Figura nelle terme Ostiensi di Costantino e appare in Roma in S. Costanza, nelle antiche basiliche, ad es., in S. Pancrazio nelle quattro colonne a fianco dell'altare maggiore; in S. Lorenzo fuori le mura sopra le colonne dell'ordine superiore della Basilica orientale o Pelagiana, dove sulla faccia esterna è incisa una croce bizantina; in S. Stefano sia al Celio che sulla Via Latina; a Napoli in S. Giorgio Maggiore; fiorisce e si sviluppa soprattutto nell'arte bizantina a Costantinopoli in S. Sofia; a Salonicco in S. Demetrio e a Ravenna in S. Vitale, i p. sono intagliati come un ricamo e ancora in S. Apollinare Nuovo e in S. Apoll. in Classe e in S. Giovanni Evangelista; nel duomo di Parenzo e in quello di Aquileia.
I p. della Basilica cristiana di Tigizit contengono scolpito, ad es., Daniele tunicato tra i due leoni (P. Gaulut, Etude sur les ruines romaines de Tigizit, Parigi 1897, p. 37 e fig. 7, n. 10).
In Italia l'uso del p. terminò con l'architettura bizantina; l'architettura romanica adottò al medesimo scopo una larga pietra sovrapposta al capitello (battistero di Pisa), talora decorandola con foglie e altri motivi stilizzati (S. Flaviano di Montefiascone). Nei paesi d'oltralpe invece il p. si trova ancora nel sec. XI, specialmente in Gran Bretagna (chiesa di Wing, campanile di Barton-on-Huber) e in Germania (S. Giustino di Höchst a. M.). Generalmente si presenta con le faccie liscie, ma talora ebbe decorazioni a fogliami (S. Sofia di Costantinopoli).
Enrico Josi-Mario Zocca