini, che nel sec. XV instaurarono nella Firenze medicea, Ficino (v.), il culto di Platone. Fra le opere di P. vanno ricordate: Expositio in Canticum canticorum; De omnifaria doctrina; Dialogus de daemonum energia seu operatione; De anima celebrex opiniones; In psychogoniam platonicam; Expositio in oracula magica quae a Zoroastro prodiere; Expositio in oracula Chaldaica; Compendium in logicam Aristotelis (ove sono riportati i versi mnemonici dei modi del sillogismo).

BIBL.: gli scritti di P. si trovano in PG 122, 477-1186, e nella Μεσαιωνική Βιβλιοθήκη di K. N. Sathas, IV e V. Venezia 1874-1875. Su P., per attenersi agli studi più recenti, V. C. Zervos, Un philosophe néo-platonicien du XIe siècle. Sa vie, son oeuvre, ses luttes philosophiques, son influence, Parigi 1920; E. Renauld, Etude de la langue et du style de M. P., ivi 1920. Fonte a cui tutti attingono sono le introduz. di Sathas, loc. cit. Per una più ampia bibl. V. M. Jugie, Psellos, in DThC, XIII, 1, coll. 1140-58 Bruno Nardi
Cite this article

“PSELLO (ΨΈΛΛΑΣ), COSTANTINO (MICHELE).” Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), p. 152. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/psello-psellas-costantino-michele.