RATRAMNO
di CORBIE. - Teologo benedettino,
il Corpo e il Sangue di Cristo, anzi talora dice espressamente che la sostanza del pane e quella del vino divengono substantia del Corpo e del Sangue del Signore (PL 121, 140); afferma inoltre, con particolare insistenza, la realtà oggettiva delle specie esterne e, sotto questo punto di vista, la sua dottrina è superiore a quella di P. Radberto, sebbene rimanga inferiore nello stabilire l'identità sostanziale del Corpo eucaristico di Cristo con quello storico; infatti, pur incidentalmente affermandola, è costantemente preoccupato di dimostrarne la diversità accidentale (nel senso della futura questione scolastica del modus praesentiae).
Quest'oscurità di linguaggio fu l'occasione dell'occiliante giudizio che i posteri diedero del suo insegnamento eucaristico. Già al sec. Erigero di Lobbes (v.) vide in R. un avversario di Pascasio e nel sec. XI la sua opera, sotto il nome di Scoto Eriugena, Berengario di Tours (v.) e respinta come eretica dagli scrittori anti-berengariani. Nel secolo seguente Sigeberto di Gembloux ritenne R. difensore della fede eucaristica, e come tale fu lodato dal Tritemio (sec. XV) e da s. G. Fischer (sec. XVI). Con l'edizione di Ecolampadio (Basilea 1532) cominciò l'accaparramento protestante, che provocò l'inserzione dell'opera nell'Indice del Concilio di Trento (1559); reagirono nel 1571 i teologi di Lovanio (detti duocenses) e soprattutto il Boileau, che ne difese con erudizione e acume l'ortodossia (1712). La teologia odierna è stata sfavorevole a R. soprattutto dopo il Geiselmann, seguito dal Guadel, Amann e Peltier (v. BIBLICA). Una convincente riabilitazione è stata fatta dal p. Gliozzo (v. BIBLICA).