e « titulus sanctae o beatae Pudentianae » e anche « Pudentis » nella vita di Leone III (I, p. 508; II, pp. 11, 34, 24). Pudenziana è detta anche Potenciana o Potentiana negli itinerari del sec. VII (R. Valentini e G. Zucchetti, Codice topografico della città di Roma, II, Roma 1942, pp. 78, 116, 144). In una cappella di S. Pudenziana sono dipinte scene delle leggende di S. Paolo, di Pudente, Pudenziana e Prassede (Wilpert, op. cit., tav. 262). Le due immagini femminili nel museo della basilica di S. Pudenziana non rappresentano Pudenziana e Prassede come rientrante G. B. De Rossi (Musaici cristiani, Roma 1872, foglio 9; J. P. Kirsch, Die römischen Titelkirchen im Altertum, Paderborn 1918, pp. 65-66 e Wilpert, op. cit., pp. 1066-68), ma le due chiese, ex gentibus e ex circumcisione » (v. CHIESA, III, col. 1468).
H. Delehaye pubblicò una Vita Sancti Pastoris in cui questi, istruito insieme con Timoteo da S. Paolo, sarebbe stato ordinato prete dall'Apostolo, avrebbe vissuto fino al tempo di Antonino, e a richiesta di Pudente, padre di Pudenziana e Prassede, avrebbe costruito una chiesa in vico Latericio detta ancora titulus Pastoris al tempo del redattore della vita e ricordata fino al sec. XIII presso S. Clemente (Etude sur le légendier romain, Bruxelles 1936, pp. 139, 264-66). H. Delehaye propose di identificare con lo stesso Pastore il martire Pimenio o Pymenius o Iouayv (op. cit., pp. 137-40), ricordato nel Martirologio geronimiano e nel calendario marmoreo napoletano al 18 febbr., al 18 marzo e meglio al 2 dic. La sua Passio lo indica quale presbitero tituli Pastoris vissuto al tempo dell'imperatore Giuliano (id., op. cit., pp. 259-63). Il martire Pimenio fu sepolto nel cimitero di Ponziano, come è indicato dalla notitia ecclesiarum e dal de locis (R. Valentini, e G. Zucchetti, Codice topografico della città di Roma, II, Roma 1942, pp. 92-107) e ivi rappresentato insieme con i martiri Milix e Pollion (Wilpert, Pituite, pp. 453-520 e tav. 255, 1).