RAIMONDO DE PEÑAFORT, santo. - Domenicano, n. a Barcellona nel 1175, m. ivi il 6 genn. 1275. Studiò e poi insegnò retorica e logica a Barcelona. Quindi studiò a Bologna (1210-16), ove fu promosso dottore in diritto nel 1216. Ritornato a Barcellona per volontà del suo vescovo (1219) e nominato canonico penitenziere e poi proposto del Capitolo cattedrale, entrò poco tempo dopo nel- l'Ordine domenicano (1222). Ebbe una parte nove- tevole nella fondazione dell'Ordine della Mercede, per il quale compilò gran parte delle Costituzioni e ne ottenne l'approvazione (1235).
Accompagnò e aiutò il card. Giovanni di Abbeville nella sua legazione in Spagna (1229) ed ebbe poi l'in- carico dal Papa di una predicazione nelle province di Arles e di Narbona in favore della spedizione di Maiorca contro i mori. Gregorio IX lo nominò suo confessore, cap- pellano e penitenziere e gli affidò la compilazione della nuova raccolta autentica di Decretali che fu ufficialmente promulgata da lui nel 1234 (5 sett.) e presentata alle Università di Parigi e Bologna (v. CORPUS IURIS CANONICI). In questo stesso periodo, a nome del Papa diede numerose risposte a consultazioni giuridiche, che vanno sotto il nome di Dubitalia, edite dallo Schultze (Die canonischen Handschriften..., Praga 1868, p. 68 sgg.). Rifiutò l'arcive- scovato di Tarragona. Eletto maestro generale dell'Or- dine (23 maggio 1238), accettò molto a malincuore; compilò una redazione delle Costituzioni domenicane, che fondamentalmente sono rimaste fino alla revisione del 1924. Nel 1240 rinunciò all'ufficio di maestro generale per dedicarsi alla conversione degli Ebrei e dei Mori nella Spagna e nell'Africa. Per opera sua fu fondata una scuola di arabo a Tunisi (1250) e una di ebraico a Murcia (le prime del genere) per preparare adeguatamente i missio- nari. Insistette perché s. Tommaso d'Aquino scrivesse la Summa contra Gen- tiles. Canonizzato nel 1601. Festa il 23 genn.
Fra le sue opere bisogna ricordare: la Summa iuris (conservata parzial- mente nel ms. della Biblioteca Vaticana Borgh. 261), scritta a Bologna (1216-19), che è un manuale di diritto, compilato secondo l'ordine del Decreto e del I libro delle Compilazioni di Decretali (ed. J. Rius, Barcellona 1945); più nota è la Summa de poeniten- tia, che ebbe una lar- ga diffusione. È una ottima guida per i

RAIMONDO NONNATO, santo. - Le notizie biografiche e sul culto di s. R. sono di origine tardiva e assai incerte. Dal modo insolito con cui vide la luce, R. si ebbe l'appellativo di N. Oriundo da Portell in Catalogna, a ca. 20 anni d'età (1220) si scrisse al- l'Ordine, allora appena fondato, dei Mercedari.
Si dedicò tutto alla liberazione e conversione degli schiavi, specialmente in terra spagnola occupata dai Mori. Dopo una missione a Roma per patrocinare una causa del suo Ordine, R. N. passò in Algeria per la redenzione di altri infedeli prigionieri. Rimasto ostaggio egli stesso in loro favore, mentre in Spagna si raccoglievano le offerte per la sua ed altrui liberazione, R. N. sopportò eroica- mente inauditi tormenti, fra cui celebre anche la perfora- zione delle labbra. Per la fama di tanta sua virtù Gregorio IX pensò di innalzarlo alla dignità cardinalizia (1239) e a volerlo per consigliere in Roma. Mentre per obbedienza R. N. si incamminava alla volta dell'Urbe, morì a Car- dona, venendo poi sepolto nella chiesetta di S. Nicola, che per il suo culto fu presto trasformata in santua- rio. Il giorno probabile della sua morte (31 ag. 1240) venne fissato come data della festa, che però solo su ordine di Alessandro VII, nel 1657, venne inserita nel Martirologio romano; Innocenzo XI nel 1667 ne estese la festa a tutta la Chiesa.